Home Water Kitesurf Tony Cili: intervista al due volte Campione Italiano di wave

Tony Cili: intervista al due volte Campione Italiano di wave

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FG:

Ciao Tony, anzitutto complimenti per questo titolo che ti riconferma Campione Italiano wave per il secondo anno consecutivo. Se vincere è già difficile, difendere un titolo è un impresa ancora più  ardua, Come ti sei sentito in questa posizione?

 

TC:

Ciao a tutti, sono stato felicissimo per questo secondo titolo consecutivo. Quest’anno, ad entrambe le tappe, il livello è stato molto alto! Mi fa molto piacere vedere che il kite wave strapless sta prendendo molto piede in Italia, con tabelloni da minimo 25 rider ad evento.

Avendo il titolo in mano, la tensione era molto alta, soprattutto in questa disciplina (wave) dove in solo 9 minuti può succedere di tutto, scegliere il set buono, surfare al top, essere verticale, fluido, over impression ecc.   

Il terzo posto nella gara di Puzziteddu e il secondo posto nella gara di Chia, mi hanno permesso di riconfermare il titolo Italiano.

 

 

FG:

Come sei arrivato a questi livelli, raccontaci il tuo percorso tramite gli eventi più decisivi, dal giorno zero a oggi!

 

TC:

La mia avventura agonistica con il Kitesurf è iniziata nel 2014, supportato e spronato da Hang Loose Beach di Luca Valentini, con la mia prima gara a Marina di Montalto, organizzata dalla Liquidokite, dove mi sono posizionato al terzo posto. Sono stato molto contento di questo mio primo podio, soprattutto perché l’evento di Montaldo è stato il primo organizzato dopo 2 anni di pausa dello scenario Wave Italiano, ed essere sul podio dopo questi anni di stop è stata una bella soddisfazione.

Nel 2015 ho partecipato ad entrambe le gare del campionato Italiano, Puzziteddu in Sicilia e Punta Mandriola (mini capo) in Sardegna, vincendole entrambe, ed ottenendo il mio primo titolo Italiano.

Sempre nel 2015 ho partecipato al’evento wave del Virgin Kitesurf World Championships a Dakhla in Marocco, superando i trials e classificandomi in nona posizione nel main event.

Nel 2016 ho conquistato nella tappa di Puzziteddu un terzo posto e in quella di Chia un secondo posto, riconfermando il Titolo Italiano.

Nel 2016 ho partecipato anche all’ IKA World Championship sia per la disciplina wave, classificandomi al settimo posto, che per la disciplina bigair classificandomi al quarto posto.

Dietro tutto questo c’è una passione per il mare ed un allenamento continuo cominciato all’età di 14 anni praticando prima il windsurf, poi il surf da onda e continuando con il kitesurf.

 

 

FG:

Il kite è già di per se uno sport giovane, viviamo ancora quotidianamente l’evolversi costante di tutte le discipline. Come si sta evolvendo secondo te il mondo del wave riding?

 

TC:

Il wave riding è arrivato a livelli veramente elevati in pochissimo tempo.

Questo è stato possibile grazie ad atleti di fama internazionale, che hanno elevato la disciplina del wave, superando dei “limiti” che fino a 2-3 anni fa non pensavamo fosse possibile, surfando in ogni tipo di condizione e tipologia d’onda, soprattutto per quanto riguarda il freestyle strapless.

Naturalmente questo è stato possibile anche grazie alle attrezzature, che migliorano di anno in anno, permettendo maggiori performance.

 

 

 

FG:

L’agonismo in Italia è spesso terreno di scontri e dibattiti, che si parli di freestyle, wave o altre discipline, per qualche motivo ci si ritrova sovente a scontrarci con una realtà ostile. Come vedi la situazione italiana oggi e come la vedi domani?

 

TC:

Organizzare eventi sportivi, di qualsiasi tipo e a qualsiasi livello, non è un’impresa facile. Ne abbiamo avuto la dimostrazione nei due anni di stop vissuto nel wave nazionale.. non è stato piacevole.

Non tutto va sempre come vorremmo, ma dobbiamo sempre ricordare che dietro ogni evento, ogni tappa nazionale c’è il lavoro di molti che si assumono delle responsabilità rimettendoci anche di tasca propria. Per il loro impegno possiamo solo ringraziarli.

Per quanto riguarda invece i dibattiti tra atleti, quelli ci sono e ci saranno sempre purtroppo.. l’importante è che vengano ad essere superati con lo spirito giusto.

 

 

 

FG: Torniamo a noi, adesso che il campionato si è concluso ti aspetta un intero inverno ancora da superare, come ti stai organizzando per la sopravvivenza?

 

TC:

Al momento sono in Italia, in questo periodo dell’anno nella mia regione, le perturbazioni non si fanno desiderare più di tanto, cosi ne approfitto per allenarmi nei miei home spot.

In previsione ci sono due viaggi prima di Pasqua, naturalmente, dopo queste mareggiate fredde, le mete saranno sicuramente calde.

  

 

 

FG: Oltre al riding quali altri progetti paralleli stai portando avanti?

 

TC:

Ad Aprile 2016 ho iniziato un nuovo progetto nella mia città con il Club Velico Crotone, Organizzando insieme alla mia squadra di istruttori, una nuova scuola, centro di kitesurf e windsurf, in localita Gabella, dove il vento non manca mai. Da qui è anche nato il kite team juniores di Crotone, che permette a tutti i ragazzi da 11 a 17 anni di poter praticare regolarmente dopo gli impegni scolastici, il loro sport preferito, seguiti da istruttori Federali.

Spero che questo nuovo progetto, possa fare appassionare più giovani possibile

 

FG:

Grazie tony, è sempre un piacere!

 

TC:

Il piacere è tutto mio, un saluto a tutti, ci si vede in acqua 😉

 

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