Home Windsurf Prodotti Severne Blade Pro 2016

Severne Blade Pro 2016

0

Ben Severne durante il world meeting Starboard-Severne dello scorso settembre in Costa Brava (Spagna), ci presenta la nuova Blade Pro 2016.

blade-pro

BLADE PRO – Controllo senza precedenti
La nuova Blade Pro è il risultato della collaborazione con Philip Koester, che ci ha aiutato a rifinire una vela già eccezionale in partenza. La prima richiesta è stata di avere una vela interamente BLU! Siamo inoltre riusciti a diminuire la tensione superficiale su alcune misure in modo da renderle più morbide e comfortevoli in surfata, senza intaccarne minimamente la reattività. La finestra è ora in monofilm per migliorare la visibilità, ridimensionata peraltro per essere funzionale al massimo. Tutto sommato, un enorme passo avanti.

Caratteristiche principali
/ HyperSpider
/ SpiderFibre
/ Cuciture Doppie

UPGRADES PER IL 2016
– HyperSpider di seconda generazione: più resistente agli urti, ai raggi UV ed anche più chiaro
– Finestra in monofilm per la massima visibilità
– Finestra ridimensionata per il massimo rapporto tra peso/resistenza/ visuale.

blade pro_3

Durante la recente tappa del PWA a Gran Canaria, abbiamo incontrato Ben Severne e scambiato 4 chiacchiere con lui. Ben ci presenta le principali novità 2016 di Severne. Intervista completa sul numero 168 di 4Windsurf.

Quali sono le caratteristiche principali delle vele wave 2016?
Per noi le massime novità sono sempre rappresentate dalle vele top della gamma, quindi le S1 Pro e le Blade Pro. Avendo utilizzato nuovi materiali innovativi, il processo è veramente veloce e riusciamo così a produrre vele ancora più leggere e resistenti. Usando queste costruzioni da anni ormai, ogni serie di vele risulta sempre più performante e veloce, con un range di condizioni maggiore.
La S1, ad esempio, quest’ anno è ancora più veloce dello scorso anno, ed era già iper reattiva e velocissima! È veramente eccitante lavorare con questo nuovo materiale, scoprendo le varie combinazioni e funzionamento della fibra, che permette alla vela di flettere in maniera completamente diversa. Per la Blade Pro, ci siamo divertiti un sacco a sviluppare assieme a Philip Koster perchè lui poi ha alcune richieste molto specifiche ed esige alcune risposte ben precise dal rig, con una reattività immediata a qualsiasi minimo stimolo.
Con i materiali vecchi, infatti, c’era una latenza maggiore, seppure limitata, tra il momento in cui lui iniziava il trick ed il momento in cui la vela iniziava a reagire. Ora invece è tutto immediato e si può vedere dai video cosa gli permette di fare, come ad esempio il primissimo tentativo di Triplo Loop! Grazie ai nuovi materiali, la risposta è immediata e quindi si aprono nuove frontiere, che spingeranno lo sport intero a nuovi livelli.
Le altre vele, invece, sono quelle che vendiamo di più, quindi è comunque importante per noi che il processo di R&D sia comunque fatto al meglio, assicurando la massima qualità. Non vogliamo nè abbiamo assolutamente tralasciato la Blade…
Questa vela ha anzi una reputazione così alta, ormai, ed è usata da così tanti riders in giro per il mondo che non possiamo assolutamente permetterci di fare errori ed ogni anno facciamo il massimo per renderla sempre migliore rispetto al precedente.
La Blade 2016, infatti, è ancora più resistente e leggera. In Australia la visibilità è fondamentale quanto la consistenza. Bisogna sempre dare il meglio, altrimenti non si sopravvive, specialmente per quanto riguarda il waveriding. La finestra deve necessariamente essere della misura ottimale per garantire la massima visione dell’onda, e lavoriamo anche moltissimo sui materiali, in modo che sia estremamente trasparente anche nel tempo. Personalmente penso che questo aspetto sia perfino più importante della longevità. Una vela resistente ma inutilizzabile o che ti impedisce di andare dove vuoi è piuttosto inutile. Se poi riesci a vedere il lip, riesci anche a reagire di conseguenza e quindi hai molta meno probabilità di cadere in maniera rovinosa, come invece faresti se andassi alla cieca.

