Eliud Kipchoge… dopato di passione!

Eliud Kipchoge, da mito a leggenda

14/10/2019
scritto da Daniele Milano

“Quello che si ama non pesa”: Una frase di Sant’Agostino a me molto cara, che mi ricorda ciò che prova e sa trasmettere Eliud Kipchoge quando corre. Una passione infinita la sua, che nella mattinata di sabato ha visto definitivamente crollare un mito: Eliud ha corso al Prater di Vienna la distanza olimpica della maratona, ovvero 42.195 metri “tondi tondi” in meno di due ore, per l’esattezza 1 ora 59 minuti e 40 secondi: un sogno diventato realtà!

Il sorriso infinito e vittorioso di Kipchoge al termine dell’incredibile 1:59 di Vienna: nessun doping al mondo potrà mai battere l’entusiasmo e l’umiltà di questo grandissimo keniano!

Chi è Eliud Kipchoge

Rispondendo istintivamente mi verrebbe da rispondere “Eliud è un uomo che vola”, ma sarebbe riduttivo. Riduttivo perchè Eliud non dispone di ali, bensì di due piedi come tutti noi, ma vola ugualmente… Ogni passo dell’atleta keniano ha però qualcosa di speciale, quantificato numericamente in 118 millesimi di secondo, il tempo di appoggio necessario per disintegrare con delicatezza il terreno che ha sotto ad ogni piede nell’azione di corsa tra le più belle, leggere e naturali che il mondo dell’atletica leggera ci abbia mai regalato. Eh sì, perchè la maratona, che piaccia o no, che si corra per strada e non nei magici ovali delle piste di atletica, che spesso ne ospitano le fasi finali, fa parte dell’atletica leggera a tutti gli effetti. E come tutte le altre discipline, vive di emozione, performance, ma soprattutto di record infranti o grandi sconfitte.

Un traguardo raggiunto anche grazie a 41 infaticabili lepri, scelte tra i migliori mezzofondisti di casa Nike al mondo

I numeri di Eliud

E se record dev’essere, il Prater di Vienna sabato mattina non è certo stato un caso, ma qualcosa partito da molto più lontano. Migliaia di chilometri, tra gare e allenamenti, e precedenti record che Eliud ha voluto mettere al servizio di questa straordinaria impresa. Al di là di quanto avvenuto in Austria, Eliud Kipchoge è comunque l’attuale detentore del record mondiale della maratona “ufficiale” con il tempo di 2h01’39”. In carriera è stato campione mondiale dei 5000 metri piani a Saint-Denis nel 2003. All’epoca aveva solo 19 anni, ma l’atletica aveva già capito che qualcosa stava cambiando e che sarebbe cambiata anche grazie a lui, sino a farlo diventare campione olimpico di maratona a Rio de Janeiro nel 2016. Eliud nasce il 5 novembre del 1984 nella contea di Nandi nella North Rift, da sempre terra dei grandi campioni keniani del mezzofondo. Uomo dotato naturalmente di doti uniche, è oggi non solo il detentore del record del Mondo sui 42k della distanza regina, ufficiale, quello di Berlino ma anche di quella “non ufficiale” di Vienna.

Kipchige esulta dopo aver stabilito il nuovo record del mondo di Maratona a Berlino un anno fa.

Da Monza al Prater per correre in 1h59′

Se però dobbiamo parlare di quanto fatto da Kipchoge a Vienna, non possiamo certo dimenticarci del precedente tentativo di record del mondo Il 6 maggio 2017 qui da noi in Italia. All’epoca Eliud aveva corso all’interno dell’autodromo nazionale di Monza, nel corso dell’evento “Breaking2″ organizzato dalla Nike, nel tempo di 2h00’25”, mancando di poco la storica impresa. La IAFF ovviamente non aveva omologato l’evento, non riconoscendolo come nuovo record, pur rilevando il valore tecnico intrinseco dell’impresa. Due anni di riflessioni e si è ritornati a Vienna con il nuovo progetto “Ineos159Challenge”.

Eliud Kipchoge vittorioso nel 2017 all’Autodromo Nazionale di Monza. In quell’occasione corse in 2:00:25, segnando un tempo di pochi secondi superiore alle 2 ore.

E Nike ha caricato bene l’asse, trasformando il tentativo viennese come qualcosa di unico e non replicabile. Un partner d’eccezione a supporto di tutto, la britannica INEOS, azienda privata del Regno Unito operante nel settore chimico, che oggi, dopo una serie di acquisizioni è la terza più grande azienda chimica al mondo (dopo BASF e Dow Chemical). Ineos a parte, che sicuramente ha ben investito il proprio denaro, acquisendo un grado di visibilità come mai prima, a dafre una grossa mano all’atleta keniano, ci hanno pensato 41 lepri, scelte tra i runner Nike più forti al mondo e un’automobile in testa al plotone vittoriosa con il cruise control bloccato a 21 km orari. Tre led verdi che davano la direzione e Eliud che, quatto quatto, nascosto sapientemente da drappelli di 7 lepri che si sono alternate per 42k, gli hanno permesso di portare a casa un riscontro cronometrico che numericamente la dice lunga…anzi lunghissima!

490 a.C. – 2019 d.C. – 2500 anni di chilometri infiniti!

IAAF o non IAAF, impiegare meno di due ore per correre 42 chilometri è un ulteriore tributo a ciò che la storia ci ha tramandato. Filippide aveva corso da Maratona ad Atene per proclamare la vittoria dei Greci sui Persiani, dando la propria vita in cambio di una notizia. Una distanza ed un’impresa che, entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo, hanno preso lentamente forma sino a dar vita alla Regina incontrastata dell’atletica leggera.

Un suggestivo tramonto sulla famosa ruota del Prater di Vienna, che su di un circuito di 9,4 km ha ospitato Re Eliud!

I 9,4 chilometri del Parco del Prater

Conosciuto per il suo grande parco dei divertimenti con al suo interno la grande ruota panoramica, il Prater è uno dei parchi pubblici della città di Vienna, all’interno del quale trova spazio di un anello che si sviluppa per 9,4 chilometri, abbondantemente protetti da alberi di alto fusto in caso di vento. 4 giri abbondanti da percorrere per raggiungere il Mito di Maratona.

Eliud al traguardo vittorioso

“Mi sento molto bene, sono felicissimo. Nessun essere umano è limitato e mi aspetto che dopo oggi più persone riescano a correre sotto le due ore. I 41 pacemaker sono tra i migliori atleti di tutto il mondo, a tutti voglio dire grazie per aver svolto il lavoro: assieme abbiamo fatto la storia”.

“L’ho fatto per tutti voi” sembra indicare Eliud Kipchoge al traguardo del Prater sabato mattina. Un’impresa che sicuramente farà parlare molto e che trascinerà verso il Mito di Maratona ancora tanti nuovi runner.

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