Home Ski News Universiadi e Skicross

Universiadi e Skicross

0

Quattro delle sei medaglie in palio sul Monte Bondone nel corso della prima gara di freestyle della Winter Universiade Trentino 2013 sono finite in Russia.

MOS_9958

La prova di ski cross femminile è stata un monologo russo: Daria Nikolayeva ha preceduto le connazionali Violetta Kovalskaya e Viktoria Struk, con la belga Lyske Bruyninckx rimasta sorprendentemente ai piedi del podio.

In campo maschile, invece, si è imposto Mateusz Habrat (Polonia) che si è lasciato alle spalle Igor Omelin (Russia) e Jiri Cech (Repubblica Ceca). Solo quarto uno dei possibili aspiranti al successo, l’austriaco Chrstoph Stolz, mentre un altro dei papabili vincitori, lo spagnolo Gregorio Borja, è caduto a pochi metri dal traguardo nella batteria dei quarti di finale.

Il primo degli italiani è Matteo Murer, classe ’86 di Selva di val Gardena, undicesimo. L’altro azzurro Nicola Giorgi, invece, è rimasto vittima di una rovinosa caduta prima dell’arrivo, immediatamente soccorso dai sanitari e trasferito al S.Chiara di Trento per gli accertamenti del caso, il giovane era cosciente ed ha persino scherzato con i medici.

Daria Nikolayeva, vincitrice dello ski cross femminile, ha 22 anni e studia educazione fisica: “Ero sicura di vincere – ha spiegato – Adesso provo a giocarmi la possibilità di andare alle Olimpiadi di Sochi”. Anche Habrat è uno studente di educazione fisica: “Prima facevo sci alpino, ma mi piace l’adrenalina dello ski cross. Temevo Cech, Stolz e i russi, ma sapevo di avere buone chance di vittoria. Dedico la vittoria ai miei genitori e alla mia fidanzata Margaret”.

Anche Jiri Cech, 20 anni, sognava la vittoria: “Con Habrat siamo allo stesso livello, ma lui ha treni anni in più di me ed ha più esperienza. E’ stato bravo a sfruttarla”.

A giudizio di Matteo Murer, alla terza Universiade, la gara è stata “divertente e combattuta fino alla fine”. Terzo nella batteria dei quarti, l’italiano ha recriminato sulla partenza: “Ho puntato male la racchetta e sono uscito lento dal cancelletto”. “Mi sento di fare i complimenti all’organizzazione – ha voluto aggiungere – perché ha fatto un grande lavoro per allestire un tracciato degno di una competizione come le Universiadi”. Murer ha dichiarato che questa è l’ultima gara della sua carriera: adesso intende sfruttare il master in strategia per il business dello sport della Ca’ Foscari di Venezia.

Credits: Daniele Mosna

Testo: Valentina Bonfant