La pasta fa correre meglio? Correre bene è una scelta quotidiana. E spesso inizia da un gesto semplice: sedersi a tavola e dare al corpo il carburante giusto. Chi corre lo sa: non esiste allenamento che funzioni davvero se l’alimentazione non tiene il passo. Possiamo avere le scarpe migliori, la tabella perfetta, la motivazione alle stelle… ma se arriviamo scarichi, senza carburante, la corsa diventa fatica pura. E spesso il problema nasce da un errore semplice: tagliare i carboidrati pensando di “alleggerirsi”.

Ascolta la scienza!
La scienza dice l’esatto contrario. E la pasta, in questo, è un’alleata che troppo spesso sottovalutiamo. Se siamo scarichi e senza benzina/carboidrati, la corsa diventa una vera e propria tortura…

Perché la pasta è il carburante naturale del runner
La pasta è una fonte di carboidrati complessi che il corpo trasforma in glicogeno, il combustibile che alimenta i muscoli durante la corsa. Quando le scorte sono piene, la sensazione è chiara: gambe leggere, ritmo stabile, testa lucida. Quando si svuotano, arriva l’affaticamento, la percezione dello sforzo aumenta e la qualità dell’allenamento crolla.

I carboidrati sono fondamentali
Le linee guida internazionali sull’alimentazione sportiva sono nette: chi si allena regolarmente ha bisogno di una quota importante di carboidrati ogni giorno. Non solo prima della corsa, ma anche dopo, per ricostruire le scorte e favorire il recupero.

Prima dell’allenamento: energia pulita, digestione facile
Un piatto di pasta 2–3 ore prima dell’allenamento è uno dei modi più semplici per arrivare al via con energia stabile e senza pesantezza. Condimenti leggeri, pochi grassi, ingredienti semplici: pomodoro, olio extravergine, pesce, legumi. La pasta non deve appesantire, deve accompagnare.

Diamo i numeri!
Le porzioni cambiano in base all’intensità: da 80–90 g per chi si allena in modo leggero fino a 150–200 g per chi affronta sessioni più impegnative. L’obiettivo è sempre lo stesso: dare al corpo ciò di cui ha bisogno per lavorare bene.

A ogni sport il suo formato: anche questo fa la differenza
La scelta del formato non è un dettaglio estetico. La pasta lunga, come gli spaghetti, rilascia energia in modo più lento e costante: perfetta per chi corre lunghe distanze, per chi pedala, per chi vive di endurance. La pasta corta, più immediata, è ideale per sport che alternano potenza e resistenza: calcio, tennis, sci, nuoto.

La Maratona ama la pasta lunga!
Per il runner, soprattutto quello che prepara mezze maratone o maratone, la pasta lunga è un alleato naturale: mantiene la glicemia stabile e ritarda l’arrivo della fatica.

Dopo la corsa: ricostruire per ripartire
Il recupero non è un premio, è parte dell’allenamento. Un piatto di pasta dopo la corsa, abbinato a una fonte di proteine magre, aiuta a ricostruire il glicogeno e a riparare i muscoli. È il modo più semplice per presentarsi al giorno dopo con gambe pronte e mente sveglia.
Mangiare bene è un atto d’amore verso la corsa
Diventare un runner migliore non significa solo correre di più o più veloce. Significa ascoltare il corpo, rispettarlo, dargli ciò che serve. La pasta non è un nemico della forma fisica: è uno strumento. È energia, equilibrio, lucidità. È parte della cultura mediterranea e parte della vita di chi si allena con costanza.






