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Starboard/Severne World meeting, il report finale

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Dal 23 al 25 settembre si è svolto presso il camping La Ballena Alegre in Costa Brava (Spagna) l’annuale world meeting di Starboard/Severne. Quest’anno era la quarta edizione e lo staff 4Windsurf era ancora una volta presente per curiosare tra le tante novità 2016. Tra interviste, approfondimenti, presentazione materiali e importanti riunioni sull’analisi del mercato e delle future tendenze abbiamo raccolto talmente tanto materiale che tra web e magazine avremo un bel po’ di articoli inediti da proporvi nei prossimi mesi.

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Ma come funziona un World Meeting aziendale nel nostro mondo del windsurf?
Innanzi tutto sono presenti tutti i membri della squadra, soprattutto quelli che stanno dietro le quinte e gestiscono il brand, poi ci sono i vari team rider, quelli non impegnati in gare in concomitanza, Bjorn Dunkerbeck è sempre presente, quest’anno si è presentato anche con un certo Dani Pedrosa, anche lui windsurfista. E poi ci sono i distributori e i top negozianti europei. Ricordiamo che Starboard e Severne fanno anche un altro World Meeting in America. Ah quasi dimenticavo… sono esposti e sono possibili da provare in acqua tutti modelli della nuova collezione di tavole (SUP e Windsurf) e vele… e parlando di Starboard/Severne sono davvero tanti.

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E come è divisa la giornata?
Sveglia all’alba per un po’ di SUP Yoga nella piscina del bellissimo e funzionale Camping La Ballena Alegre, la stessa location della tappa PWA in Costa Brava. Poi si fa colazione e alle 8:00 iniziano le presentazioni. Primo giorno per il SUP tavole e pagaie, secondo giorno Windsurf tavole e vele, per concludere il terzo giorno con il Surf. Le presentazioni dei prodotti, gestite in modo professionale, impeccabile e davvero interessanti, finiscono introno alle 13:00. Poi si prosegue con un pranzo veloce e via tutti in acqua a provare qualunque tipo di tavola o vela si voglia tra Windsurf, Surf, SUP e Kite. Solo le condizioni del mare e del vento possono vincolare la tua scelta. Poi si ritorna per un aperitivo e per scambiarsi le opinioni sui prodotti e parlare con gente del settore. Verso le 20:00 tutti a cena e poi party… tra SUP Polo e altre iniziative non si sta mai un attimo fermi!
Quest’anno dopo 4 edizioni finalmente abbiamo avuto la prima giornata di vento, nelle altre edizioni solo la brezza termica del pomeriggio, ideale per le attrezzature più grosse. Quest’anno, il mercoledì abbiamo avuto una fresca tramontana da oltre 20 nodi.

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Che materiale avete testato?
Per quanto riguarda il SUP potete trovare il report completo sul nostro altro canale 4ActionSport dedicato. Per quanto riguarda il Windsurf ho testato il seguente materiale:  Starboard 2016 Flare, Reactor, Kode, Carve, Airplane, Futura, Atom IQ e iSonic. Abbinate alle vele Severne 2016: Freek, Blade, Blade Pro, S1 Pro, NCX e Gator.
Un primo e sommario dato importante da segnalare è che tutte le tavole del range Starboard 2016 sono state alleggerite di peso grazie ad alcune innovative soluzioni costruttive, e diversi modelli sono però anche aumentati di prezzo…

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Un breve commento sui materiali testati, che andremo poi ad approfondire meglio nei prossimi articoli.

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Flare/Freek: Shape cambiato per la tavola ma non il feeling. Con 22-25 nodi di raffica era disponibile da provare solo il modello da 103 litri di cui avevamo qualche dubbio visto i 3 cm in più di larghezza rispetto alla versione 101 del 2015, arrivando a 65 cm! Avrei potuto perfettamente usare una 4.4 Freek, ma era disponibile solo la 5.2 (per “fortuna” il nord era rafficato e alcune volte trovavi spazi per manovrare con vento gestibile sui 15-16 nodi…).
Avevamo qualche dubbio sulla nuova grafica, invece posso affermare che dal vivo sono davvero belle. La tavola parte in planata in un attimo e risulta più stabile e controllabile rispetto alla versione 2015. I 65 cm di larghezza sembrerebbero non essere un problema anche nelle difficili condizioni della nostra prova, con vento forte e chop anche di un metro.
Pensavamo che con le nuove larghezze di 62 cm per il 93 litri e 65 cm per il 103… il 93 sostituisse il 101 del 2015 mentre il nuovo 103 fosse troppo grosso… invece ci dobbiamo ricredere. I 65 cm di larghezza del 103 non sono un ostacolo ma anzi aiutano molto nelle manovre. La seconda rotazione, per esempio nella doppia Flaka, sembra essere ancora più facile. Lo slide è ottimo. Il pop, grazie anche ad un aumento del volume nella poppa, ancora più estremo, il nuovo Flare decolla letteralmente! Ricordiamo che il 103 è consigliato per vele dalla 5.0 alla 6.8.
Per quanto riguarda la Freek, armata con il suo albero Severne rdm 100% e boma Enigma carbon… praticamente la vela non pesa. Rispetto alla versione 2015 non abbiamo molto da segnalare tranne un sensazione ancora più leggera in navigazione e nelle manovre.

