4w.160 – Nuova Zelanda

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TESTO DI Nicola Terenzi
FOTO DI New Zealand Surf Photo

Posti sperduti ancora da scoprire c’è ne sono, ma chissà perché quelli più belli sonO sempre i più lontani…

Avete presente quando arrivate sugli spot famosi e vi esaltate perché le condizioni sono perfette o quando c’è la mareggiata epica nello spot di casa? Io di solito rimango incantato e mentre mi preparo mi godo quel momento surfando un po’ con gli occhi; poi si entra in acqua e ci si rende conto che c’è un sacco di gente, persone che non avevi neanche mai visto le altre volte. A quel punto a ogni onda persa per via dell’affollamento ci si ripete nella mente: “Cacchio pensa se fossimo in 2 o 3 come sarebbe…”

Dopo la mia esperienza in Nuova Zelanda ve lo posso felicemente raccontare! Inizio dandovi qualche info generica e spiegandovi anche perché sono venuto qui. Sono arrivato a febbraio con l’intenzione di trovare un lavoro nella nautica e rimanere qui per un tempo indeterminato, quindi mi sono portato una marea di cose compresa tutta l’attrezzatura. Dopo aver acquistato la macchina, che qui è essenziale e come in Australia c’è un mercato di usato incredibile, ho cominciato a girare un po’ alla ricerca di lavoro e spot.
Per lavorare io vivevo ad Auckland che è una grande città ed è praticamente il centro di tutto, da qui in 45 minuti di macchina si va a far surf da onda in entrambe le coste dell’isola (Ovest e Est), gli spot sono prevalentemente beach break isolati in mezzo alla natura. La costa ovest è molto più consistente, il problema è che spesso è molto grosso e tolte le 2-3 spiagge più gettonate gli altri spot son spesso desolati. Per fare windsurf invece ci sono diversi canali e insenature intorno ad Auckland che per il freestyle non sono male, invece per far wave ci sono solo condizioni on-shore e non sono molto frequenti. Comunque il bello di Auckland è che con un’ora di macchina passi dalla città a spiagge deserte con onde e paesaggi da “Jurassic park”, il brutto è che nelle ore di punta scleri nel traffico totale, soprattutto se c’è vento!
Le onde per il surf ci sono quasi tutti i giorni, mentre il vento c’è molto spesso da kite e di media 1 o 2 volte a settimana è da windsurf, ma varia molto con le perturbazioni. In N.Z. le stagioni sono l’opposto che in Europa; febbraio è piena estate e fa buio alle 9 di sera!! Come temperature è caldo, sulla costa est si va in acqua in costume mentre sulla parte ovest l’acqua è più fredda e ci vuole almeno una muta 2.2. In generale similarmente all’Italia il clima e le temperature variano molto da nord a sud, il nord è molto più caldo!

