Scarpa Alien Sky e Alien Ultra, ovvero…Il nome Alien del brand di Asolo è pronto ad invadere il mondo dei trail runner! A fine agosto, Scarpa ha presentato in anteprima mondiale due modelli di calzature da trail running che riscrivono la storia del marchio di Asolo. Chamonix, durante la settimana dell’UTMB, si è dimostrata location perfetta per presentare al mondo le due grandi novità. Scarpa Alien Ultra e Alien Sky sono due modelli molto differenti tra loro, sviluppati per ambienti e utilizzi diversi, ma accomunati dalla stessa filosofia: portare nella corsa in montagna il patrimonio tecnologico e prestazionale che ha reso Alien un riferimento assoluto nello sci alpinismo agonistico.

Alien, la storia dello sci alpinismo “max performance”
Per chi segue il marchio di Asolo, infatti, Alien non è un nome qualunque. È la piattaforma che negli anni ha accompagnato alcuni dei più importanti successi internazionali di Scarpa nello scialpinismo race, un settore nel quale l’azienda ha costruito una posizione di primo piano grazie a prodotti diventati sinonimo di leggerezza, efficienza e innovazione, ma soprattutto ha occupato i podii degli eventi race più famosi al mondo

Sport differenti, DNA comune
La scelta di trasferire questo nome nel running rappresenta quindi molto più di un semplice lancio commerciale. Alien diventa un contenitore tecnologico destinato a interpretare due modi diversi di affrontare la montagna correndo: quello delle ultra distanze moderne con la Alien Ultra e quello delle gare tecniche ad alta componente verticale con la Alien Sky.


A sx, la Alien Ultra, con una base di appoggio maggiore, votata alle lunghe distanze. A destra la Alien Sky, più leggera e minimale, perfetta per la verticalità delle creste
300 Sky…30 Ultra
Le due scarpe sono state presentate a Chamonix in una serie limitata e numerata di appena 300 paia per modello, una sorta di anteprima esclusiva di ciò che vedremo svilupparsi nei prossimi mesi.


300 paia per modello, due limited edition che fanno gola a molti!
La parola al brand
Nel corso della presentazione di Chamonix, abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Orrico, Product Manager Alpine Running di Scarpa, che ha spiegato come Alien Ultra e Alien Sky rappresentino qualcosa di completamente nuovo all’interno della proposta trail del marchio.
“Stiamo parlando di qualcosa di straordinario, non solo per noi come brand, ma anche per il mercato e per chi le proverà. Alien Ultra e Alien Sky sono due scarpe che vedono ambienti diversi dove la performance e il limite vengono sempre spinti al massimo.”
Una dichiarazione che aiuta a comprendere la filosofia alla base del progetto. Non un unico modello capace di adattarsi a ogni situazione, ma due strumenti differenti progettati per esigenze altrettanto diverse.
Due modelli “specialistici”
Per Orrico il concetto di performance passa soprattutto dalla specializzazione, due modelli che risultano assolutamente complementari. Dove finisce uno, inizia l’altro e viceversa.
“Alien Ultra è stata sviluppata per creare una sorta di flow della corsa, una bolla di velocità. Ma dobbiamo ricordarci che parliamo di una scarpa destinata alle ultra, quindi a terreni che presentano anche tecnicità, non soltanto sezioni facili e corribili. Per questo abbiamo lavorato per ottenere un equilibrio tra ritorno di energia e stabilità.”
Discorso differente per Alien Sky, che nasce invece per affrontare i contesti più tecnici dell’ambiente alpino.
“Alien Sky è fatta per mordere il terreno. È pensata per correre sulle vette, per le Sky Marathon, per i vertical e per tutti quei percorsi dove l’appoggio diventa la tua sicurezza e dove ogni centimetro guadagnato sul terreno conta.”
Alien, un nome che nello sci alpinismo è leggenda!
Ma forse l’aspetto più significativo riguarda proprio il nome scelto per accompagnare il progetto. Alien non nasce infatti nel running, ma rappresenta una delle piattaforme più iconiche nella storia recente di Scarpa, legata al mondo dello sci alpinismo agonistico e alla ricerca della massima efficienza in gara.
Patrimonio tecnico e culturale
Con Alien Ultra e Alien Sky quel patrimonio tecnico e culturale viene oggi trasferito nella corsa in montagna, con l’ambizione di costruire una nuova famiglia di prodotti dedicata agli atleti che cercano prestazioni elevate tanto nelle ultra veloci quanto nelle competizioni più tecniche.
Alien Ultra: velocità e continuità sulle lunghe distanze
Alien Ultra nasce per il trail running di lunga percorrenza, dove la capacità di mantenere un ritmo elevato per molte ore diventa un fattore determinante tanto quanto la protezione e la gestione della fatica.