Reactor/S1 Pro: Se la vela ci è sembrata in linea come la versione 2015, eravamo molto curiosi di provare il nuovo wave di Starboard che sostituisce e unisce il progetto Black Box (non adatto alle condizioni down the line) al NuEvo. Il Reactor lo abbiamo provato nella sua versione da 87 litri con la 5.2 e 50 cm di beach break con vento side. Appena in planata lo sguardo va subito verso la prua che praticamente non esiste. La velocità è buona, ingresso in planata ottimo. La tavola risulta in navigazione un po’ “nervosa”. Per quanto riguarda i salti, chop di un metro in mezzo alla baia che permettevano di fare Forward e Back Loop, se paragonato al Kode, il Reactor ha meno propensione allo stacco e a volare “alto” (Jaeger Stone avrebbe qualche cosa da ridire su questa mia affermazione…), ma in aria è molto più controllabile e gestibile. Nessun tipo di problema negli atterraggi nonostante la poppa larga e il piede posteriore praticamente a fine tavola.
Nonostante non possiamo dire di aver sfruttato delle vere onde abbiamo potuto capire abbastanza bene la propensione della tavola alle curve. Appena individuata l’onda e sposti il peso in avanti per iniziare il Bottom Turn, il Reactor accelera (questo è quello che afferma il reparto comunicazione di Starboard… e non possiamo che dargli ragione). Abbiamo provato diverse impostazioni, sia front foot che back foot, con vela chiusa, aperta o sdraiata… nel Bottom il Reactor genera velocità e ti proietta in un attimo verso il Cut Back (un po’ più duro rispetto a quello del Kode). Puoi anche sbagliare l’impostazione della curva, rallentare a causa di chop sull’onda non previsti… ma questa tavola genera talmente tanta spinta che ti fa sempre arrivare al Top Turn in piena potenza e velocità per poi invertire lo spigolo e avere due rotaie sotto i piedi per alzare montagne di spray!
100% 4Windsurf approved!

Kode, Carve, Futura, Atom IQ: in linea con i modelli 2015 ma con un occhio al peso. Approfondiremo queste tavole più avanti.

Blade Pro: stesso feeling del modello 2015 ma finalmente con una finestra centrale in monofilm (non più in PVC tramato) per una visuale perfetta per il waveriding. Sicuramente la vela più gettonata dei test e tutti hanno avuto solo un commento: “Semplicemente perfetta!”

Airplane: la prima tavola da Windsurf gonfiabile e planante. Era la tavola che più volevamo provare e quella che ci incuriosiva di più.
Sia sul magazine che sul web vi abbiamo già proposto degli approfondimenti (https://www.4actionsport.it/windsurf/2015/09/14/starboard-airplane-la-prima-tavola-da-windsurf-gonfiabile/). Abbiamo avuto modo di provare il modello 255 largo 80 e senza “deriva”, il freeride, con una vela da 6.0.
Partiamo subito dal punto critico: si la tavola è abbastanza rigida, almeno quanto basta per il segmento di mercato a cui è destinata, “entry level”. Nelle condizioni del test, vento forte e rafficato con chop impegnativo, la tavola fa fatica un po’ a partire in planata e tende a stra-orzare. Una volta in planata, a velocità media, si sente un po’ di ingombro, dovuto anche alla scassa della pinna centrale (o deriva) che frena la tavola. Ma appena si accelera un po’ la tavola si trasforma e immediatamente risulta più libera e da quasi la stessa sensazione di un freeride da scuola. Il chop si sente ma viene per ovvie ragioni attutito dalla tavola che comunque non tende a deformarsi… anzi è più rigida di quello che ci aspettavamo. Molto stabile e sembra di navigare su due binari.
In strambata la tavola da il meglio di se, gira in un attimo e in modo uniforme, molto facile. Anche in virata la tavola è molto stabile. Per un discorso Entry Level o da scuola è sicuramente un prodotto che potrà rivoluzionare il mondo del Windsurf.
100% 4windsurf approved.

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iSonic/NCX: Ho avuto modo di provare anche l’iSonic nel modello 107, purtroppo solo disponibile in abbinata alla NCX quindi mi riservo ogni commento di performance per un articolo che vi proporremo prossimamente sul cartaceo. Vi posso solo dire che la tavola ha un peso estremamente basso, la grafica della versione Carbon non ci piace, mentre quella Wood è stupenda. Le nuove strap sono comodissime, leggere e regolabili al millimetro, davvero un nuovo punto di riferimento. La vela… per essere una No Cam Race è davvero veloce!

Questa è una breve infarinatura… nelle prossime settimane vi proporremo i nostri approfondimenti su ogni prodotto.

In queste occasioni non è raro imbattersi in qualche prototipo interessante… da queste foto qui sotto sembra che per il 2017 ci dovremmo aspettare un Revo

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… oppure avere qualche piccola soddisfazione come condividere una giornata in acqua insieme a Svein Rasmussen

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… oppure durante la presentazione del film Sup World Trip di Franz Orsi, la marketing manager Starboard prende la tua rivista come esempio e la mostra a tutta la platea…

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… e avere l’opportunità di intervistare leggende com Bjorn

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… scoprire nuovi materiali in anteprima come il nuovo trapezio Drake per lo Slalom che unisce i modelli a fascia con quelli a “mutanda” combinandone solo i vantaggi: il supporto della schiena del trapezio alto e la “seduta” di quello basso ma senza il vincolo delle fasce. In più ha un peso di 2,5 kg per dare un aiuto di peso agli amanti dello Slalom e ai regatanti, in modo da non doversi più appesantire con gli scomodi zainetti…

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… oppure confrontarsi sulle tendenze future dei materiali delle vele con Ben Severne

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… e soprattutto passare tante ore in acqua scambiando opinioni e commenti con amici del settore…

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Insomma ancora una volta una esperienza fantastica… ma non abbiamo fatto tempo a tornare che siamo già in viaggio per la prossima missione… e questa volta approfondiremo per bene un marchio italiano… stay tuned!

FOTO 4Windsurf, Sheila Palermo

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.