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WindSkate Torino

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4000 anni prima di Cristo l’egiziano Ra Ian attraversa il deserto seduto su una macchina di legno, dotata di ruote e vela.  Solo nel 1962 Arnauld De Rosnay ne introduce un modello in Europa, che prenderà il nome di Roll-skate. Nel 1978 presenta il windskate al Salone Nautico di Parigi, commercializzato l’anno successivo.  2013, Torino. Il ventenne Marco Elia sfreccia sul suo windskate, passione che ha scoperto da pochi mesi. Ecco come è nato il suo amore per questo sport, che ovviamente non pratica solo sull’asfalto, ma surfa anche sulle acque di Andora.

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Marco, spiegaci cos’è il windskate?
Il windskate è lo sport equivalente del windsurf ma praticato sulla terra ferma, che sia sabbia, erba o asfalto. È sufficiente una vela, uno skateboard, longboard o mountainboard, e ovviamente un po’ di vento, per godersi tutta l’adrenalina che regala questo sport.

Marco, come hai scoperto questo sport?
Amici di mio padre praticavano il windskate, ma non l’ho mai davvero preso in considerazione. Da quando sono bambino faccio windsurf, ma non potendolo praticare giornalmente durante l’anno, vivendo io in città e lavorando, ho fatto la pazzia di comprare un mountainboard e attaccarci una vela. Da lì scoprii una nuova passione e mi alleno tutte le volte che il vento me lo permette.

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Dove e quando pratichi il windskate?                                                                                                                                           Ho dovuto cercare un grosso piazzale, senza case a fianco, un posto che mi premettesse di sfruttare al meglio il vento e mi desse l’opportunità di cimentarmi in trick e manovre. Di solito mi alleno in un piazzale a Grugliasco (TO). Torino non è certo conosciuta come una città ventosa, perciò appena vedo dalla finestra le foglie degli alberi muoversi, carico vele e tavola sulla mia Seicento e mi precipito allo spot.

Lo reputi uno sport pericoloso?                                                                                                                                  Assolutamente no. La vela ti aiuta a stare in equilibrio e cadere è abbastanza difficile. In ogni caso si possono usare protezioni; io all’inizio usavo casco e ginocchiere.

Cosa diresti a un ragazzo per convincerlo a iniziare?
Buttati, prova e riprova: se cadi, riprovaci ancora! Questo sport è fatto per chi ha voglia di distinguersi dalla folla, per chi ama il vento e vuole portarlo sempre con se.

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Cosa ci vuole per iniziare con il windskate?
Tanta pazzia, un pizzico di intraprendenza, e un sacco di voglia.

Riesci a fare qualche trick?
All’inizio è stato difficile, perché non avevo dimestichezza con lo skate. Non sapevo ancora come maneggiare la vela sullo skate. Dopo poco tempo, ma dopo tanto sforzo e tanto allenamento, sono riuscito a eseguire Vulkan e Flaka. Più facile è stato imparare la strambata, che ho chiuso dopo pochi tentativi.

Ringrazio 4Windsurf per il supporto. Vi invito alla mia pagina facebook Windskate Torino e a contattarmi, chiunque sia interessato a fare due bordi sull’asfalto con me.

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TESTO DI Marco Elia
FOTO DI Carlotta Pierucci, Alessandro Bosio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.