Misure vitali
Il modello pesa 295 grammi, presenta un drop di 6 mm e uno stack di 38 mm al tallone e 32 mm all’avampiede. Numeri importanti ma non estremi, scelti per mantenere un equilibrio tra ammortizzazione, stabilità e sensibilità sul terreno.

Costruzione a sandwich
Il cuore del progetto è costituito da una costruzione a sandwich composta da due strati di schiuma supercritica in TPU alifatico e da un elemento centrale in Pebax caricato al carbonio. Non si tratta della classica piastra rigida continua ormai diffusa nel settore, ma di una struttura che lavora in modo più adattivo per accompagnare il movimento del piede e contribuire alla stabilità.

L’obiettivo dichiarato da Scarpa è creare una scarpa capace di generare elevato ritorno di energia senza compromettere il controllo, aspetto particolarmente importante quando una gara alterna sezioni veloci e corribili a passaggi più tecnici.
Più che inseguire l’effetto trampolino, Alien Ultra cerca quindi di costruire una corsa fluida e continua, quella che Francesco Orrico definisce una vera e propria “bolla di velocità”.
Alien Sky: precisione per skyrace e terreni tecnici
Se Alien Ultra è pensata per coprire grandi distanze, Alien Sky rappresenta l’anima più tecnica e aggressiva della nuova famiglia.


Misure vitali
Il peso scende a 245 grammi, mentre l’altezza da terra passa a 26 mm sul tallone e 20 mm sull’avampiede, mantenendo invariato il drop di 6 mm.

Precisione e sicurezza
L’idea alla base del progetto è semplice: offrire massima precisione e sicurezza nei contesti dove appoggi, cambi di direzione e capacità di leggere il terreno fanno la differenza. Sky marathon, vertical e percorsi alpini tecnici sono il terreno di elezione di questa scarpa.

Protezione ben bilanciata
Nonostante il profilo più basso, le prime sensazioni sono quelle di una protezione ben bilanciata, sufficiente a filtrare le asperità senza isolare completamente il runner dal terreno.

Suola Vibram Megagrip
A completare il progetto troviamo una suola Vibram Megagrip con tasselli da 4 mm. Oltre alla mescola, Scarpa ha lavorato sulla geometria e sulla distribuzione degli elementi di trazione per migliorare sia la fase di spinta sia quella di frenata, aspetti fondamentali quando si corre su roccia, terreno smosso o pendenze elevate.

Due scarpe, una sola filosofia
La novità più interessante emersa a Chamonix è probabilmente proprio questa. Scarpa non ha cercato di sviluppare un modello universale, ma ha scelto di declinare il concetto Alien in due direzioni complementari.
Alien Ultra interpreta il mondo delle ultra moderne, sempre più veloci e corribili. Alien Sky guarda invece ai percorsi tecnici dove precisione, sensibilità e capacità di reazione restano elementi imprescindibili.
In entrambi i casi l’obiettivo rimane lo stesso: trasferire nel running lo spirito performance che ha reso Alien uno dei nomi più riconoscibili e apprezzati nel panorama dello sci alpinismo agonistico.


Arrivederci al test completo
La presentazione di Chamonix è soltanto il primo capitolo di questa storia. Le versioni Limited Edition da 300 paia per modello rappresentano infatti un assaggio di una famiglia destinata a svilupparsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Alien Sky, test in progress
Per quanto mi riguarda, il lavoro vero comincia adesso. Ho già avuto l’opportunità di percorrere una cinquantina di chilometri con Alien Sky su sentiero e le sensazioni iniziali sono decisamente interessanti. Ma come sempre accade quando si parla di scarpe max performance, per dare un giudizio complessivo occorre attendere ancora qualche giorno.

Ci rivediamo molto presto…
Alien Sky è già entrata nel programma test di 4Running Magazine e nelle prossime settimane la porterò su terreni più impegnativi, aumentando distanza, dislivello e difficoltà tecnica. Saranno il campo e i chilometri a dire se il nome Alien ha trovato anche nel trail running la stessa credibilità che negli anni si è costruito nello sci alpinismo, ma non ho dubbi che sarà così! L’appuntamento è quindi a breve con il test completo.





