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A Monza il tentativo mondiale di maratona

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Prima di tutto la notizia, nuda e cruda: ieri all’autodromo di Monza è stato svolto un test generale per il prossimo tentativo di record mondiale di maratona maschile e assalto al muro delle 2 ore, organizzato dalla Nike con i suoi atleti-testimonial Eliud Kipchoge (il kenyano olimpionico a Rio), l’eritreo Zersenay Tadese (primatista mondiale della mezza maratona) e l’etiope Lelisa Desisa, grande specialista dei 42,195 km due volte vincitore a Boston. Il test era sulla mezza maratona e il migliore è stato Kipchoge in un notevole 59’17”, tempo comunque ufficioso mentre Tadese ha chiuso in 59’41” e Desisa più lontano in 1h02’55”.

La partenza dell'allenamento cronometrato (foto Runner's World)

Fin qui la notizia, che però non dice tutto perché il test era soprattutto riservato a tutto l’enorme apparato che la Nike ha messo in piedi per la riuscita dello storico evento: nulla verrà lasciato al caso a cominciare dalla vestizione dei campioni, con scarpe con solette speciali in carbonio, pantaloncini e maglietta a compressione sulla pelle per aumentare l’aerodinamicità (un po’ come avveniva per i body del nuoto che hanno rivoluzionato le tabelle record, salvo poi essere messi fuorilegge perché troppo influenzanti la prestazione dell’uomo…), addirittura placche adesive ai polpacci che a qualcuno hanno ricordato gli alettoni delle Formula Uno. E poi studi sul cibo, le bevande, il percorso che più piatto e filante non si può… Per questo progetto i tre atleti in questione (ieri accompagnati da altri atleti africani in veste di pacer/sparring partner) hanno messo da parte ogni ambizione di vittoria in classiche o prove titolate in questa stagione, donandosi anima e corpo alla scienza. La Nike ha investito tantissimo, dal punto di vista dell’immagine prima ancora che economicamente e ha ufficializzato che sarà proprio a Monza il tentativo di record. Intanto l’altro grande colosso sportivo-calzaturiero, l’Adidas, è pronto a scatenare i suoi cavalli di razza, i tre ultimi primatisti mondiali, i kenyani Patrick Makau, Wilson Kipsang e l’attuale detentore Dennis Kimetto, seguendo un cammino parallelo. Il muro delle 2 ore è il grande bersaglio dell’atletica del nuovo millennio: sarà, ma non si era detto che lo spettacolo dell’atletica deve tornare alla sfida “uomo contro uomo” piuttosto che contro il cronometro?