C’è un modo di muoversi in montagna che non ha a che fare con la performance, ma con l’ascolto. È un’idea di esplorazione che molti trail runner conoscono bene: quella sensazione di entrare in sintonia con il terreno, con il ritmo del respiro, con il silenzio che cambia a ogni passo. AI KOL – la mostra e il libro fotografico sostenuti da Arc’teryx e presentati allo Spazio Milesi di Milano – nasce esattamente qui, in questo spazio sottile dove il movimento diventa linguaggio.

Ciò che i piedi comunicano…
Il progetto, firmato da Sofia Blu Cremaschi e Naomi Oke, racconta un viaggio tra Kirghizistan e Kazakistan che non cerca la conquista delle cime, ma la relazione con ciò che le abita. Un approccio che risuona profondamente con la cultura del trail running contemporaneo, sempre più orientata alla consapevolezza e alla connessione con l’ambiente.

Corpi in cammino: la montagna come pratica di attenzione
Le fotografie di Sofia Blu Cremaschi catturano gesti, rituali, materiali, suoni. Ma soprattutto catturano corpi in movimento. Non è un movimento atletico nel senso classico, eppure parla a chi corre: è il passo che si adatta al terreno, è la postura che cambia con la quota, è la capacità di leggere il paesaggio attraverso il corpo.

Il silenzio che comunica
Per chi vive la montagna correndo, questo è un linguaggio familiare. Ogni trail runner sa che la montagna comunica senza parole: attraverso la consistenza del terreno, la direzione del vento, la luce che cambia, il ritmo che il corpo deve imparare a seguire. . rende visibile proprio questo: la montagna come luogo di comunicazione non verbale.

Un viaggio che diventa pratica culturale
La spedizione del 2025 ha coinvolto atlete e ricercatrici, unite dall’idea che esplorare significhi anche imparare. Hanno attraversato passi come il Sary Mogol e le pendici del Lenin Peak, territori che molti runner conoscono per la loro durezza e bellezza. Ma qui il focus non è la sfida fisica: è la capacità di rallentare, osservare, ascoltare.

Rallentare, osservare, ascoltare
È un messaggio potente per chi corre in montagna: il movimento non è solo velocità, ma presenza. Non è solo distanza, ma relazione. Non è solo performance, ma responsabilità verso i luoghi attraversati.

Arc’teryx e la cultura dell’outdoor consapevole
Il progetto si inserisce perfettamente nella visione di Arc’teryx, che da anni promuove un approccio alla montagna basato su competenza, rispetto e cura. AI KOL amplia questa visione, mostrando come l’outdoor possa diventare anche un terreno culturale, un modo per leggere il mondo attraverso il movimento.

Dove vedere la mostra e il libro
La mostra è visitabile nella community room dello store Arc’teryx Milano Brera, mentre il libro fotografico è disponibile sia lì sia presso Spazio Milesi. Il 30% del ricavato sarà devoluto ad Altyn Kol, a sostegno delle comunità locali.






