Da oggi, 14 ottobre, torna in Italia l’OCEAN Film Festival World Tour Italia, la rassegna internazionale che racconta il rapporto tra oceano, sport, esplorazione e ambiente. La decima edizione propone 22 appuntamenti in tutta Italia e sei film internazionali, tra storie di avventura, biodiversità e conservazione marina.
Tra i titoli in programma c’è A Dragon’s Dance, il cortometraggio documentario del filmmaker australiano Dean Spraakman, che conduce lo spettatore nelle acque dell’Australia meridionale per assistere a uno degli eventi più rari e delicati della vita marina: il trasferimento delle uova tra due draghi marini fogliati.
A Dragon’s Dance: cinque anni per catturare un momento raro della natura
Cinque anni di immersioni, osservazione e attesa per documentare pochi istanti di straordinaria delicatezza. È il percorso che ha portato Dean Spraakman a realizzare A Dragon’s Dance, documentario di cinque minuti prodotto tra il 2024 e il 2025, dedicato a una delle creature più enigmatiche delle acque australiane.
Il progetto nasce dall’incontro del regista con un drago marino fogliato maschio che trasportava una covata di uova. Un’immagine capace di aprire una finestra su un comportamento animale tanto affascinante quanto difficile da osservare. Da quel momento, Spraakman decide di dedicare anni di ricerca, immersioni e riprese allo studio di questi animali, aspettando l’occasione di documentare una fase fondamentale del loro ciclo riproduttivo.
La natura, però, non segue copioni. Le lunghe attese non sempre restituiscono i risultati sperati e ogni immersione richiede pazienza, tempo e risorse. Proprio questa ricerca, fatta di tentativi e osservazione silenziosa, diventa parte integrante del racconto.
Il risultato è un’esperienza visiva immersiva, sospesa tra documentario naturalistico e poesia sottomarina. Le immagini seguono il delicato passaggio delle uova dalla femmina al maschio, trasformando un evento biologico in una sorta di danza lenta, in cui movimento, luce e silenzio contribuiscono a rivelare la complessità della vita marina.
Più che limitarsi a mostrare una specie rara, A Dragon’s Dance invita a fermarsi e osservare. La colonna sonora accompagna le immagini senza interromperne la dimensione contemplativa, mentre il movimento quasi impercettibile degli animali restituisce tutta la fragilità di un equilibrio naturale costruito nel tempo.
La meraviglia visiva lascia così spazio a una riflessione più ampia: conoscere queste creature significa anche comprendere quanto siano vulnerabili gli ecosistemi che le ospitano. Al centro del film c’è infatti la necessità di proteggere la biodiversità marina e la Grande Barriera Corallina Meridionale australiana, un ambiente prezioso la cui conservazione è sempre più importante.

Dean Spraakman: raccontare la natura attraverso le immagini
Il lavoro di Dean Spraakman esplora il rapporto tra esperienza umana, natura, immaginazione e memoria culturale. Il suo approccio privilegia la dimensione visiva ed emotiva del racconto, con una particolare attenzione all’atmosfera e alla capacità delle immagini di trasmettere sensazioni che vanno oltre le parole.
In A Dragon’s Dance, questa sensibilità prende forma attraverso un documentario che rinuncia ai ritmi della divulgazione tradizionale per costruire un’esperienza sensoriale. Il movimento degli animali, la luce filtrata dall’acqua e la pazienza necessaria per osservare un comportamento tanto raro diventano gli elementi principali della narrazione.
La scelta di concentrarsi su un singolo momento permette al regista di amplificare il significato di un gesto naturale. Il trasferimento delle uova non è soltanto una fase della riproduzione, ma un’occasione per avvicinarsi a una forma di vita poco conosciuta e riscoprire la poesia che si nasconde nei processi più silenziosi della natura.

