Rotor Rex 1.1: bella da vedere e tosta da usare

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Se Rotor è diventata uno dei punti fermi della categoria road, con Rex 1.1 si sta ritagliando una bella fetta di consensi anche in ambito mtb, sia per il prodotto “pedivella/guarnitura” e ancor di più per quello che concerne il reparto corone (riferimento diretto a quelle di concezione ovale). Partiamo dalle prime, nello specifico dalla serie Rex 1.1, quella nuova e dedicata alla monocorona (versione test con asse passante da 30 mm). oltre a quello che può essere un gusto soggettivo, il piacere di usare un prodotto in alluminio, vogliamo evidenziare quanto la “lega” sia ancora molto apprezzata in ambito off road, in particolare per quanto riguarda proprio questo comparto.

La Rex 1.1 è lavorata grazie al sistema TDS (trinity drilling system), processo che tende ad alleggerire senza sacrificare robustezza ed efficacia, anzi; i bracci sono piuttosto rigidi, non si piegano su se stessi grazie alle pareti ottimizzate, alle nervature ed ai trattamenti termici dedicati. Gustoso anche l’abbinamento con la vite rossa in ergal nella parte “non drive”, componente fondamentale non solo per il serraggio totale ma anche in fase di smontaggio; questa vite funziona come fulcro estrattore. Noi, che pedaliamo molto anche su strada con pedivelle da 172,5, abbiamo voluto dotarci con la medesima lunghezza anche in ambito terra, forse un po’ in controtendenza, fuori moda e standard, eppure riteniamo che sia la soluzione più valida per avere un buon paragone di performance.

Abituati a pedalare con corone ovali anche sul bitume, in collaborazione con Larm, distributore di Rotor in Italia, siamo stati dotati della monocorona Qx1, quella con ovalizzazione del 12,5%. La “single” ha una lavorazione particolare sui denti e sulla bavetta appena sotto di essi, dettagli che nell’insieme permettono un abbinamento ottimale con la catena, minimizzando i rischi di caduta di quest’ultima, senza bloccare tutto il comparto in fase di rotazione.

La Qx1 prevede la personalizzazione dell’ovale su tre punti (2-3-4); volendo fare un paragone volgare, il posizionamento 2 in mtb corrisponde ai punti 1 e 2 in ambito road, il 3 rimane il medesimo (la classica via di mezzo in ambo le parti), il 4 risulta simile ai punti 4 e 5 su strada. Non ci sentiamo, anzi riteniamo sbagliato affermare che: una corona di questa natura, da 30 denti, possa corrispondere ad una da 32T tonda/tradizionale. Il concetto di corona con ovalizzazione merita un discorso differente, una interpretazione sua, affermando che dopo un periodo di adattamento e presa di confidenza può trasmettere un’efficacia ottimale sotto molti punti di vista. questi sono solo i primi e piccoli spunti di un prodotto tanto bello da vedere quanto efficace nell’utilizzo. il test completo sarà in pubblicazione sul numero cartaceo di 4mtbike in uscita a fine Gennaio 2015.