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Sulle strade di Fausto Coppi

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Sulle strade di Fausto Coppi

La 1^ randonnèe “sulle strade di Fausto Coppi” sostituisce il Giro del Monte Penice, tradizionale randonnèe che segnava la ripresa dell’attività dopo le ferie estive. « Quando spunta il sole dietro il costone di Sant’Aloisio, i pochi sparuti abitanti di Castellania vedono illuminarsi prima i torrioni sbrecciati del castello, poi quasi di botto, la piccola valle divisa dal Rio. La terra è taccagna di argille che il sole estivo dissemina di crepe e le piogge invernali ammollano in fango spesso e tenace. Il Rio è uno stento fossatello che arriva serpeggiando allo Scrivia: il suo letto angusto e ineguale è cosparso di massi erratici levigati dai millenni. Le rive sono popolate di roveri olmi e ontani che formano duplice filare a dividere la valle. » (Coppi e il diavolo, Gianni Brera) Sono passati trent’anni da quando il giornalista Gianni Brera scrisse il libro da cui è tratto questo breve paragrafo, ma il territorio di Castellania mantiene intatto lo stesso fascino di allora. Piace pensare che si tratti di un doveroso omaggio che il tempo tributa alla grandezza di Fausto Coppi e del fratello Serse, le cui spoglie riposano all’ombra del mausoleo che si trova nel piccolo cimitero del comune. Il percorso della 1^ randonnèe “sulle strade di Fausto Coppi” Corsico – Castellania – Corsico: si lascia la periferia di Milano per dirigersi velocemente verso Pavia e le colline; la strada è pianeggiante e di mattino la giornata festiva offre ai ciclisti strade quasi prive di traffico. Giunti a Casteggio ci s’inoltra verso le colline dell’oltrepo percorrendo la strada di fondovalle che conduce ad Arpesina ed alla frazione Schizzola, dove inizia l’impegnativa salita verso Rocca Susella. Sono circa 4,5 km con una pendenza media che sfiora l’8% ed è la salita più impegnativa dell’intera randonnèe. Dopo lo scollinamento si scende a Godiasco in valle Staffora e quindi ci si dirige verso le colline tortonesi, affrontando la facile salita di Pozzolgroppo e l’altrettanto facile salita di Montemarzino. Scesi nuovamente a fondovalle la strada che conduce a Garbagna offre un po’ di respiro prima di affrontare la salita dell’Avolasca, abbastanza impegnativa nonostante sia lunga poco più di 3 km. La pendenza è discreta ed in alcuni tratti supera il 10% e quindi è richiesto un certo sforzo. Giunti in discesa a Costa Vescovado si affronta la facile ascesa verso Castellania dove è situato il punto di ristoro per i concorrenti. Da Castellania si percorre a ritroso la strada verso Costa Vescovado per un brevissimo tratto per dirigersi successivamente in direzione di Tortona. Lasciata alle spalle la città si pedala ora lungo le strade completamente pianeggianti della Lomellina, si superano il fiume Po e poi il Ticino al ponte di barche di Bereguardo, per dirigersi infine verso Corsico. Un bel percorso, di poco superiore ai 200 km e con circa 1600 mt. di dislivello, non troppo impegnativo e sicuramente adatto alla ripresa delle pedalate dopo la breve pausa delle ferie. Inoltre il passaggio a Castellania, luogo caro a tutti i ciclisti, fa di questa randonnèe settembrina un appuntamento da prendere in grande considerazione, interessante preludio alle prove di fine stagione.