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Arrampicata in fessura: tutto ciò che ti serve sapere

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arrampicata in fessura

Lo scorso luglio siamo arrivati in Valle dell’Orco sotto la pioggia. Era già quasi buio e si vedeva poco, ma le pareti di granito si distinguevano perfettamente: sembrava fossero sul punto di riversarsi sulla strada. Placche, vie lunghe e diedri spaziali, ma il vero piatto forte per me è stata l’arrampicata in fessura.

Avevo passato le ultime settimane a sfogliare la guida e a guardare tutorial degli incastri su YouTube, sapevo a memoria tutti i settori della valle, e non vedevo l’ora di toccare il granito e provare a fare questa cosa del tutto nuova.

Benvenuti a Incastrolandia

L’arrampicata in fessura in sé e per sé è tornata in voga nell’Europa continentale negli ultimi anni.

Questa ha poco e niente a che vedere con gli altri stili di arrampicata: “tenersi” serve a poco, non ci sono prese utilizzabili e l’unico modo per salire è sfruttare i vuoti. Spaccature con le facce perfettamente parallele in cui incastrare mani, piedi, gomiti, a volte anche tutto il corpo. Ce n’è di tutte le dimensioni e per tutti i gusti.

Il tipo di incastro varia da persona a persona a seconda delle dimensioni del corpo, non esistono due climbers che scaleranno una fessura nello stesso modo e che la troveranno ugualmente difficile.

 

Le stesse fessure che usi per salire, le usi per piazzare i friend. In Valle dell’Orco, ad esempio, pochissime fessure sono spittate: elemento che aggiunge sale (o panico?) alla scalata e lascia le pareti come mamma (natura) le ha fatte.

Per chi come me vuole provare emozioni forti ma non troppo: molte vie sono scalabili in top-rope, specialmente le meno proteggibili.

 

arrampicata in fessura

Dove far fessure in Italia

Se vuoi fare arrampicata in fessura in Italia, una buona idea potrebbe essere andare in Piemonte. La sopracitata Valle dell’Orco (che a me personalmente ha rubato il cuore, si era capito?) è uno dei santuari delle fessure.

Una sperduta valle alpina, un gelido fiume dove fare il bagno, mitiche pareti di granito come il Sergent e il Caporal, una miriade di blocchi staccati solcati da fessure di tutte le taglie. Non mancano vie lunghe storiche e famose, come Nautilus con il suo famoso camino.

 

Periodo Migliore

Il periodo migliore per scalare sarebbe da maggio a ottobre, ma immagino che molto dipenda dall’annata e dalla fortuna.

Noi siamo andati a luglio e, inutile dirlo, abbiamo trovato un freddo polare specialmente i primi giorni. Ha però sempre piovuto al massimo per mezza giornata, così che siamo riusciti comunque a scalare grazie alla rapida asciugatura del granito e dei nostri poveri (e sempre molto umidi) vestiti. E, quasi dimenticavo, grazie alla tettoia gentilmente offerta dal Camping la Peschiera ai piedi del Sergent.

 

La Valle dell’Orco è anche stata il teatro del Nuovo Mattino, un fondamentale pezzo di storia dell’alpinismo europeo. Questo è un movimento iniziato negli anni Settanta che nega l’alpinismo classico ed eroico, volto alla sofferenza e al raggiungimento della vetta a qualsiasi prezzo. Gian Piero Motti e gli altri alpinisti del Nuovo Mattino avevano il gusto della trasgressione e l’intento di trarre piacere dall’attività dell’arrampicata, non sofferenza.

arrampicata in fessura
Paperoga al Sergent e l’accoglienza solare della Valle

 

Qualche altro suggerimento: in Val d’Ossola, sempre in Piemonte, troverai fessure per tutti i gusti in falesie conosciute in tutto il mondo come Cadarese e Yosesigo.

Spostandoti al mare, in Sardegna, Capo Pecora è una location spettacolare: una struttura di granito a due passi dal mare. Le condizioni sono influenzate dal vento e dal mare, e solo le soste sono a spit: anche qui, non farti mancare i friend!

“Andiamo a donare sangue alle fessure”

Maurizio Oviglia ha risposto così alla mia curiosità riguardo gli aneddoti sull’arrampicata in fessura in Italia.

Un mio caro amico scomparso di recente è stato il mio primo compagno di scalate su questo tipo di terreno, nei primi anni ottanta. Lui diceva sempre “andiamo a donare sangue alle fessure” perché allora era una vera lotta, non c’era nessun piacere ad arrampicarle ma era più una sofferenza.

Però per lui era una grande passione e ancora oggi vedo ragazzi e anche molte ragazze che si innamorano di questo tipo di scalata in maniera totalizzante. Diventa quasi un’ossessione. Non è piacevole, si soffre, ma continua ad affascinare. È a mio parere più simile ad un’ arte marziale piuttosto che a uno sport: non basta allenarsi, bisogna imparare tutte le mosse, applicarsi, studiare.

Ebbene questo amico, saputo che stavo per pubblicare un libro dedicato alle fessure in Orco, voleva assolutamente che raccontassi per ognuna un aneddoto. Una fessura, diceva, non è una via di arrampicata sportiva. Ha una sua identità, una sua storia, è una linea univoca. Non la disegni tu ma è una creazione di Madre Natura. Dietro ognuna di quelle fessure c’è una storia e tu le conosci tutte.

 

Quello che personalmente mi ha colpito di più di questo tipo di arrampicata è la cattiveria: gli incastri fanno male nonostante i guantini, e tu sei lì che avanzi centimetro dopo centimetro con mani e polsi sempre più scorticati.

C’è solo da stringere i denti e ripetere un movimento che nelle braccia hai già. Un gesto primitivo e che dà assuefazione, una sensazione che provi e non dimentichi. Appena tocchi terra con i piedi, ancora appeso alla corda, non vedi l’ora di provarla di nuovo, insieme a quel fascio di adrenalina che ti scintilla sulla punta dei capelli.

 

arrampicata in fessura
Fessura della Disperazione: indicare ma non toccare

 

 

 

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