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MAREMMA SUP USCITA INVERNALE …

di - 27/02/2016

L’ISTRUTTORE Isa e guida della Maremma SUP, Gianni Salamanca è partito dall’idroscalo dove ITALO BALVO il 17/12/1930 partì per una crociera aerea transatlantica;  Gianni ci conduce alla scoperta di questi posti meravigliosi con il sup.

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STORIA, CULTURA e SPORT sono un bel connubio per apprezzare le terre TOSCANE.

Il sup cruising è ormai in forte crescita, se si pensa che ci permette di scoprire e vedere monumenti o posti storici che prima potevamo osservare solo da lontano …

Anche se questa uscita fatta da Gianni qualche giorno fa non sembra prettamente invernale ma primaverile … buona visione

 

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LAGUNA DI ORBETELLO LEVANTE E PONENTE

La laguna di Orbetello è una laguna costiera della Toscana, nella Maremma grossetana. La sua estensione è di circa 27 km².

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È separata dal mare a ponente e a levante da due strisce di terra lunghe circa 6 km (i Tomboli sabbiosi della Giannella a NW e dellaFeniglia a SE) e ad ovest dal promontorio dell’Argentario. Una terza lingua istmica di terra si protende nel centro della laguna e su di essa sorge il centro urbano di Orbetello. Un ponte artificiale (la diga Leopoldiana) collega Orbetello al Monte Argentario e divide la laguna in due parti, la laguna di Ponente e la laguna di Levante.

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Comunica con il mare per mezzo di tre canali artificiali: il canale di Fibbia (o delle Saline) nei pressi della foce del fiume Albegna ed il canale di Nassa (in località Santa Liberata), entrambi sul Tombolo di Giannella ed il canale di Ansedonia sul tombolo di Feniglia. Un quarto canale, il canale del Pertuso, fu progettato e furono anche iniziate le opere di scavo, che però non furono mai portate a termine.

MUSEO ARCHEOLOGICO COMUNALE EX POLVERIERA GUZMAN

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Il museo ha sede nell’edificio denominato Polveriera Guzman, antica costruzione edificata durante la dominazione spagnola, presso la quale Garibaldi si rifornì di armi e munizioni nel 1860.

L’ esposizione è strutturata su due piani. Il piano terra si concentra sul territorio di Orbetello: vengono mostrati oggetti, appartenuti alla civiltà etrusca e romana, ritrovati mediante gli scavi archeologici condotti negli ultimi decenni con metodi scientifici, che consentono di ricostruire con maggior attendibilità il quadro della storia più antica dei luoghi.

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Il primo piano è dedicato a collezioni comunali e statali ma accoglie anche materiali (ceramiche, oggetti in bronzo, reperti archeologici), di provenienza sconosciuta, organizzati secondo criteri cronologici.

MULINO A VENTO COSTRUITO NEL 1650

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Nel periodo intorno al 1650, Orbetello ebbe un apprestamento difensivo anche al vertice occidentale della sua piccola penisola, dov’era la “Porta a mare”, un tempo detta “delle Mulina”: si trattò di un semplice corpo di guardia, in quanto era qui consentito un comodo attracco dalla laguna, altrove impossibile, per una palizzata che, sott’acqua, circondava tutta la città. Ma è probabile che la piccola guarnigione di questo corpo di guardia avesse il compito di vigilare ed eventualmente difendere i nove mulini che, disposti in linea, e dislocati nello stagno, assicuravano il fabbisogno alimentare, se non di tutto lo Stato, certamente della città.
Si trattava di mulini che, ancora verso la metà del XVII secolo, “macinavano il frumento non con il mezzo del vento e vele, come al di poi, ma mercé un artifizio ed un gioco delle stesse acque dello stagno” (Ademollo), cioè sfruttando il movimento delle acque determinato dalle maree.
L’Ademollo fa intendere come i molini di Orbetello fossero macchine idrauliche di notevole interesse storico che mentre più di recente, in analogia con molti mulini al vento istallati in Grecia e in Spagna, sfruttavano la forza dei venti, e quindi erano muniti di pale a vela, nel nostro caso orientate 5 a scirocco e quattro a maestrale; in tempi più remoti sfruttavano le maree, cioè il flusso e riflusso periodico e costante delle acque del mare (particolarmente sensibili nello stagno di Orbetello) che ogni sei ore, dal tombolo della Giannella, nei pressi della torre della Peschiera, entrano ed escono dallo stagno, determinando un fenomeno idraulico di vaste proporzioni.
Evidentemente, sia per far fronte alla produzione del grano, sia per garantire il prodotto ai sudditi dello Stato (soldati compresi), e fino dal tempo del dominio senese, gli abitanti di Orbetello posero in linea i nove mulini nell’intento di sfruttare al meglio il movimento periodico e costante delle correnti.
E’ rimasto soltanto uno dei nove mulini sopracitati, recentemente restaurato.

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Testo di Sheila Palermo

Foto di Zig Zag – Gianni Salamanca