philip

Nel 2015 c’erano la S1 Pro, la Blade Pro e Blade. Nel 2016 invece è tornata anche la S1 normale. Perchè?
Prima avevamo la Swat che era un po’ una vela crossover con materiali a buon mercato in modo da offrire un ottimo rapporto qualità prezzo. Quest’anno, però, il costo dei materiali in Cina è aumentato parecchio, quindi non avrebbe più avuto senso, sebbene abbiamo cercato un modo per minimizzare l’aumento dei prezzi. Abbiamo quindi constatato che saremmo riusciti a produrre la S1 quasi allo stesso costo, quindi abbiamo deciso di riportarla nel range. È una vela più performante overall ma allo stesso prezzo e inoltre completa meglio il range, avendo così la Blade o Blade Pro a 5 stecche e la S1 o S1 Pro a 4 stecche. Sono quindi complementari e molta gente prende le misure più usate in versione pro, mentre quelle più piccole e meno usate solitamente sono le Blade o piccole S1.

Avete cambiato qualcosa anche nella vostra S3 a 3 stecche?
Sì la S3, essendo un prodotto nuovo, tende a cambiare molto e molto spesso, dato che c’è un sacco di sperimentazione e ricerca. Siamo quindi riusciti ad estrapolare i punti positivi ed a lavorare su quelli negativi, migliorando moltissimo il range di vento. Già la versione dello scorso anno era ottima, nella sua piccola finestra di condizioni e per il waveriding. Ora invece la vela è molto più bilanciata e facile da usare anche in andatura e per i salti. Lo scorso anno, infatti, abbiamo sentito di molti riders che la usavano perfino in acqua piatta perchè iperleggera! Abbiamo lavorato principalmente sul posizionamento dello shape del profilo. Lo scorso anno, infatti, era estremamente avanzato, con una sensazione molto leggera sulla mano posteriore ma che con vento forte tendeva ad esser nervosa. Quest’anno, quindi, abbiamo arretrato il centro di spinta, in modo che la vela risulta più centrata, con una pressione uguale su entrambe le mani, erogando potenza morbida.

Qualcosa anche sulla Freek?
Le Freek sono molto particolari. Facciamo moltissimo testing con Dieter, che ormai viene in Australia quasi tutti gli anni per diversi mesi ogni volta. Siamo ancora sulle 5 stecche, nonostante vorremmo veramente produrne una a 4, dato che costa meno e tutto il mercato sta seguendo questa moda. Tutti vorrebbero una vela a 4 stecche, specialmente in Italia! Vorremmo farla a 4 stecche e risparmieremmo anche parecchio… il problema è che la stabilità necessaria, conferita dalla stecca in più, andrebbe così a mancare. Non siamo ancora riusciti a trovare una combinazione con la vela a 4 stecche che si avvicini minimamente alla versione a 5. Anche i ragazzi che testano, dopo aver provato la 4 stecche, escono assolutamente convinti di restare sulle 5.

scott

Ho visto una grande novità: le tavole! Puoi dirci qualcosa della Nuevo?
Il progetto di sviluppo delle tavole è nato per portare sul mercato la tavola che noi tutti già utilizziamo da sempre qui in Australia. Io stesso ho shapato un paio di misure, mentre le altre sono state shapate da un mio amico, quindi siamo piuttosto connessi. Appena abbiamo sentito che i ragazzi di Starboard non avrebbero più prodotto e venduto le NuEvo, che tutti usano qui, abbiamo deciso di contattarli direttamente per trovare un accordo e farci dare lo stampo, per poi applicare qualche modifica. Dato che Starboard non voleva più usarlo perchè non aveva un mercato valido, a mio avviso dovuto alla presenza di così tante altre tavole e costruzioni che finiva per disperdere troppo l’attenzione, siamo riusciti ad averlo. Per noi, invece, è fondamentale iniziare da una singola tavola, su cui poterci concentrare interamente per iniziare a lavorarci ed andare a shaparla per soddisfare la nicchia di riders per cui è perfetta.
Il prodotto ottenuto è molto diverso da qualsiasi altra tavola sul mercato ed abbiamo anche aggiunto delle misure più grosse, in modo da permettere anche ai riders più pesanti di fare puro wavesailing. Attualmente, per riders dai 100kg in su, ci sono pochissime scelte e quasi obbligate. Noi, invece, abbiamo deciso di puntare anche su quella nicchia e le Nuevo by Severne grosse sono veramente eccellenti per quel target di clienti.
L’altro aspetto importante è che è una tavola molto morbida e maneggevole, con assetto twin fin e molto orientata al waveriding. Ciò significa che anche se un rider pesante dovesse prendere una tavola di 20 litri più grossa del suo peso, risulterebbe comunque estremamente facile da far girare e può quindi uscire in condizioni molto più leggere. Così facendo, non servono più i 15/20 nodi per entrare, perchè hai una tavola che ti permette di surfare in un spettro di condizioni molto più ampio, uscendo con pochissimo vento ed andando a prendere l’onda. Un rider di 70 kg può facilmente usare il 92 lt ed andare completamente verticale e fare curve con tutto il rail in acqua, proprio come una tavola più piccola ma col volume aggiunto. Per noi, quindi è fondamentale riuscire a far capire il potenziale di questa tavola ed il posizionamento nel mercato.

