Ironman, un affare tedesco

Terzo titolo consecutivo per la svizzera Daniela Ryf, letteralmente senza avversarie fra le donne. Ben 5 gli azzurri giunti al traguardo nei primi 150, un numero mai raggiunto prima

20/10/2017
scritto da Gabriele Gentili

Torniamo a mentre fredda sull’Ironman di Kona nelle Hawaii che ha assegnato i titoli mondiali di specialità, dove c’è stata la conferma che attualmente quelle tedesca e svizzera sono le scuole più forti del Pianeta, con buona pace degli specialisti americani e australiani. La forza di una scuola si vede quando viene meno la sua guida, nel caso specifico Ian Frodeno, il pluricampione del mondo che sembrava avviato quantomeno a lottare per l’ennesima conferma (che sarebbe stata la terza consecutiva) dopo le prime due frazioni. Dopo pochi km di corsa a piedi Frodeno ha sentito un forte dolore alla parte bassa della schiena che l’ha costretto a rallentare e sedersi, vedendo sfilare davanti a lui gli avversari e soprattutto vedendo svanire tutti i suoi sogni. Ma è proprio in questo casi che il campione si dimostra tale e Frodeno ha iniziato un’altra gara, quella contro il cronometro in quanto non voleva veder finire la sua corsa con un ritiro. Si è rimesso in piedi a dispetto dei forti dolori e ha concluso la sua prova in 9h15’44” con un parziale sulla maratona di 4h01’58” (tempo incredibile considerando gli sforzi precedenti e il dolore patito) al 65° posto.

A raccogliere la sua eredità è stato il suo connazionale Patrick Lange, bronzo lo scorso anno che ha vinto realizzando il miglior parziale nella corsa, confermando come questa fra le tre sia la specialità col peso specifico maggiore. 8h01’40” il tempo del 31enne tedesco allenato da Faris Al-Sultan, iridato nel 2005. Alle sue spalle argento al canadese Lionel Sanders a 2’27” e bronzo allo scozzese David McNamee a 5’31”. Il Mondiale ha visto protagonisti anche gli italiani con Alessandro Degasperi che centra ancora una volta la Top 20 in 8h35’25”, 29° Giulio Molinari in 8h46’38”, ritirato invece Daniel Fontana. Una citazione speciale spetta a Cameron Wurf, australiano che ha chiuso al 17° posto ma che ha scritto comunque una pagina importante in quest’edizione realizzando in 4h12’58” il miglior parziale di sempre nella frazione ciclistica.

L’impresa del tris consecutivo fallita da Frodeno è riuscita invece alla svizzera Daniela Ryf, che entra così in un club ristretto a soli altri 5 nomi, compresi quelli dei leggendari Dave Scott e Mark Allen. L’elvetica ha preso il comando nelle ultime fasi della frazione ciclistica per andare a vincere in 8h50’47” con la maratona nella quale per soli 2” ha mancato il muro delle 3 ore. Le avversarie sono rimaste lontanissime con la britannica Lucy Charles a 8’51” e l’australiana Sarah Crowley a 10’51”. Anche qui una presenza italiana, quella di Federica De Nicola 35esima in 10h06’19”, 65esima Elisabetta Villa in 10h27’50”, 131esima Angela Stefani in 10h53’10”.

Daniela Ryf, terzo centro iridato consecutivo (foto organizzatori)

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