Trekking in Val di Sole, la vacanza che fa bene

Trekking in Val di Sole; lo sapevi che la vacanza attiva fa bene sia al corpo che alla mente? adesso ti diciamo perchè…

08/11/2019
scritto da Eva Toschi

Trekking in Val di Sole; lo sapevi che la vacanza attiva fa bene sia al corpo che alla mente? adesso ti diciamo perchè…

La Val di Sole, circondata dalle montagne Ortles – Cevedale, Adamello Presanella e Dolomiti di Brenta è per chi lo visita un territorio che offre numerose e variegate possibilità di escursionismo: dalla facile passeggiata di mezza giornata, ai più impegnativi trekking tra i rifugi o sulle alte cime.

Qui tra parchi, laghi, malghe e rifugi, percorrendo sentieri di tutte le difficoltà, la vacanza “in movimento” è una full immersion nella natura. Che sia un week end, una settimana o di più per i più fortunati, quando si rientra a casa ci si sentirà rigenerati e corpo e mente ne saranno grati

.

Trekking come farmaco salvavita

Meglio di gocce e pillole, camminare in montagna in salita riduce il rischio di insufficienza cardiaca del 40%. Ma per prepararsi al meglio è utile seguire i consigli degli esperti. A partire dal tipo di nutrizione e abbigliamento, fino a farsi prescrivere la ricetta perfetta.

In fin dei conti è tutta questione di volontà: a partire dalla scelta della meta giusta per le proprie vacanze estive.

Sfogliando cataloghi o siti internet, è utile tenere a mente ciò che dicono le più autorevoli istituzioni internazionali: una vita attiva è un ottimo alleato per la longevità. Il che – ammonisce l’OMS – può tradursi ad esempio nell’abitudine di camminare per almeno 10mila passi al giorno. L’American College of Cardiology lo ha quantificato anche più precisamente: passeggiando per 40 minuti due volte a settimana il rischio di insufficienza cardiaca scende del 25%. Se poi si sceglie un percorso in salita o se si procede a ritmo più sostenuto, il rischio si riduce fino al 40%. Questo perché camminare su un pendio tende a far bruciare più grassi rispetto ai percorsi in piano, nei quali il corpo si nutre delle riserve energetiche assicurate dai carboidrati.

Un risultato legato al fatto che il trekking diminuisce la pressione arteriosa e il colesterolo, migliora il tono muscolare di tutti i distretti corporei, aiuta a tenere sotto controllo il diabete perché diminuisce i valori di glucosio nel sangue.  Tra l’altro, l’opzione montagna ha anche un altro vantaggio, scientificamente certificato (a parte l’aria senza dubbio più pura rispetto alla città): camminare tra i sentieri – ha calcolato uno studio di ricercatori austriaci pubblicato su Plos One, la rivista scientifica di Public Library of Science – fa percepire meno fatica e migliora le performance fisiche. Merito delle emozioni garantite da panorami mozzafiato e dai profumi della natura. Ma, se le conferme scientifiche possono essere uno sprone per sfruttare le ferie come occasione di vita attiva, partire col piede sbagliato può essere un pericoloso disincentivo. «L’errore più grave che si può fare è scegliere fin da subito percorsi eccessivi per le proprie capacità» spiega Davide Pedergnana, Direttore delle Guide Alpine della Val di Sole, Pejo e Rabbi, territori dell’arco alpino tra i più apprezzati dai trekker per la varietà di percorsi adatti a tutti i livelli di preparazione. «Non serve iniziare subito con sentieri ‘spaccagambe’. Si passerebbero i giorni successivi a soffrire per l’accumulo di acido lattico e a riprendersi dallo sforzo eccessivo».