Qualche team rider le userà?
Stiamo ancora lavorando sul discorso della promozione. Non vogliamo vendere ai pro in ogni caso. Per noi il mercato è rappresentato dal rider intermedio in condizioni intermedie. È quindi il prodotto a fare la differenza e non l’immagine che ne viene data. Sicuramente le spingeremo al massimo per farle provare in spiaggia e sugli spot alla gente, piuttosto che fare foto e video con i Pros. Abbiamo già qualche rider di ottimo livello che le usa, quindi sicuramente la performance è indubbio. Sicuramente investiremo di più su tavole da far testare che comprare pubblicità.

Per il futuro ci saranno altri modelli?
Bhè, abbiamo un laboratorio funzionante nel nostro loft, e faremo 2/3 tavole a settimana, come abbiamo fatto già negli ultimi 10 anni… Ci sono un paio di prodotti che porteremo sul mercato ma solo quando sarà effettivamente pronto, senza cercare di spingere troppo o di bruciare le tappe. Con le Nuevo, sapevamo che il prodotto era già quasi pronto ed abbiamo quindi potuto fare le regolazioni di cui avevamo bisogno in men che non si dica, per poi metterle in commercio. Per i prossimi prodotti, invece, ci dobbiamo lavorare di più ma saranno comunque più orientati al freemove/freeride.
Non faremo comunque tavole per i pro riders, che siano wave, slalom o freeride, ma solo per il grande pubblico ed i riders “normali”. Non abbiamo alcun bisogno di imitare o costruire qualcosa che già è sul mercato, quindi possiamo cercare una particolare nicchia ed è lì che andremo a posizionarci.

blade pro_1

Perchè la Blade Pro c’è solo in alcune misure?
Sono le misure più utilizzate e centrali, quindi abbiamo deciso di concentrarci al massimo su queste, dovendo lavorare così tanto sul trovare la formula per sfruttare al meglio i nuovi materiali. Ogni misura, infatti, è completamente a sè stante e realizzata appositamente. Man mano che prendiamo più confidenza con i materiali nuovi, in futuro, probabilmente aggiungeremo delle altre misure. L’altro aspetto che cerchiamo di coprire, poi, è di offrire vele performanti in un vasto range di condizioni e così, con solo due misure si riuscirebbe a coprire dai 12 ai 40 nodi. Quando infatti la 4.7 diventa intenibile, c’è sicuramente abbastanza vento per la 4.2.

Philip però usa la 3.7 Blade normale in gara a Pozo?
No la 4.0. Però Pozo è una condizione a se stante in cui sei veramente al limite del controllo sempre e quando usa la 4.0 lui vuol dire che c’è un vento notevole. In percentuale, però, più aumenta il vento, più piccoli devono essere gli scarti. La maggior parte delle vele che vendiamo sono dalla 4.7 alla 5.3. Potendo infatti vendere più vele “mainstream” riusciamo anche a concentrarci ed a investire maggiormente su misure specifiche e che in futuro probabilmente saranno messe in commercio.
Abbiamo inoltre cercato di spingere Philip ad usare e testare anche la Blade normale ed è quindi ottimo che l’abbia usata perfino in gara, dandoci dell’ottimo feedback. Per le misure più grosse preferisce assolutamente le sue Blade Pro ma con quelle piccole si trova molto bene ed è contento di usarle anche in condizioni difficili in gara.

 

Articolo precedenteSecret of the wind, Steven Van Broeckhoven a Maui
Articolo successivoItaly Coast2Coast 2016
Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.