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Tutti gli avversari di Pertile a Otsu

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Tutti gli avversari di Pertile a Otsu

A Padova hanno già promesso di piazzarsi davanti al computer alle 4:15 di notte per seguire tramite un sito giapponese la prova di Ruggero Pertile alla Maratona di Lake Biwa, inserita nel calendario Iaaf Gold Label e si sono già attrezzati per trovare la giusta pagina con caratteri occidentali per comprendere immediatamente che cosa starà facendo il portacolori dell’Assindustria Padova a Otsu. A dispetto del suo blasone, arricchito dall’ottavo posto agli ultimi Mondiali di Daegu, Pertile non è considerato nella cerchia dei favoriti della corsa, una gara che il padovano conosce bene per averla già affrontata nel 2005, quando il vento nel finale respinse le sue ambizioni di scendere sotto le 2h10’. Quest’anno però Pertile, in virtù del suo 2h09’53” a Torino nel 2009, vuole di più, vuole un “treno” che gli permetta di limare sostanziosamente il suo record e magari ottenere un piazzamento di prestigio. La gara si preannuncia molto incerta anche perché gli organizzatori, avendo avuto dalla Federazione giapponese il compito di fare della propria prova una delle qualificative per il terzetto nipponico a Londra, hanno scelto di spartire il tetto d’ingaggi su molte Nazioni senza puntare alla solita invasione di africani. Che comunque ci sono e sono i favoriti, in particolare il 27enne kenyano Nicholas Manza con un personale di 2h06’34” ottenuto ad Amsterdam lo scorso anno quando fu quarto. Contro di lui il marocchino Abdellah Taghrafet, 2h08’11” per vincere a Bilbao nel 2011, letiope Bekana Daba padrone della Houston Marathon 2011 in 2h07’04”, il connazionale Ernest Kebenei atteso con curiosità per aver vinto nel 2011 a Nairobi una maratona difficile perché in altura, in 2h10’55”. Attenzione anche al polacco Henrys Szost, 2h09’39”, al francese Abdellatif Meftah,2h09’46” e all’australiano Lee Troop, 2h09’49” perché saranno loro compagni di viaggio di Pertile e tutti alla ricerca come il padovano di un riscontro positivo in vista di Londra. Dicevamo dei giapponesi, che cercano di sovvertire le gerarchie stabilite domenica scorsa a Tokyo: si segnalano in particolare Hiroyuki Horibata, terzo lo scorso anno in 2h09’25” davanti a Kentaro Nakamoto, 2h09’31” anche lui della partita, poi Masato Imai che a dicembre ha sfiorato il podio a Fukuoka in 2h10’32” mentre i tempi accreditano soprattutto Atsushi Sato, ma il suo 2h07’13” ha ormai più di quattro anni.