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PERCHE’ AMIAMO IL KITESURF

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Questo articolo vuole essere una sorta di promemoria per ricordarci il motivo per il quale noi, pazzi scatenati, scegliamo di seguire uno sport che la maggio parte delle persone ritiene inutile e pericoloso.

La prima volta che abbiamo conosciuto questo sport probabilmente eravamo capitati in spiaggia durante una giornata ventosa, abbiamo visto tutte quelle vele colorate con i riders che saltavano a metri dall’acqua, quell’emozione che ci hanno trasmesso si è tatuata permanentemente nel nostro cuore e ha acceso la miccia, magari subito, magari dopo qualche giorno, quelle fatidiche parole sono uscite dalla nostra bocca: VOGLIO PROVARE ANCHE IO!!!!

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Ognuno di noi ricorda chiaramente la prima volta che abbiamo preso in mano una barra, probabilmente era di un trainer kite, 2 metri o poco più, e probabilmente lo abbiamo schiantato per terra dopo pochi secondi ma con il sorriso stampato in faccia lo abbiamo fatto ridecollare ancora e ancora, prendendoci sempre più mano e controllo, da li la sensazione di potenza e libertà non ci ha più abbandonato.

Dopo giorni interi passati dietro a quel piccolo trainer abbiamo deciso di comprare un ala vera, una di quelle che abbiamo visto volare quella volta in spiaggia, ma quanto costa??? I sacrifici fatti per la prima vela sono stati enormi, poi la tavola, la muta, il trapezio….dicendo che comprata tutta l’attrezzatura non avremmo più avuto bisogno di spendere altri soldi (mai detto parole più sbagliate).

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Le ore passate in spiaggia con la vela allo zenith, il torcicollo e il raffreddore causato dalla nostra paura a mandare l’ala in power zone, il corso, i centinaia di siti consultati per capire la prima partenza, finalmente arriva il giorno decisivo, il vento c’è, sono tutti in acqua, la paura di non riuscire a controllare qualcosa di molto più forte di noi e l’emozione per questa nuova sfida prendono il sopravvento su qualsiasi pensiero razionale il nostro cervello voglia fare, è ora! Ci hanno detto di picchiare la vela in power per partire ma la paura è tanta, ci proviamo ma riusciamo solo a farci alzare di qualche centimetro, gli amici che ci incitano, pian piano prendiamo coraggio e buttiamo giù la vela come si deve, sentiamo la potenza, siamo fuori dall’acqua, la tavola sembra galleggiare su un prato di sapone, non abbiamo la minima idea di cosa stiamo facendo ma ci piace!

Bordo dopo bordo prendiamo sempre più mano e ci lasciamo trasportare dalla vela e da mille pensieri, la sensazione di libertà è assoluta, possiamo sentire la forza impressa dall’ala sul nostro trapezio, un pò ci spaventa ma non conta, piano piano ci accorgiamo che non siamo capaci di bolinare e i chilometri percorsi per tornare al punto di partenza sono tanti, troppi, ma non importa, tavola ai piedi e si riparte!

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Il primo salto è qualcosa che resta impresso per sempre, ormai il nostro computer non ne può più di aprire pagine sulle tecniche di salto, google ci manda a fanculo e i nostri amici iniziano ad odiarci, ma quando abbiamo invertito la vela per la prima volta è stata un esplosione di emozioni, probabilmente abbiamo saltato pochi centimetri ma a noi sono sembrati metri, la sera stessa non si dorme pensando a che fantastica giornata abbiamo avuto, e sarà cosi per sempre!

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Ora sappiamo navigare, bolinare, saltare..magari mettiamo dentro anche qualche manovra, ma l’emozione non si è spenta, i nostri partner o hanno cominciato anche loro o ci odiano, siamo gli unici che potete trovare in spiaggia a dicembre, dentro le nostre armature in neoprene a combattere contro temperature sotto lo zero ma uscire comunque con il sorriso, siamo noi quelli che passano intere giornate in spiaggia sperando nel nodo in più che non arriverà mai, siamo noi quelli delle abbuffate a base di panini e birra a fine session, siamo noi quelli che hanno l’hard disk pieno di filmati che non guarderemo mai, siamo noi quelli che anche quando il fisico non regge più, continuano a farsi bordi dicendo “questo è l’ultimo” per ore e ore.

Siamo noi, quelli che amano il kitesurf!

Testo:Mattia Carniello