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Sport: il sole migliora le prestazioni

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Durante le giornate soleggiate di questo caldo inverno, quante di noi hanno approfittato del meteo favorevole per andare a correre? Spesso il sole viene visto come elemento di disturbo durante la pratica sportiva. Ma la verità è ben diversa: può rivelarsi un ottimo alleato dei nostri allenamenti. L’esposizione al sole, infatti, permette di aumentare naturalmente i livelli di vitamina D, una sostanza che oltre a migliorare la salute dell’organismo, collabora alla solidità dello scheletro e al potenziamento della forza e della funzionalità muscolare.

A differenza di altre vitamine, la vitamina D si assume solo in parte dagli alimenti, ma fortunatamente possiamo produrne l’80% circa del nostro fabbisogno esponendoci al sole, in quanto i raggi ultravioletti ci consentono di sintetizzarla a livello cutaneo. Inoltre, numerosi studi hanno anche dimostrato che buoni livelli di vitamina D sono associati a un minor rischio di contrarre malattie autoimmuni, diversi tipi di tumore (al colon, alla prostata, ai polmoni, al sistema linfatico e al seno) e patologie cardiovascolari.

Surfista in azione

Inoltre, la sua funzione più nota è quella di favorire il metabolismo di calcio e fosforo e il loro fissaggio nelle ossa. In campo sportivo bassi livelli di questa vitamina aumentano il rischio degli atleti di contrarre fratture di ogni genere. Avere adeguati livelli di vitamina D, al contrario, è importante in tutte le fasi della vita, per muoversi e svolgere le attività quotidiane. Inoltre, permette agli sportivi di avere uno scheletro forte e robusto in grado di  “sopportare” gli sforzi e gli impatti sul terreno. Nonostante quanto fin qui detto, però, gli studi sulla vitamina D si sono spinti oltre e hanno messo in evidenza la sua importanza a livello muscolare, nonché i risvolti in termini di performance atletiche.

Nel ‘900 alcuni atleti e allenatori avevano avuto l’impressione che l’esposizione al sole aumentasse le prestazione sportive; da allora in avanti sono stati condotti diversi studi che hanno confermato questa ipotesi, individuando dei recettori di questa vitamina in vari organi e parti del corpo, tra cui i tessuti muscolari. Tra le fibre più sensibili all’azione della vitamina D ci sono le fibre di tipo 2, quelle coinvolte nel mantenimento dell’equilibrio e nella contrazione rapida e di breve durata. Tale vitamina è inoltre in grado di aumentare la forza e l’attività dei muscoli e rallentare la perdita di massa muscolare che ha luogo con l’età. Anche negli sport aerobici buoni livelli di vitamina D danno i loro risultati, abbassando la frequenza del battito cardiaco e migliorando l’ossigenazione dei tessuti.

Tuttavia, a latitudini temperate come l’Italia, durante la stagione invernale, la produzione cutanea di vitamina D non è sufficiente e andrebbe integrata con la dieta. Questo importante elemento si trova quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale, come nell’olio di fegato di merluzzo, nell’aringa, nello sgombro, nel salmone, nella trota, nel tuorlo d’uovo e nei cibi ricchi di calcio, come il latte e il Grana Padano DOP. Per maggiori informazioni cliccare su www.educazionenutrizionale.granapadano.it