TARANAKI
Prima di partire un mio amico israeliano mi aveva consigliato di andare a Taranaki a surfare; guardando su internet avevo capito che era anche un gran posto per fare windsurf. Per Pasqua era infatti prevista una gara nazionale di wave proprio a Taranaki! Così non ho perso tempo, mi sono iscritto al contest e ho approfittato delle vacanze per farmi 2 settimane full power in acqua.
Partendo da Auckland con la macchina ci ho messo 5 ore per arrivare, la regione si chiama New Plymouth e la strada che porta a Taranaki si chiama Surf Highway, lascio immaginare il perché! Per 10 dollari a notte dormivo in macchina e usufruivo di bagno, cucina e sala di una specie di ostello chiamato “Wave Haven”. Durante i 4 giorni di gara siamo usciti tutti i giorni ma per lo standard di Taranaki le condizioni non erano il top infatti abbiamo gareggiato solo l’ultimo giorno a Weld Road.
Dopo lo skipper meeting siamo arrivati in spiaggia, la location era bellissima; spiaggione di sabbia con rocce nere con tanto di ruscello e vegetazione sullo sfondo. In acqua c’era un albero d’onda un po’ attivo e non regolare, rompeva d’dappertutto in pratica. Il vento era side off mura sinistra da 5.0. Per me era la prima volta in questo spot quindi non mi sentivo troppo sicuro anche perché in certi punti era pieno di sassoni affioranti e l’acqua torbida rendeva difficile capire dove c’erano le rocce. Rimanendo positivo, come altri, mi sono affidato alle spiegazioni dei local e sono entrato in acqua. Eravamo in 16 divisi in 4 heat da 4 rider, le regole erano 3 onde e 3 salti, devo dire che da solo non so se sarei entrato, ma uscendo in compagnia invece mi sono divertito molto. Ogni heat mi sentivo più sicuro e azzardavo sempre più alla fine sono arrivato quarto. I giorni successivi alla gara ho continuato a far windsurf e surf girando vari spot nella zona, mi sono fatto un sacco di session da solo o in 2-3 anche con condizioni di qualità! Spesso arrivavo su spot dove le onde erano grosse e belle ma l’unica compagnia erano i tronchi e i sassi sulla spiaggia quindi stavo un po’ li a guardare sperando che arrivasse qualcuno poi, un po’ contraddetto, me ne andavo in un altro spot.
Non è bello quando c’è troppa gente ma se non conosci bene uno spot non è neanche bello esser da soli. Comunque poter scegliere l’onda che vuoi nel punto che vuoi e sprecarla per provare una manovra nuova perché tanto sai che subito dopo ne prendi un’altra non ha prezzo. Taranaki è un posto stupendo il vento lo fa spesso, di media 3 volte a settimana e da diverse direzioni quindi si possono beccare condizioni mura sinistra e mura destra. Le onde ci sono tutti i giorni e siccome la costa è a punta nell’arco di 40 minuti di macchina si trova quasi sempre uno spot con il vento off. Inoltre ci sono una miriade di spot con tutti i tipi di onda, dal reef al beach break e ai point. C’è da dire che le condizioni comunque sono variabili quindi a volte bisogna accontentarsi, ma senza aspettative si esce dall’acqua sempre col sorriso.
L’uscita migliore che ho fatto è stata a Stent Road, qui lavora con vento da SE che non è frequentissimo ma quando funziona è lo spot migliore della zona. In pratica è spaziale, vento side off mura sinistra e onde da 6/7 bottom che si srotolano perfette, mai un close-out. Per entrare in acqua è tutto sassi, ma anni fa i local hanno rimosso le pietre formando un canale di uscita dove finiscono di srotolarsi le onde, c’è poi qualche roccia affiorante ma con la bassa marea si possono individuare, basta poi ricordarsele quando è in alta!
La location in generale è molto spartana; spiagge deserte, vegetazione, vulcano innevato sullo sfondo, poche macchine in giro e un po’ di local amichevoli. La sera non c’è tanto da fare a parte qualche bar e ristorante in paese; è un posto da furgone o campeggio infatti i turisti son tutti surfisti in giro con i camper etc.
Un altro posto che merita è Raglan, si trova a metà strada tra Auckland e Taranaki è un villaggio di surfisti ed uno spot di surf famoso perché c’è una sinistra da rimanere a bocca aperta, qui però c’è abbastanza gente in acqua. Quando c’è sud ovest Raglan è buono anche per saltare e far freestyle. Se invece volete del gran vento a prescindere, nel sud dell’isola del nord si trova Wellington, dicono che li c’è quasi tutti i giorni vento da 3.7/4.5, però è anche più freddo e io non ci sono stato.
Ho sempre pensato che per allenarsi sulle onde non basta essere in acqua ma bisogna cercare di essere effettivamente sulle onde più tempo possibile, la surfata è un momento magico ed è li che si impara, quindi in una session dobbiamo avere più momenti possibili! Andare in acqua in condizioni emozionanti è bello e ti lascia dentro qualcosa, ma continuo a pensare che una session a casa con gli amici e la famiglia appaga molto di più.

Ringrazio Nautica Urban/Fanatic/North Sail/ION.

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