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Starboard Evo 2012

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Starboard Evo 2012, la prova in acqua!

@credit TESTO DI Nicola Spadea FOTO DI Jimmie Hepp

Nicola Spadea ci spiega le caratteristiche principali di una delle tavole wave più famose di casa Starboard.

Messo in commercio per la prima volta nel 2003 l’Evo ha fondato l’era delle tavole wave moderne. In questi anni il nome “Evo” è diventato sinonimo della possibilità di surfare ovunque in qualsiasi momento, da grandi onde alle tipiche schiume da vento on-shore europee; versatilità e fluidità sono infatti gli obiettivi sui quali Scott Mckercher ha sempre lavorato affinché la tavola potesse aver un gran range di utilizzo ma ancor più potesse avvicinarsi il più possibile alle necessità e caratteristiche di ciascun rider.

Nata come single fin, nel 2010 tutta la linea è stata proposta in multi-fins sempre conservando l’opzione single, tutto ciò al fine di permettere al surfista di modellare la tavola a sua immagine e somiglianza.

Taty Frans e Philip Koster, campione del mondo wave 2011, preferiscono l’Evo ad altre tavole wave per la sua abilità di eccellere in tutte le condizioni, specialmente con onde piccole, condizioni in cui la nuova generazione di waver combina il wave riding classico con molte manovre freestyle sulla cresta dell’onda.

Come twin fin la tavola gira su stessa, è molto morbida e facile da condurre, capace di disegnare curve su qualsiasi tipo di onda, crea de re-entry con slash mozzafiato.

Come single fin la tavola cambia completamente feeling, la conducibilità della tavola si sposta molto di più sulla pinna e meno sul bordo, le capacità di bolina migliorano. Le curve si impostano maggiormente sul piede posteriore a differenza della configurazione twin che giostra più sulla parte anteriore del rail.

“La caratteristica che preferisco dell’Evo è la velocità  nel cambio di bordo, la tavola riesce ad arrivare nella sezione più critica dell’onda con grande facilità, specialmente in twinzer. L’Evo è una tavola divertente che anche quando non hai voglia di spingere al massimo ti permettere di passare una buona giornata di windsurf” Nicola Spadea.