Home Windsurf News 4 chiacchiere con Andrea Cucchi – Coronavirus mood
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4 chiacchiere con Andrea Cucchi – Coronavirus mood

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Ciao Andrea, innanzitutto come stai e come sta la tua famiglia?
Grazie 4Windsurf per questa intervista. Stiamo tutti bene. Purtroppo, non ho potuto vedere le mie bimbe per Pasqua perché vivono a Sylt, ma stanno bene. Anzi stanno meglio li al momento col fatto che non hanno restrizioni come le abbiamo noi.

Dove ti trovavi al momento dell’inizio del lockdown?
A casa a Malcesine. Stavo per partire per controllare la produzione delle vele 2021 in Sri Lanka, ma il viaggio è saltato, e mi sono fatto spedire le vele per controllarle qui. Il primo viaggio in meno quest’anno. È più carino andare in azienda per discutere i vari punti, ma ormai si può fare anche a distanza con i vari mezzi di comunicazione a disposizione.

Come è cambiata la tua vita durante questo periodo di lockdown?
È cambiata in realtà poco, o anche tanto. Dipende. Lavoro spesso da casa per risparmiare tempo e concentrarmi di più su quello che devo fare. Tutta l’azienda è passata allo smart working, ma già gran parte della nostra squadra lavorava da casa per la mia stessa ragione, o perché sono spesso in viaggio. Alberto (ndr. Pizza) è stato l’unico che ha continuato a lavorare dalla sede, per garantire le forniture online ed ai clienti\negozi\distributori che avevano già riservato il materiale.
Pensavo che avrei avuto un periodo più tranquillo invece abbiamo tutti continuato a lavorare a pieno regime. Tra riorganizzare la consegna degli ordini, sviluppo futuro, preparazione di nuovi progetti, e tante più mail di clienti che hanno avuto tempo il tempo di chiedere informazioni tecniche o sul prodotto.
Certo è forse tre settimane che non esco in acqua, ma possono capitare periodi senza vento, e quindi bisogna tenersi in forma con sport alternativi. È stata un’ottima scusa per mettersi a dieta. Mi sono goduto il tempo a casa. È una vita che viaggio senza sosta, ed ho gustato la tranquillità della zona. Penso come tanti alla fine.

Come avrebbe dovuto essere la tua stagione lavorativa e come sarà invece a causa di questa situazione?
Avevo un bel calendario pieno di stage, eventi, gare, fiere, ma si starà un po’ più a casa. Meno voli, meno Km. Quindi daremo il massimo nelle zone che ci sarà possibile farlo.

Come pensi che verrà modificato il calendario del PWA? E delle altre gare in programma?
La Defi Wind che è la gara più importante per il nostro pubblico purtroppo è saltata. Il PWA riprenderà per settembre dicono. Ho visto che la prima tappa che doveva essere fatta in Francia è stata posticipata ad ottobre, ma non penso che altre tappe abbiano la forza di poter riorganizzarsi. Comunque sono tutte idee, poi bisognerà vedere come sarà la situazione reale. Noi abbiamo rassicurato i nostri atleti tenendo blindati i loro contratti, quindi se potranno viaggiare e ci saranno eventi, saranno presenti. Il calendario più importante per adesso è che la situazione torni a poter dare la sicurezza di poter tornare tutti in acqua senza creare problemi alla sanità.

Per quanto riguarda i materiali, aprile storicamente è il periodo dei photoshooting dei vari brand per i materiali del prossimo anno, quasi tutti svolti a Maui. E generalmente in questo periodo iniziamo a “sbirciare” qualche novità dalle foto dei vari fotografi presenti in spiaggia a Maui. Ma non quest’anno!
Come si sta muovendo POINT-7 in questo senso? Quali sono le vostre direttive per i prossimi mesi? Pensi che il materiale 2021 arriverà questa estate come normalmente accade o sarà tutto rinviato?
Noi siamo pronti con tutto lo sviluppo dei prodotti 2021. Ad aprile abbiamo fatto sempre le foto tra Sardegna, Garda e Canarie per dare tempo poi di preparare sito e catalogo con calma. Se ci sarà la possibilità di entrare in acqua a maggio, abbiamo ancora tantissimo margine per preparare il tutto.

Come pensi che reagiranno i negozi e le scuole di windsurf?
Come hanno reagito sarebbe più giusto dire. In tanti paesi hanno continuato a lavorare col fatto che erano autorizzati ad entrare in acqua, ma anche dove non c’è tutt’ora la possibilità, i negozi lavorano perché i clienti si stanno organizzando per la prima uscita possibile. In Italia è più calmo rispetto ad altri paesi. Adesso si inizia a sentire un po’ la possibilità della fase 2, e si sta risvegliando anche il mercato italiano. Basta leggere i post su FB, i surfisti italiani stanno esplodendo dalla voglia di entrare in acqua. Per le scuole normalmente prima di maggio non sono a pieno regime, e il Windsurf si insegna a distanza volendo. Il turismo sara’ il problema, e quindi dov’è situata la scuola. Le scuole sono la base del nostro sport, e quindi spero tanto che abbiano la possibilità di lavorare, magari spingendo anche più sui local che sul turismo estero.

E per quello che riguarda l’evasione dei vostri ordini ai negozi ed eventuali riassortimenti come vi siete organizzati per gli attuali materiali della stagione 2020?
Siamo organizzati come da programma prima del Covid-19. Abbiamo solo dovuto dirottare certi ordini prima nei paesi attivi, e poi fornendo quelli che avevano meno urgenza per via della situazione. Avevamo più ordini di quello che ci aspettavamo, quindi alla fine ci ha dato anche più tempo per gestire le cose. Ci sono dei prodotti come la nuova AC-Z che sta sbaragliando sul mercato, e di questa servirebbe averne veramente tante in stock. Mentre c’è magari più tranquillità  sulle vele da gara col fatto che gli eventi non ci saranno. Abbiamo in cantiere il boma nuovo, Contact 2.0 e questo è stato l’unico progetto che è in ritardo. È stato una scelta di ritardare il lancio, perché è un prodotto che ha pezzi che vengono assemblati e costruiti da aziende diverse e non volevamo rimanere con le cose a metà.

Quale pensi che sarà l’impatto di questa crisi in termini generali sul vostro fatturato per il 2020?
Se si ripartisse a maggio potrebbe essere interessante. Il marchio ha ottenuto nuove quote di mercato in giro per il mondo, ed un aumento di richiesta notevole. Siamo molto contenti. Eravamo certi di incrementare il fatturato ed avere un anno esplosivo. Noi siamo attivi, positivi e motivati a far sempre meglio, ma per via della situazione vediamo quanto cercherà di limitare questa tendenza che aveva iniziato a prendere in maniera molto positiva il 2020.

Come vedi la tanto attesa e inevitabile ripartenza del nostro settore economico? Qual ’è la prima cosa che fai non appena ti danno la possibilità di entrare in acqua e c’è una giornata di vento? Io personalmente, ho già stretto le straps per non perdere tempo, perche’ non serviranno più i calzari! Fate lo stesso, e ci vediamo in acqua presto.

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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