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Team Relay, azzurri schiacciati dalle forature

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Se il buongiorno si vede dal mattino, questi Mondiali di Mtb ad Hafjell si preannunciano forieri di forti delusioni per la squadra italiana: la staffetta che ha inaugurato la rassegna iridata è stata infatti un capitolo buio per la nostra nazionale, che pure vanta nella specialità un palmares di prim’ordine ed era campionessa uscente. Non si può neanche dire che la squadra italiana sia andata male, semplicemente non ha potuto giocarsi le sue carte, su un percorso confermatosi infido che ha subito messo fuori gioco il nostro quartetto. Pallhuber aveva scelto un lancio forte, con il campione italiano Luca Braidot in prima frazione ma l’azzurro è finito lontano al cambio, dietro anche a chi aveva scelto le donne al via, solo 21° a 1’37” dalla Svezia leader su Canada, Australia e Spagna. La causa, la prima di una serie di forature che avrebbero coinvolto anche Eva Lechner e Andrea Righettini (buona la seconda frazione dello junior Moreno Pellizzon), lasciando gli azzurri a chiudere 17esimi a 4’36” dalla Francia. Già, la Francia, che dopo l’Europeo porta a casa anche il Mondiale grazie a un quartetto molto equilibrato, con Jordan Sarrou e Hugo Pigeon che tenevano la squadra vicina al podio, Pauline Ferrand Prevot che svolgeva un eccezionale lavoro in terza frazione e Maxime Marotte che completava l’opera andando a scavalcare Spagna e Canada e contenendo il grande ritorno della Svizzera con Nino Schurter e della Rep.Ceka con Jaroslav Kuhlavy. Annotatevi questi nomi, perché da quel che hanno fatto vedere, la loro forma preannuncia faville per le rispettive prove individuali. Francia quindi padrona con 45” sulla Svizzera e 55 sulla Rep.Ceka, a 1’25” gli Usa mai così in alto in classifica e a 1’31” la Germania mai protagonista in gara. Da notare che il miglior tempo di frazione è in coabitazione fra Schurter, Kuhlavy e Fumic con 12’06”.

Gabriele Gentili