Cruciale, come in tutti gli sport, è invece il tipo di alimentazione da effettuare prima dello sforzo fisico. «Una colazione corretta può aiutarci molto, mentre cibi sbagliati possono zavorrarci pericolosamente» spiega Davide Pedergnana. Il pasto deve essere adeguato all’impegno fisico che andremo a sostenere. «Gli alimenti devono essere digeribili, energetici e tutelarci contro le tossine che il nostro organismo produce durante l’attività». Ampio spazio a frutta fresca (le mele in Trentino sono un prodotto a km 0), secca (ottime le nocciole e le noci) e carboidrati. Attenzione invece ai grassi. Altrettanto importante è idratarsi correttamente. C’è poi la questione – spesso sottovalutata – dell’abbigliamento da usare. «Non è una frase fatta: il meteo, soprattutto in montagna, è davvero mutevole. E non solo in alta quota. I capi tecnici aiutano a mantenere la temperatura corporea e a tutelarci da vento, freddo e acqua. Utile vestirsi a strati, per evitare sudore eccessivo in salita e, invece, per evitare colpi di freddo in discesa». E per le scarpe? «Ancora troppi turisti pensano che le semplici scarpe da ginnastica siano sufficienti. Spesso non sono adatte per terreni accidentati o scivolosi per la pioggia o l’umidità. Certamente non tutelano da rocce, sassi e non sono idrorepellenti». Infine, attenzione alla scelta del percorso: «i sentieri turistici, in Val di Sole come su tutto l’arco alpino, sono ben segnalati e si trovano anche su cartine e siti internet. Ma è comunque utile dare un’occhiata alla strada che dovremo fare: lunghezza, altimetria, eventuali asperità che incontrerem

 

Durante il cammino, fermati ad abbracciare un albero

Le culture antiche, che avevano più rispetto e probabilmente maggiore consapevolezza degli elementi naturali, sapevano riconoscere il potere terapeutico del contatto fisico con gli alberi per ricaricare le forze vitali dell’organismo. Con il tempo tale coscienza è andata perduta ma oggi è la scienza a confermare che gli alberi, come tutti gli esseri viventi, emettono deboli campi elettromagnetici.

«In Occidente, gli studi più recenti hanno compreso che gli alberi possono essere la sorgente di una grande energia vitale – dichiara Sara Zappini, direttrice delle Terme di Rabbi –. Quando abbracciamo un albero, non solo siamo in contatto con un meraviglioso essere vivente, ma possiamo cogliere la sua energia benefica per l’organismo. I boschi e gli spazi verdi agiscono favorevolmente sull’organismo umano, sia a livello psico-emozionale, sia fisiologico, generando concreti benefici scientificamente misurabili».

In Giappone, si è così diffusa una pratica di frequentazione dei boschi nota come “forest bathing”, basata sulla scoperta che alcune sostanze volatili – i monoterpeni –emesse dalle foglie di certi alberi, possono rinforzare il nostro sistema immunitario e ridurre lo stress. In Val di Rabbi, avviene qualcosa di simile: il Parco Nazionale dello Stelvio Trentino insieme alle Terme di Rabbi e all’Azienda di promozione turistica della Val di Sole, organizza degli incontri per spiegare i benefici del “tree hugging” e per guidare verso questa pratica.

«L’abbraccio degli alberi – conclude Zappini – vuole accrescere la nostra consapevolezza sul valore e il potere terapeutico della natura, rendendo le nostre escursioni nei boschi momenti di effettivo benessere a contatto con l’energia del mondo vegetale. Anche per questo aumento di consapevolezza passa la tutela del nostro meraviglioso patrimonio forestale».

Insomma, sembra che la vacanza sdraiati a prendere il sole sia sopravvalutata: numerose sono quelle attività in cui ci si muove (magari facendo anche un po’ di fatica) e che finiscono per rigenerare di più che il semplice riposo. E se camminare in montagna fa bene al corpo, lo stare in natura ci riporta a contatto con le parti più vere di noi stessi, producendo endorfine e spazzando via tutto il superfluo dalla nostra mente.

Potrebbe interessarti anche

Commenti