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Yeman Crippa, un argento che sa di New York…

di - 03/11/2026

Yeman Crippa all'arrivo delle mezza maratona di Napoli con il nuovo record italiano di 59.01.
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Durante il recente weekend, la New York City Marathon ci ha regalato qualcosa di unico, l’italiano Yeman Crippa ha ottenuto il secondo posto assoluto, lottando fin dalle prime fasi per la vittoria finale, ma è questo è solo l’inizio di una gran bella storia di atletica…

Yeman Crippa all'arrivo delle mezza maratona di Napoli con il nuovo record italiano di 59.01.
Yeman Crippa all’arrivo della mezza maratona di Napoli con il nuovo record italiano di 59.01.

Il peso di un argento

L’italiano raggiunge il secondo gradino più alto del podio, grazie ad una condotta di gara esemplare e sempre in attacco. 42 chilometri a dir poco perfetti, durante i quali il giovane e ambizioso trentino non ha mai dato alcun segno di cedimento. Una spinta costante, metro dopo metro, un’azione di corsa sempre efficace, per arrivare a pochi chilometri dal traguardo e giocarsi la vittoria finale. Davanti a lui, all’arrivo di Central Park, solo un altro atleta, semplicemente un po’ più bravo di lui, che lo ha superato per soli 13 secondi. A vincere infatti lo svedese Andreas Almgren, altrettanto giovane e altrettanto ambizioso. Un podio generato da una gara spettacolare, sia sotto il profilo tecnico più puro, che quello umano. Chi ha corso ieri a New York, lo ha fatto da vero eroe. E Crippa è tra questi, perché ieri ha dimostrato definitivamente di essere un maratoneta vero, tanto di gambe, che ieri hanno funzionato alla grande, quanto di testa, che ieri ha funzionato ancora meglio. Un risultato che conferma la bontà del lavoro svolto da tutto il suo team negli ultimi anni. E se qualcuno guarda alla maratona di ieri come ad un risultato e basta, dimentica ciò che l’atleta di origini etiopi, italiano da sempre, ha ottenuto realmente.

L’uomo oltre l’atleta

Eh sì, è proprio vero. Ci sono atleti che diventano personaggi perché vincono qualcosa. E ce ne sono altri che lo sono già, molto tempo prima di vincere. Il secondo posto alla maratona di New York si limita a metterlo in evidenza. Yeman Crippa appartiene alla seconda categoria, e per capire perché bisogna partire da molto prima di Central Park, ovvero, da quel giorno in cui…

Yeman è ambassador del brand Sportlab
Yeman è ambassador del brand Sportlab

Partiamo dall’inizio

Yemaneberhan, nome che in amarico significa «braccio destro di Dio», nasce a Dessiè, in Etiopia, il 15 ottobre 1996. La guerra civile e una malattia infettiva portano via a lui e ai suoi fratelli i genitori e lo separano dalla famiglia d’origine. Insieme ad alcuni fratelli finisce in un orfanotrofio di Addis Abeba, a circa 400 chilometri da casa. «Sentivo il clacson fuori e speravo fossero i miei zii che venivano a riprendermi», ha raccontato. «Mi avevano promesso che sarei stato lì solo per un po’. Invece non lo sapevo ancora, ma stavo per essere adottato».

2003, l’arrivo in Italia

Nel 2003 raggiunge l’Italia, dopo essere stato adottato insieme ai fratelli da una coppia di milanesi, Roberto e Luisa Crippa, trasferiti da poco in Trentino. «E’ in Trentino che ho visto la neve per la prima volta. Mi sembrava di essere in paradiso». Per Yeman arrivare in Italia è come iniziare una nuova vita: «Sono partito dal nulla. E per me avere dei vestiti e dei libri di scuola in Trentino è stato già tantissimo. Oggi mi sento un ragazzo fortunato ad essere stato adottato e questa che sto vivendo, in fondo, è la mia seconda vita».

Il calcio, ma poi…

Yeman inizia a giocare a calcio, ma poi, grazie alle prime gare di atletica a scuola, tra la quinta elementare e la prima media, viene iscritto nell’Atletica Valchiese, con cui rimane tesserato dal 2007 al 2011. Nelgi anni successivi l’atletica diventa il suo sport e appena maggiorenne entra ufficialmente in Polizia, nelle Fiamme Oro, e si trasferisce definitivamente a Trento, dove vive tuttora, sotto la guida del tecnico Massimo Pegoretti.

Un ragazzo come tanti

Fuori dalla pista di atletica e dal mondo delle competizioni, Yeman è un ragazzo come tanti altri. Se la performance e la voglia di stare davanti sono due caratteristiche che lo contraddistinguono in gara, nel quotidiano vive di abitudini comuni. La musica come hobby, la fidanzata Sofia e il desiderio, un giorno, di poter mettere su famiglia.

