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Suunto Core 2, la recensione: cosa cambia davvero rispetto al Core del 2007 | Review

di - 03/09/2026

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Dopo quasi vent’anni Suunto aggiorna uno dei suoi orologi outdoor più iconici. Il nuovo Core 2 conserva la filosofia ABC del modello originale, ma introduce maggiore resistenza, un display più leggibile, Bluetooth e nuove funzioni. Ecco cosa cambia davvero.

Ci sono prodotti che il mercato tende a sostituire rapidamente e altri che, invece, diventano punti di riferimento. Il Suunto Core appartiene alla seconda categoria.

Nato nel 2007, il celebre orologio outdoor di Suunto ha costruito la propria reputazione su una formula tanto semplice quanto efficace: altimetro, barometro e bussola, racchiusi in un dispositivo autonomo, resistente e soprattutto non dipendente dal GPS o dalla ricarica quotidiana.

Quasi vent’anni dopo arriva Suunto Core 2. Il nome lascia intuire una continuità precisa e, guardandolo per la prima volta, la sensazione è proprio quella di trovarsi davanti a un’evoluzione più che a una rivoluzione.

Le dimensioni sono infatti quasi identiche, mentre la filosofia di utilizzo rimane quella di un orologio outdoor tradizionale, non di uno smartwatch. Ma sotto questa continuità estetica sono diversi gli elementi che sono stati aggiornati.

La domanda, quindi, è inevitabile: quanto è cambiato davvero il Core in quasi vent’anni?

Suunto Core 2: quasi vent’anni dopo, la stessa filosofia outdoor

Il confronto con il modello originale parte da un dato significativo: Suunto non ha cercato di trasformare il Core in qualcosa che non è.

Il Core 2 continua a essere uno strumento pensato per chi frequenta la montagna e l’ambiente outdoor e vuole avere al polso informazioni essenziali come quota, pressione atmosferica, direzione e condizioni meteorologiche.

Non ci sono GPS, touchscreen, cardiofrequenzimetro o funzioni tipiche degli smartwatch. Il Bluetooth introdotto sul Core 2 serve principalmente alla sincronizzazione con Suunto App e agli aggiornamenti, mentre l’orologio può continuare a funzionare autonomamente anche senza connessione.

È una scelta precisa: la tecnologia viene aggiunta dove può essere utile, senza diventare il centro dell’esperienza.

Design e costruzione: cambia poco, ma cambia bene

A livello dimensionale, il Core 2 rimane sorprendentemente fedele al progetto originale.

Il nuovo modello misura 49 × 49 × 14,84 mm, mentre il Core misura 49,1 × 49,1 × 14,5 mm. Una differenza praticamente impercettibile al polso.

Il Core 2 pesa 74 grammi con cinturino, mentre il Core All Black originale si attestava a 64 grammi. Il peso varia comunque in funzione della versione del vecchio Core: Suunto proponeva infatti configurazioni con cinturini differenti.

La cassa del Core 2 rimane in composito, ma la ghiera (ruotabile nei due sensi) passa all’acciaio inossidabile conservando le tacche fluorescenti e le indicazioni dei gradi della bussola e il cinturino è in silicone.

Anche la protezione del display viene aggiornata: Suunto indica un vetro Corning Gorilla Glass nella scheda prodotto, mentre la documentazione tecnica del Core riporta genericamente “mineral glass”. Il dato interessante, al di là della terminologia, è che il nuovo modello è stato progettato per offrire una maggiore robustezza nell’utilizzo outdoor.

Il salto più evidente riguarda però l’impermeabilità: dai 30 metri del Core originale si passa ai 100 metri / 10 ATM del Core 2.

Il nuovo Core 2 è inoltre dichiarato conforme allo standard MIL-STD-810H, un ulteriore indicatore della volontà di renderlo più adatto a condizioni d’uso impegnative.

Suunto core 2 vs Suunto Core
Suunto Core 2 2026 VS Suunto Core 2007

Altimetro, barometro e bussola: il cuore del Core rimane intatto

È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera operazione.

Nel 2007 Suunto Core aveva già costruito la propria identità intorno al sistema ABC: Altimeter, Barometer, Compass. Nel Core 2 questa architettura non viene abbandonata, ma affinata.

L’altimetro del modello originale aveva un range da -500 a 9.000 metri, con risoluzione di un metro. Il Core 2 estende il range da -100 a 10.000 metri, mantenendo la risoluzione di un metro.

Anche il barometro mantiene un range di 920-1080 hPa e una risoluzione di 1 hPa.

La bussola digitale conserva invece una risoluzione di 1 grado.

In altre parole, Suunto non ha inseguito una rivoluzione tecnologica nelle funzioni fondamentali: ha mantenuto proprio ciò che ha reso il Core un prodotto riconoscibile.

È una scelta che ha senso soprattutto per l’utilizzatore outdoor che considera l’orologio uno strumento di orientamento e lettura dell’ambiente, più che un centro di raccolta di dati sportivi.

I vari quadranti di Suunto Core 2: altimetro, barometro, bussola, profondimetro, countdown, sincronizzazione con l’app

Un curioso passo indietro: il profondimetro

Nel confronto diretto emerge però anche una differenza curiosa.

Il vecchio Core disponeva di un profondimetro con indicazione fino a 10 metri, pensato per lo snorkeling. Il Core 2 porta invece la profondità raccomandata a 2 metri.

