Formula Kite o Wingfoil: quale futuro per la vela a Brisbane 2032?
Il Formula Kite potrebbe lasciare il programma olimpico dopo sole due edizioni (Parigi 2024 e Los Angeles 2028) per fare spazio al Wingfoil a partire da Brisbane 2032. Questa prospettiva ha acceso un acceso dibattito: quanto tempo deve avere una disciplina per consolidarsi prima di essere giudicata?
Il grido d’allarme di Lauriane Nolot
A guidare la protesta è Lauriane Nolot, argento a Parigi e tre volte campionessa mondiale. In una lettera aperta a World Sailing, la Nolot chiede di non interrompere un percorso iniziato da poco. Un ciclo di soli otto anni è considerato troppo breve per ripagare gli investimenti di federazioni, club e giovani atleti che sognano i Giochi.
Kite: punti di forza e criticità
Il Kite è la disciplina più veloce delle Olimpiadi, ma soffre di alcuni problemi strutturali evidenziati dai report ufficiali:
- Visibilità TV: Difficile da seguire per il grande pubblico e soggetta a ritardi per il vento.
- Costi e logistica: Attrezzature costose e necessità di sostituzioni frequenti.
- Salute delle atlete: Un tema critico riguarda la necessità per le donne di aumentare il peso corporeo per essere competitive, con rischi documentati per la salute.
L’ascesa del Wingfoil
L’alternativa proposta è il FreeFly-Slalom (Wingfoil), un formato pensato per la TV: regate brevi (2-4 minuti), spettacolari e comprensibili. Nonostante il grande seguito sui social, il Wingfoil è però ancora considerato “immaturo” dal punto di vista tecnico e dei percorsi di crescita agonistica.
La decisione di World Sailing
Il processo di revisione è già in atto. Nel 2025, il Kite è finito sotto osservazione insieme al 470 e al Nacra 17. Le raccomandazioni attuali suggeriscono la sostituzione del Kite con il Wingfoil maschile e femminile. La decisione finale passerà dall’assemblea generale di Qingdao (16-21 novembre) e dovrà poi essere ratificata dal CIO.
L’impatto sull’Italia
La questione tocca da vicino l’Italia, che nel Formula Kite vanta eccellenze mondiali come Riccardo Pianosi, Velista dell’Anno 2026. Un’esclusione da Brisbane 2032 priverebbe una generazione di talenti del proprio orizzonte sportivo principale.
Conclusione
La sfida per World Sailing non è solo scegliere tra due ali, ma decidere che tipo di vela promuovere: una vela che protegge la continuità e gli investimenti o una vela pronta a cambiare pelle rapidamente per inseguire lo spettacolo televisivo. Quanto tempo serve davvero a una nuova disciplina per dimostrare il suo valore?






