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Veloce, versatile, tecnico. Benjamin Védrines rivoluziona l’alpinismo | Intervista

di - 12/02/2026

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E’ l’alpinista del momento e basta scorrere il feed di Instagram per incappare in qualche clip da capogiro filmata su un’immensa parete delle Alpi o dell’Himalaya.

Il suo è un alpinismo tecnico, veloce, moderno e versatile, forse senza pari al momento.

Lo abbiamo intervistato (in occasione dell’uscita del Film Chasing Shadow e dei 25 anni della Summit Series collection di The North Face presso DF Sport Specialist), la storia della sua impresa sul K2 del 2024, quando in un solo giorno ha frantumato due record: salita in 10 h, 59 min e 59 sec. senza ossigeno dal Campo Base Avanzato e discesa in parapendio.

Ecco cosa ci ha raccontato…

Benjamin Védrines, l’intervista

Ciao Benjamin, è passato poco più di un anno dalla tua impresa sul K2 ma sono ancora tutti scioccati. Cosa ricordi delle sensazioni di quando sei atterrato al campo base con il tuo parapendio?

E’ stato un momento davvero speciale. Mi aspettavo che sarei stato super felice per quanto avevo fatto mentre al contrario ero piuttosto disgustato. Era stato troppo per me, avevo spinto davvero oltre le possibilità, tutt’altra cosa rispetto alla sensazione che avevo provato rientrando dal Broad Peak due anni prima. Ora però, ad un anno di distanza vedo le cose da un’altra prospettiva, riesco a capire cosa ho fatto, la performance che è stata, che al momento è certamente l’apice della mia carriera.

La tua performance ha segnato due record in un giorno solo, la salita in velocità, senza ossigeno in 10 h 59 min e 59 sec. (abbattendo il precedente record di Benoit Chamoux di 23 ore) e Il decollo in parapendio dalla cima di 8.611 m. Cosa rappresenta per te?

Beh, la soddisfazione di raggiungere obiettivi ambiziosi è ciò che mi spinge a intraprendere i miei progetti alpinistici ma ciò che davvero riporto a casa è la crescita interiore, è l’apprendimento che ne traggo, la conoscenza di me stesso come persona e come alpinista, probabilmente è questo che ricerco.

Benjamin Védrines - The North Face
portrait de Benjamin juste après son attérissage

Nel l’estate 2022, dopo aver scalato il Broad Peak in 7,28 h scendendo in parapendio hai tentato la salita al K2 perdendo conoscenza a 8.400 m, venendo soccorso da Francois Cazzanelli.

Quale motivazione ti ha portato a tornare al K2?

Mi piace capire dove sbaglio e quell’esperienza mi ha fatto cambiare approccio al nuovo tentativo, intendo dal punto di vista mentale e della preparazione fisica. Tutto sommato quel fallimento si è convertito in una buona opportunità di crescita e di diventare migliore. Probabilmente senza quel fallimento non sarei dove sono ora.

I tuoi obiettivi, sulle alpi e in Himalaya, uniscono la tecnicità degli itinerari e la velocità. Qual è la tua visione dell’alpinismo?

Amo molto esplorare i confini, tutto ciò che non è stato ancora fatto. E la velocità mi consente di reinterpretare in chiave nuova anche progetti che erano già stati realizzati nel passato, in particolare le vie sulle alpi. Muovermi in questo modo mi consente di spingere i miei limiti, mi motiva ad allenarmi duramente per portare a termine i progetti e in ultimo è una questione legata alla sensazione di libertà.

Benjamin Védrines - The North Face

Le tue imprese ti fanno sembrare un extra terrestre rispetto ai migliori alpinisti del mondo, hai anche tu qualcuno a cui ispirarti?

E’ molto difficile stilare classifiche dei migliori alpinisti, ognuno può essere il migliore in un certo ambito: la performance endurance, l’abilità a muoversi su terreno verticale, sul ghiaccio, la velocità. Io in passato sono stato parecchio ispirato dallo stile di Ueli Steck, che non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Oggi sento di essere io stesso di ispirazione ad alpinisti di nuova generazione e questo mi piace, le mie esperienze, la mia crescita si riflettono nella crescita di altre persone, di altri alpinisti.

Sempre a proposito del tuo livello, riesci ancora a condividere il tuo alpinismo con dei compagni di cordata o il tuo futuro alpinistico è destinato alle solitarie?

Amo entrambe le possibilità, mi piace essere solo per la calma e il silenzio come per la connessione che si viene a creare con la natura, con il terreno, con l’energia della montagna, le mie sensazioni e il mio corpo. Per me è importante ricaricare le batterie e apprezzare questi momenti in solitudine così come amo condividere le mie avventure con un partner, ritrovarsi attaccati alla stessa corda. E’ una sensazione unica al mondo, specialmente mentre si fa sport al massimo livello, si tratta in questo caso di spingere il proprio ego non solo per se stessi ma per il team, ed è una cosa potente.

Benjamin Védrines - The North Face

A 33 anni, dopo aver compiuto un tale numero di imprese straordinarie, il fuoco della motivazione è sotto controllo o brucia più di prima?

Sono molto cambiato rispetto ad una decina di anni fa, quando mi bastava stare lontano dalla montagna un paio di giorni per sentirmi frustrato. Mi fossi trovato qui (la serata DF Sport Specialist e The North Face) allora, mi sarei sentito in gabbia. Ora sono molto in pace, cerco di puntare alla qualità delle scalate più che alla quantità e come alpinista professionista ho la possibilità di dedicarmi ai progetti che mi interessano davvero. Mi sento molto fortunato per il fatto che il mio corpo mi consenta di spingere i miei limiti e ci sono talmente tanti progetti che vorrei portare a termine che devo per forza scegliere. Rispetto al passato voglio prepararmi al meglio per ognuno di essi e questo richiede tempo e dedizione, ma voglio essere sempre al mio meglio e fare grandi cose.

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.