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Notte in tenda a Chamonix: bivacco invernale sotto le stelle davanti al Monte Bianco

di - 18/03/2026

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“Guarda, quel puntino luminoso sopra l’Aiguille du Midi è Giove, lì c’è Betelgeuse e quelle sono le Pleiadi” mi dice Benjamin. Non fosse per la cervicale avrei passato la notte con il naso all’insù, perché uno spettacolo del genere non lo avevo mai visto in vita mia, se non dormendo in barca a vela.

Ma questa volta è stato diverso, ero decisamente più in alto, di fronte al Monte Bianco, 600 m sopra Chamonix.

Chamonix, un luogo che sfugge alle definizioni

Non la definirei una città, tantomeno un villaggio. Mi è difficile definire Chamonix se non con le parole “un posto unico al mondo”. Mentre passeggi per le vie del centro ti imbatti in un ventaglio di personaggi davvero eterogeneo: ricche mogli di uomini d’affari francesi in villeggiatura con l’erede nel passeggino, famiglie di arabi con outfit Gucci, trail runner in pausa colazione che sorseggiano un caffè, sciatori e alpinisti che vanno o tornano da una recente avventura. E sopra, una cupola di parapendii colorati volteggiano silenziosi, come a ricordare che a Chamonix lo sport, sta ad un livello più elevato che altrove.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Ci sono stato diverse volte a Chamonix, Qui ho fatto alpinismo, ski touring, arrampicata, ho dormito in paese, in rifugio, ma mai avrei pensato di passarci la mia prima notte in tenda, in inverno. Per questo quando mi è arrivata la proposta non ho potuto fare a meno di rispondere: ok, facciamolo.

Le condizioni meteo quest’anno rifletto appieno il cambiamento climatico in corso e, a nevicate spaventose, seguono improvvisi innalzamenti delle temperature, tanto che mentre sono sulla strada per Chamonix, le autorità innalzano il pericolo valanghe a 5 su 5, una condizione estremamente rara sulle Alpi. Riprogrammiamo per la settimana successiva e questa volta, svalicando il confine, le premesse sembrano davvero ideali.

Perché farsi accompagnare da una Guida Alpina

La Compagnie del Guides de Chamonix, dove attendo la mia Guida, è la più antica Società di Guide Alpine del mondo, fondata addirittura nel 1821, conta circa 200 iscritti ed è un punto di riferimento internazionale nel campo della sicurezza e della formazione dei professionisti della montagna.

Benjamin è un sorridente ragazzone bretone, sarà lui ad accompagnarmi in questa nuova avventura.

L’idea è di vivere un’avventura outdoor nella sua interezza, ossia: muoversi in auto-sufficienza fino ad una location ideale, allestire il basecamp, cenare e dormire in ambiente. Ok, in primis il mio zaino è troppo piccolo per trasportare tutto, quindi travasiamo i miei effetti personali in uno zaino più capiente, dovranno starci anche: saccopelo, tenda, materassino gonfiabile e una pala. Benjamin oltre a questi stessi articoli porterà il cibo e il fornello a gas.

Partiamo in direzione Les Houches per poi salire i tornanti fino alla frazione di Le Bettey. Qui, al parcheggio ci aspetta Astrid, il mio contatto dell’Ufficio del Turismo di Chamonix, ci terrà compagnia per tutto l’hiking.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Il versante in cui ci troviamo si presta particolarmente a questo tipo di attività, Benjamin lo ha scelto tenendo conto di diversi parametri: ha una vista spettacolare su tutto il massiccio del Monte Bianco, è piuttosto sicuro dal punto di vista delle valanghe, ci sono zone riparate dal vento e non ci sono infrastrutture come gli impianti di risalita.

Poco prima di addentrarci nel bosco incrociamo le ultime baite, oggi sono case vacanza di qualche fortunato turista ma un tempo erano baite abitate dai pastori locali. Le costruzioni in legno ad incastro erano pensate per poter essere smontate, spostate e rimontate in funzione della presenza o meno del pascolo disponibile. L’incredibile ingegno umano!