Il drago marino fogliato: un maestro del mimetismo
Il protagonista di A Dragon’s Dance è il drago marino fogliato (Phycodurus eques), una specie strettamente imparentata con i cavallucci marini e i pesci ago. Vive esclusivamente nelle acque temperate dell’Australia meridionale e della Tasmania ed è considerato uno dei simboli più affascinanti della biodiversità marina australiana.
Può raggiungere i 45 centimetri di lunghezza e presenta appendici simili a foglie che gli consentono di mimetizzarsi tra alghe e praterie marine. Il suo aspetto insolito non è soltanto una caratteristica estetica: rappresenta un efficace adattamento all’ambiente, che lo rende difficile da individuare per i predatori.
Il suo modo di nuotare è altrettanto particolare. Si muove in posizione orizzontale grazie alle pinne pettorali, situate vicino al collo, e alla pinna dorsale, mentre il lungo muso tubolare gli permette di aspirare piccoli crostacei e plancton.
Ma è soprattutto la riproduzione a renderlo straordinario. Come accade nei cavallucci marini, è il maschio a occuparsi delle uova: la femmina può depositarne fino a 250 sulla parte inferiore della sua coda, dove vengono incubate per circa quattro-sei settimane. Dopo la schiusa, i piccoli diventano indipendenti e devono affrontare un ambiente ricco di insidie. Solo una piccola parte riesce a raggiungere l’età adulta.
Oggi il drago marino fogliato è esposto alle pressioni legate alla perdita di habitat, all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. La sua sopravvivenza è strettamente connessa alla salute degli ecosistemi costieri in cui vive: proteggere questi ambienti significa preservare non soltanto una specie iconica, ma anche le complesse relazioni che sostengono la vita marina.

OCEAN Film Festival: dieci anni di cinema, oceano e avventura
La presenza di A Dragon’s Dance si inserisce nella decima edizione dell’OCEAN Film Festival World Tour Italia, che nel 2026 propone sei film dedicati alle diverse dimensioni dell’oceano.
La selezione comprende storie di sport, esplorazione, biodiversità e conservazione. Da The Raftsmen, dedicato a una straordinaria traversata del Pacifico su zattere di legno di balsa, a Stone Biter – Saving the Arctic Sea Forests, sulle foreste marine di kelp della Norvegia settentrionale; da Tainá, ritratto della surfista brasiliana Tainá Hinckel, a The Granny Grommets, che racconta un gruppo di donne tra i 50 e gli 80 anni alle prese con le onde e gli stereotipi legati all’età. Completa il programma Ride of a Lifetime, dedicato al surfista Alo Slebir e al sogno di affrontare la grande onda di Mavericks.
Il tour conta 22 appuntamenti in tutta Italia, con nuove tappe a Rovereto e Catanzaro. Alcune serate saranno arricchite dalla presenza di protagonisti del mondo del mare, dello sport, della scienza e dell’esplorazione: a Milano sarà ospite Alex Bellini, mentre a Cagliari è previsto l’incontro con il Team Luna Rossa.
Con A Dragon’s Dance, il festival invita a guardare l’oceano da una prospettiva diversa, lontana dalle imprese spettacolari e dai grandi gesti sportivi. Bastano cinque minuti e il movimento quasi impercettibile di una creatura marina per ricordare che la meraviglia della natura si nasconde spesso nei suoi momenti più silenziosi. E che imparare a osservare è anche il primo passo per imparare a proteggere.
CALENDARIO OCEAN FILM FESTIVAL WORLD TOUR ITALIA 2026
- 14 ottobre – Milano (Teatro Carcano) e pre-evento gratuito “Blue Voices” con Alex Bellini
- 19 ottobre – Bologna (Cinema Arlecchino)
- 19 ottobre – Torino (Cinema Massimo)
- 20 ottobre – Genova (The Space Cinema Porto Antico)
- 21 ottobre – Monza (Capitol Anteo SpazioCinema)
- 21 ottobre – Trieste (Cinema Ariston)
- 22 ottobre – Pavia (Cinema Politeama)
- 22 ottobre – Udine (Cinema Visionario)
- 24 ottobre – Catanzaro (Cinema Teatro Il Comunale) NUOVA TAPPA
- 26 ottobre – Pesaro (Cinema Loreto)
- 27 ottobre – Pescara (Cinema Massimo)
- 27 ottobre – Rovereto (Sala della Filarmonica) NUOVA TAPPA
- 28 ottobre – Ancona (Cinema Azzurro)
- 28 ottobre – Padova (Sala Fronte del Porto)
- 29 ottobre – Como (Cinema Astra)
- 29 ottobre – Cesena (Cinema Eliseo)
- 29 ottobre –Cagliari(Teatro delle saline) e pre-evento gratuito “Blue Voices” con team Luna Rossa e Ogyre
- 3 novembre – Roma (The Space Cinema Moderno)
- 5 novembre – Livorno (Cinema La Gran Guardia)
- 6 novembre – Sesto Fiorentino (Cinema Grotta)
- 10 novembre – Bari (AncheCinema)
- 12 novembre – Napoli (Cinema America Hall)