È quindi importante non confondere la maggiore impermeabilità del nuovo modello con una maggiore vocazione subacquea: i 100 metri di resistenza all’acqua non trasformano il Core 2 in un computer da immersione.

Display e leggibilità: il salto più evidente

È probabilmente il cambiamento che si percepisce immediatamente utilizzando i due orologi uno accanto all’altro.

Il Core originale utilizza un display a matrice con retroilluminazione elettroluminescente. Il Core 2 introduce invece un display LED da 1,3 pollici, con maggiore luminosità e contrasto.

La retroilluminazione diventa inoltre rossa e verde, configurabile in funzione delle esigenze.

È un aggiornamento particolarmente interessante per chi utilizza l’orologio in condizioni di luce variabile, al crepuscolo o durante le attività notturne.

Il display non cerca di imitare quello di uno smartwatch: rimane un’interfaccia semplice, leggibile e funzionale.

Ed è probabilmente proprio questa semplicità a rappresentare uno dei punti di forza del Core 2.

Batteria: ancora niente caricatore

Qui il Core 2 dimostra quanto sia fedele al progetto originale.

Il Core del 2007 utilizzava una batteria CR2032 sostituibile dall’utente, con un’autonomia dichiarata di circa un anno in condizioni normali.

Il Core 2 utilizza una CR3032, anch’essa sostituibile, e arriva fino a 15 mesi di autonomia in modalità orologio.

È una caratteristica che può sembrare anacronistica nell’epoca degli smartwatch, ma nell’outdoor rappresenta invece un vantaggio concreto.

Non serve ricordarsi di ricaricare l’orologio prima di un’escursione, non serve portarsi dietro un cavo e non bisogna pianificare l’autonomia in funzione della durata dell’attività.

Il Core 2 può semplicemente rimanere al polso.

Dal Core al Core 2: arrivano Bluetooth, contapassi e fasi lunari

La grande novità tecnologica è naturalmente il Bluetooth.

Il Core originale era completamente autonomo. Il Core 2 può invece dialogare con Suunto App per sincronizzare i dati e ricevere aggiornamenti firmware.

La connessione, però, rimane un elemento secondario: l’orologio non diventa improvvisamente uno smartwatch.

Sono state aggiunte anche alcune funzioni che nel 2007 non erano previste, tra cui contapassi e indicazione delle fasi lunari.

Si tratta di aggiunte interessanti, ma non sono queste a definire il Core 2.

La sua identità continua a essere legata al mondo outdoor.

Suunto Core 2 vs Suunto Core: il confronto tecnico

CaratteristicaSuunto CoreSuunto Core 2
Dimensioni49,1 × 49,1 × 14,5 mm49 × 49 × 14,84 mm
Peso64 g circa*74 g con cinturino
CassaCompositoComposito
GhieraAlluminioAcciaio inox
VetroMineraleCorning Gorilla Glass**
Impermeabilità30 m100 m / 10 ATM
BatteriaCR2032CR3032
Autonomiacirca 12 mesifino a 15 mesi
Altimetro-500 / 9.000 m-100 / 10.000 m
Barometro920-1080 hPa920-1080 hPa
BussolaDigitale, 1°Digitale, 1°
Profondimetrofino a 10 mfino a 2 m
DisplayMatrixLED, 1,3″
RetroilluminazioneElettroluminescenteRossa + verde
BluetoothNo
Suunto AppNo
ContapassiNo
Fasi lunariNo
GPSNoNo

*Il peso del Core varia in base alla versione e ai materiali. Il Core All Black era indicato a 64 g.
**La pagina prodotto Suunto indica Corning Gorilla Glass, mentre la scheda tecnica riporta “mineral glass”.

La nostra valutazione: evoluzione senza tradimento

Il Suunto Core 2 non è una rivoluzione e probabilmente non vuole esserlo.

La sua forza sta proprio nel fatto che, quasi vent’anni dopo il debutto del Core originale, Suunto ha scelto di non tradire la formula di partenza.

Le dimensioni sono praticamente identiche. Altimetro, barometro e bussola rimangono il cuore del dispositivo. La batteria continua a essere sostituibile e l’orologio non richiede una ricarica quotidiana.

Ma tutto ciò che poteva essere migliorato è stato aggiornato: maggiore impermeabilità, nuova costruzione, display più luminoso, retroilluminazione più versatile, autonomia più lunga e, finalmente, connettività Bluetooth.

È quindi un prodotto interessante soprattutto per chi non cerca uno smartwatch, ma uno strumento outdoor essenziale e autonomo, con qualche comodità tecnologica in più.

Design? Fedele alla filosofia originale ma aggiornato al gusto e alla funzionalità richieste oggi. Curioso come l’evoluzione tecnica dei Suunto sia andata di pari passo con la scelta di design sempre più minimalisti ma alla fine Suunto Core 2, con un prezzo sotto i 200,00, esprima il design più accattivante del catalogo (a nostro parere). Forse a quell’estetica minimalista scelta a rappresentare il brand finlandese manca quella nota di design che fa battere il cuore.

Per chi possiede ancora un Core del 2007, il passaggio non è obbligatorio: il vecchio modello continua a fare esattamente ciò per cui è stato progettato.

Ma se il Core originale rappresentava la filosofia outdoor di Suunto alla fine degli anni Duemila, il Core 2 ne rappresenta una versione aggiornata al 2026, senza perdere il carattere che lo ha reso un’icona.

E forse è proprio questo il suo risultato più riuscito: dopo quasi vent’anni, il Core è ancora un Core.

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Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.