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Stybar sbanca i Mondiali per la terza volta

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Stybar sbanca i Mondiali per la terza volta

Il ceco Zdeněk Štybar spodesta di forza il campione in carica Sven Nys e indossa la sua terza maglia iridata del ciclocross élite. Vince con pieno merito al termine il duello serratissimo e pieno di colpi di scena, con attacchi e contrattacchi che hanno infiammato il numerosissimo pubblico presente. Nys ha dovuto arrendersi, ma lo ha fatto dopo aver combattuto come un leone per difendere il suo titolo. Lo spessore del personaggio ingigantisce l’impresa di Stybar, fuoriclasse eclettico, capace di cimentarsi con successo anche su strada.

Stybar s’impose giovanissimo sulla scena mondiale conquistando il bronzo ai mondiali juniores di Zolder 2002. Replicò l’anno successivo a Monopoli e passato alla categoria under 23 vinse di fila i mondiali di St. Endel e Zeddam nel 2005 e 2006. Al primo anno da professionista vinse l’argento nel mondiale élite di Treviso nel 2008 alle spalle di Lars Boom. L’anno seguente fu ancora secondo dietro Albert proprio a Hoogerheide. Poi nel 2010, nel mondiale di casa, a Tabor, indossò la prima maglia iridata élite diciannove anni dopo la vittoria di Radomír Šimůnek. L’anno seguente si confermò al vertice mondiale a St. Wendel, superando, vedi caso, Nys e Pauwels come a Hoogerheide.

Dunque, i requisiti per compiere l’impresa c’erano tutti, anche se i pronostici della vigilia andavano al “Cannibale” Nys e al giovane emergente Lars Van der Haar, dominatore della Coppa del Mondo.

L’olandese puntava alla vittoria davanti al suo pubblico. Ha comnciato bene inserendosi nella fuga iniziale, innescata dal francese Mourey, insieme a Stybar e Nys. Il quartetto ha proseguito compatto fino al terzo giro, quando Nys ha sferrato il primo colpo trovando pronto a rispondere soltanto Stybar. Van der Haar ha perso qualche metro, mentre Mourey cedeva vistosamente. Da questo punto in poi la coppia di testa prende in mano le redini della corsa. Nys e Stybar si alternano al comando controllandosi a vicenda. Su questo terreno infido ogni momento può essere determinante. Significativo il diniego con la testa di Nys a Stybar che lo invitava a lavorare insieme per incrementare il vantaggio. La sfida è chiara: niente accordi e tieni alta la guardia. Infatti il belga sferra un’altra terribile mazzata al quinto giro, proprio quando Stybar scivola.

Il ceco si riporta sotto e passa avanti a sua volta con cipiglio. Dietro Van der Haar perde sempre più terreno e sente il fiato della muta belga formata da Pauwels, Vantornout, Peeters e Bosmans, per nulla disposta a lasciargli il bronzo.

Davanti continua il tira e molla tra i duellanti in fuga. A due giri dal termine Stybar cade e Nys non perde occasione per sferrare un nuovo colpo. Il ceco barcolla, ma non cede e lo tiene sempre a tiro. Quando cade Nys passa al contrattacco e restituisce la cortesia con gli interessi.

Nys ora fatica. Non è ancora KO, ma paga tanto per riportarsi sotto. Dietro Pauwels e Vantornout passano a 40” e 58”, il beniamino di casa Van der Haar scivola in quinta posizione. Ormai il traguardo è vicino e Stybar ha ancora tanta benzina in corpo.

La sua stoccata è improvvisa e micidiale. Nys arranca. Stybar lo vede staccarsi e insiste allargando la ferita a colpi di pedale. Ormai è fatta. Taglia il traguardo a braccia alzate. Nys lo segue, sconfitto, a 12”. Pauwels va a prendersi il bronzo a 40”, seguito da Vantornout e Meeusen, che relegano Van der Haar al sesto posto.

Quattro belgi nei primi cinque sarebbe festa grande, se il primo non si chiamasse Zdenek Stybar.

Da questo scontro tra giganti esce a testa alta il nostro Enrico Franzoi. Anche l’azzurro ha avuto non pochi problemi lungo il percorso, ma chiude tredicesimo a 2’29”, non lontano dalla Top Ten che avrebbe meritato. Più che lodevole la gara del giovane Bryan Falaschi, 30° a 4’45”.

Quest’anno, per la prima volta, nessun corridore belga ha vinto la Coppa del Mondo. Un vero e proprio schiaffo per la patria indiscussa del ciclocross. Il Mondiale di Hoogerheide, a casa degli olandesi, i rivali più temuti, era l’occasione giusta per rimettere ordine alle gerarchie in campo maschile (quello femminile è regno incontrastato di Marianne Vos). Così, dopo aver messo a segno la tripletta nella gara juniores lasciando l’olandese Joris Nieuwenhuis fuori del podio, nella gara degli under 23 i belgi hanno replicato alla grande. Wout Van Aert, 19enne di Lille, ha fatto il vuoto fin dal primo giro. Si attendeva la reazione dell’idolo locale, il campione di Coppa Mathieu Van der Poel, si è vista invece la sfilata di altri tre belgi, il campione europeo Vanthourenhout, Sweeck e Aerts alle spalle del fuggitivo che volava indisturbato verso il trionfo.

A un giro dal termine si profilava un’autentica umiliazione per gli olandesi. Soltanto l’impennata d’orgoglio di Mathieu, giunto scarico a questo appuntamento, ha evitato la bancarotta completa con il bronzo agguantato in extremis. Ma l’ordine d’arrivo è eloquente: doppietta belga con Van Aert, oro, e Vanthourenhout, argento a 50”. Terzo l’olandese a 1’17”, poi seguono gli altri due belgi Sweeck (quarto a 1’19”) e Aerts (quinto a 1’26”). Settimo il fratello di Mathieu, David, a 2’09”.

La squadra azzurra partiva con ambizioni molto limitate. Gioele Bertolini, 21° a 4’13” dopo una buona partenza, è rimasto lontano dall’obiettivo Top Ten. Ma il ragazzo ha stoffa da vendere. Nel mountain bike ha già evidenziato il suo valore internazionale, nel ciclocross deve ancora accumulare l’esperienza necessaria per competere ad altissimo livello. Stesso discorso vale per Nicolas Samparisi, 32° a 5’57”.

Ufficio stampa Fci

 

L'arrivo di Stybar (foto organizzatori) L’arrivo di Stybar (foto organizzatori)