Benjamin mi fa notare un sacco di particolari, legati alla flora e alla geologia. Affidarsi alle Guide non solo aumenta drasticamente il fattore sicurezza, la loro formazione fa si che siano in grado di dare anche un sacco di informazioni sul territorio, dalla geologia appunto, a flora e fauna fino alla storia, di cui lui in particolare è un grade appassionato.

Mentre il dislivello scorre sotto le nostre ciaspole incrociamo diversi hikers in discesa, è metà pomeriggio, chiaramente se non si ha l’obiettivo di bivaccare in quota è il momento di scendere.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Facciamo pausa in una radura nel bosco, una zona piatta fra gli alberi ricoperta di neve fresca. Siamo in una sorta di passo, da qui si vedono le cime di un’altra catena e mentre sorseggiamo un tè caldo con qualche biscotto al burro recuperiamo le energie.

Siamo a metà della salita, circa 300 m, carichiamo di nuovo gli zaini in spalla e ricominciamo a salire. Quando Astrid e Benjamin parlano veloci in francese mi riesce difficile capire ma la mia mente è assorbita da tutto ciò che mi circonda. I boschi sono luoghi magici e lasciare andare la fantasia è rilassante e rasserenante al tempo stesso.

Alla quota di 500 m circa la foresta si apre, il panorama si apre all’improvviso e copriamo gli ultimi 100 m di dislivello che ci separano dal pianoro scelto per bivaccare.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Un campo tendato di fronte al Monte Bianco

Benjamin mi dà istruzioni su come aiutarlo a realizzare il basecamp. Con le ciaspole ai piedi (le toglieremo solo per andare a dormire) spianiamo due piazzole rendendo la neve compatta, poi rapidamente montiamo le due tende e buttiamo al loro interno tutta la nostra attrezzatura. Con la pala, scavando nella neve, Benjamin realizza una panca e un tavolo per cucinare, poi salutata Astrid, restiamo soli.

Pace. Il silenzio è rotto soltanto dal gracchiare di qualche uccello d’alta quota e un paio di volte dai boati delle valanghe sul versante opposto. Il massiccio del Monte Bianco inizia a tingersi di rosa mano a mano che il sole tramonta verso ovest, non mi ero mai trovato in un luogo del genere, in un momento del genere. Di solito in montagna al tramonto, mi rifugio in un luogo chiuso, sicuro, caldo, mentre qui siamo nella natura, per restarci, per viverla in modo totale. Questo è l’outdoor, l’outdoor vero.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Benjamin ha pensato a tutto, e mentre scatto fotografie e clip video, lui prepara un aperitivo a base di salame, anacardi e vino bianco locale.Un brindisi e tante chiacchiere mentre sul fornello iniziano a cuocersi i funghi, poi, una volta scolati, nella pentola ci finisce il tris di formaggi per la fonduta, uno dei miei piatti preferiti.

Un perfetto quarto di luna brilla allo zenit amplificando la luce delle nostre frontali e, ad ogni pausa, ci guardiamo attorno affascinati da tanta bellezza.

Sono circa le 21.00 quando spegniamo il fornello, la cena finisce dopo un paio di fette di plumcake. Ci alziamo “da tavola” guardando ancora una volta il panorama, poi aiutato da una app Benjamin mi indica stelle, pianeti e costellazioni.

E’ una coperta di diamanti quella che abbiamo sopra la testa.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Tolte le ciaspole e un po’ di strati di abbigliamento ci infialiamo nei nostri saccopelo, salutandoci attraverso le sottili pareti sintetiche dei nostri ripari e augurandoci la buona notte.

Domani mattina torneremo sui nostri passi immergendoci in quel magico bosco, incontrando due cerbiatti, un grande scoiattolo nero e le impronte di un lupo. Ma tutto questo ancora non lo sappiamo, per ora possiamo solo sognarlo sotto questo cielo pieno di stelle.

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Prova l’ebbrezza di un campo tendato

Se ami la montagna in inverno, ti piace ciaspolare e vuoi provare un’esperienza totalizzante come questa, non devi fare altro che prenotare con la Compagnia delle Guide di Chamonix 😉

Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni
Campo tendato Chamonix
Foto: Marco Melloni

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.