Il secondo posto di New York

Analizzando con attenzione il podio di domenica, Crippa ha fatto davvero qualcosa di straordinario. La vittoria dello svedese Almgren è stata ottenuta in una vera e propria giornata di grazia, che dà un valore superiore all’impresa del giovane trentino, giunto alle sue spalle e staccato di soli 13 secondi. Crippa ha dovuto tenere duro fino all’ultimo metro, perché poco dietro, proprio nelle ultime fasi della gara, mentre iniziava ad assaporare il gusto di un secondo posto stratosferico, il lesotho Kamohelo Mofolo e il keniano Benson Kipruto, se le davano di santa ragione, a suon di secondi ovviamente, giungendo sula linea del traguardo praticamente fianco a fianco. Con Kipruto che cedeva mal volentieri la terza piazza per appena un secondo. Tra il primo e il quarto arrivato, poco più di 25 secondi, che danno l’esatta percezione del livello tecnico della gara di New York. C’è stata una classifica, è vero, ma avrebbero tranquillamente potuto vincere in cinque, indifferentemente. Chi ha vinto domenica, lo ha fatto lottando ad armi pari con chi, anche se solo per una manciata di secondi, è finito giù dal gradino più alto del podio. Chi corre lo sa, questa è la dura realtà della 42k, o la si ama, o la si odia! Ma torniamo a Crippa che, giusto per dare un po’ di dati statistici, è il settimo italiano a salire sul podio di New York e il miglior piazzamento azzurro da trent’anni a questa parte, dalla lontana vittoria di Giacomo Leone nel 1996.

Una gara costruita, metro dopo metro

Il secondo posto di ieri non nasce certo per caso. Al di là dei risultati tecnici incredibili che il giovane trantino ha inanellato negli ultimi tre anni, a New York Yeman voleva fare davvero bene e ci stava pensando da un bel po’…Le settimane precedenti, tra impegno social e interviste, lo vedevano già protagonista della grande mela dei giorni scorsi. Letteralmente divorata, galleggiando con un’azione di corsa incredibilmente fluida ed efficace per tutta la lunghezza del percorso. Un podio programmato già dieci giorni prima, con il suo arrivo a New York per studiare ogni metro di asfalto con grande precisione, perché nulla, ma proprio nulla, doveva essere lasciato al caso. Un lavoro di avvicinamento estremamente meticoloso da parte di tutto il suo team, protagonista insieme al trentino di un’impresa a dir poco memorabile. Nei giorni precedenti, Crippa ha studiato il percorso per sviluppare la strategia e una condotta di gara che domenica gli hanno dato ragione.

La gara, niente più che una gara…

La gara, sin dalle prime fasi, ha visto un gruppetto piuttosto nutrito di atleti rimanere compatto sino al 20° chilometro con ben 23 atleti a menare le gambe, tra cui ovviamente Yeman. Una tattica collettiva, che ha permesso ad un gruppetto ancora compattdo di arrivare sino al 35°. Da lì in poi, si è deciso tutto. Al 37° l’americano Conner Mantz cede. Poi il ritmo di Kipruto spezza ulteriormente il gruppo, riducendo la testa a tre uomini. Crippa ovviamente sempre lì, a fianco di Almgren, preparando la volata finale. Fino al 41° chilometro da parte di entrambi nessun segno di cedimento. Poi, a poco più di un chilometro dalla fine Almgren ne ha ancora un po’ e prova a cambiare marcia, Crippa ci prova, ma i metri del distacco aumentano. La stoccata decisiva dello svedese ha rimesso ordine le cose, regalando al giovane italiano un risultato incredibile e le sue parole lo dimostrano: «Quando siamo rimasti in tre e infine in due, ho realizzato che stava arrivando la mia giornata»

Dopo Parigi, ecco New York

A chi più volte in passato ha ritenuto che Crippa, per caratteristiche fisiche e distanze precedenti, non sarebbe mai andato forte in maratona, l’atleta trentino risponde con risultati concreti. Dopo la vittoria alla maratona di Parigi dello scorso 12 aprile, con il personale di 2h05’18” e primo italiano a imporsi nella capitale francese, ecco arrivare il secondo posto di domenica, ultimo passo di un percorso in cui Crippa, già primatista italiano su pista e su strada, oro europeo dei 10.000 nel 2022 e della mezza maratona nel 2024, ha scelto davvero la maratona come disciplina assoluta.

Grazie Yeman

La conclusione è quasi ovvia. Oggi l’argento di Yeman pesa molto di più di una classifica. Crippa non ha avuto bisogno di vincere per diventare un personaggio: lo era già, e a New York lo ha dimostrato davanti al mondo.

Grazie uomo!

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”