#4windsurf test2018: vele freeride e freerace

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RRD MOVE MK6 6.7
La Move è una vela molto interessante perché adatta il proprio comportamento conforme la misura che si sta utilizzando e quindi alle condizioni che ci si trova ad affrontare. Infatti non abbiamo raggruppato nel test la 6.7 e la 5.7 come abbiamo fatto in altre occasioni semplicemente perché fanno parte di programmi diversi. La 5.7 infatti è una freewave, mentre la 6.7 in questione è una freemove/freeride. Le misure piccole (5.2, 4.7 e 4.2) sono invece delle vele powerwave.
Ciò che ha colpito tutti di questa vela è la leggerezza, dà l’idea di navigare con una vela agile, quasi fosse più piccola pur regalando potenza e velocità per la planata. Questo la rende molto facile in manovre come virata e strambata ma fa l’occhiolino anche a virata elicottero, duck jibe, duck tack e, per chi può permetterselo, anche a qualche forward. Il nuovo materiale sul leech della vela che accompagnerà quasi tutta la gamma delle RRD 2018 trasmette un rassicurante soft-feeling ed è certamente più resistente nel tempo del X-ply a trama larga delle versioni 2017. Questo le dona anche del colore in più, tanto colore in più che la rende migliore a livello estetico e si avvicina maggiormente, rispetto alle versioni precedenti, a quel “stile italiano” che ci si aspetterebbe da RRD.

 

POINT-7 AC-X
L’AC-X è una vela freerace senza camber molto riuscita, ma d’altronde si sa, questo è il campo delle vele nere, dove c’è competizione e velocità difficilmente sbagliano. Infatti questa vela è sembrata a tutti stabile e veloce, con una potenza degna delle gare PWA ma con la semplicità di una vela senza camber, facile da trimmare e si va subito forte. Per assurdo i voti ricevuti sono simili a quelli della AC-F tanto che questa sembra esserne la diretta evoluzione. È una degna rappresentante di questa categoria e poi si sa… il nero sta bene su tutto.

 

 

NEIL PRYDE SPEEDSTER 7.2
Questa è la proposta Neil Pryde per il gruppo freerace no cam e come ci si poteva aspettare non hanno deluso le aspettative. La Speedster è una vela facilissima da trimmare e in questo penso Neil Pryde sia maestra. Si infila l’albero (e gli alberi nuovi sembrano veramente di ottima fattura), si mette il boma, tutto a misura come scritto alla base e avrete una vela in mano che sembrerà appena consegnata da Robert Stroj (velaio NP). Le performance sono di alto livello, la vela risulta stabile e veloce e, nonostante le velleità corsaiole, è pure piuttosto manovrabile. I colori che di primo acchito ci hanno lasciati un po’ perplessi in realtà si sono rivelati nell’uso anche piuttosto piacevoli ma questo dipende poi dai gusti dell’acquirente.

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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