Pubblicità
Home Outdoor Itinerari Atlante dei Cammini: Via Francigena Toscana
Pubblicità

Atlante dei Cammini: Via Francigena Toscana

0
Loc. Caparzo, Buonconvento (SI), Toscana, Italia, Europa

Parte di uno fra i cammini più famosi al mondo che collega Canterbury (GB) a Montefiascone (Roma), la Via Francigena Toscana si articola in 16 tappe, lungo un percorso di 394,48 Km totali (la seconda per lunghezza fra quelle proposte n.d.r.). Si parte dal Passo della Cisa per arrivare ad Acquapendente, potendo scegliere un paio di varianti lungo il percorso.

Dal Passo della Cisa alle ultime terre di Radicofani, la Francigena Toscana attraversa tutta la regione e ne coglie le infinite sfumature naturalistiche e culturali, seguendo le prime tracce del diario di viaggio dell’Arcivescovo Sigerico.

 

Un Cammino Storico

Pellegrini, mercanti e viaggiatori hanno percorso nei secoli il cammino della Via Francigena, l’antica direttrice europea che partendo dall’Inghilterra arriva alla capitale italiana, attraverso 394 km di terre toscane.

 

La spina dorsale dell’itinerario è riportata nel diario di viaggio di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che nel 990 d.C. si recò a Roma dal pontefice. Il suo percorso di ritorno, annotato fedelmente, segna la “nascita” della Via Francigena, sebbene il valico d’ingresso che immette in Toscana fosse battuto già dai Longobardi nel VI secolo. Oggi, la Via Francigena Toscana è scandita da 16 tappe più una variante ufficiale che, dal nord al sud della regione, si inoltrano in una grande varietà di paesaggi. La 1a tappa del tragitto toscano corrisponde alla tappa 22 dell’intero itinerario.

 

Il cammino comincia tra l’Appennino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane, dove crescono rigogliosi i boschi della Lunigiana. Dal Passo della Cisa, la via scende verso Pontremoli e Aulla: attraversa mulattiere e ponti medievali, lambendo i borghi fortificati arroccati sui monti, testimoni del vasto dominio che la famiglia Malaspina ebbe in queste terre. Una piccola deviazione in Liguria e poi ancora giù verso Massa, Camaiore e la Versilia, dove i profili delle montagne ancora svettano all’orizzonte. Qui l’aria è pervasa di salsedine, e di tanto in tanto è possibile scorgere il mare.

Lucca e la sua “piana” sono luoghi di storia e tradizioni culinarie. Qui la strada si distende e scivola fino ad Altopascio e San Miniato, dove hanno inizio le terre del tartufo. Poco a poco si entra in Val d’Elsa, terra di piccoli borghi che fanno da contraltare ai giganti del Medioevo: le torri di San Gimignano e Monteriggioni impongono il loro fascino storico sullo skyline del panorama, prima che la città del gotico apra le proprie porte su Piazza del Campo.

Radicofani (SI), Toscana, Italia, Europa

Giunti a Siena, il cammino prosegue su strade bianche che disegnano fluide geometrie tra le colline della Val d’Arbia, e che pian piano cedono il passo ai rilievi della Val d’Orcia. In questa terra punteggiata di fortezze e vasche termali, le strade salgono fino a San Quirico d’Orcia e Radicofani, raggiungendo ampi panorami su un territorio che si fa più aspro, e si prepara a lasciare la Toscana.

 

Le 16 tappe

  • 22 Passo della Cisa – Pontremoli
  • 23 Pontremoli – Aulla
  • 24 Aulla – Sarzana
  • 25 Sarzana – Massa
  • 26 Massa – Camaiore
  • 27 Camaiore – Lucca
  • 28 Lucca – Altopascio
  • 29 Altopascio – San Miniato
  • 30 San Miniato – Gambassi Terme
  • 31 Gambassi Terme – San Gimignano
  • 32 San Gimignano – Monteriggioni
  • 33 Monteriggioni – Siena
  • 34 Siena – Ponte d’Arbia
  • 35 Ponte d’Arbia – San Quirico d’Orcia
  • 36 San Quirico d’Orcia – Radicofani
  • 36 (Variante per Abbadia San Salvatore)
  • 37 Radicofani – Aquapendente

 

Tappa 22 | Passo della Cisa – Pontremoli

  • Lughezza totale: 19,57 KM
  • Durata: 5 h
  • Difficoltà: molto impegnativa
  • Dislivello in salita: 527 m
  • Dislivello in discesa: 1.327 m
  • Quota massima: 1.108 m
  • Traccia GPX – KLM

La Via Francigena Toscana ha inizio con la ventiduesima tappa del cammino, in prossimità del valico montano della Cisa. Entra nei territori rigogliosi della Lunigiana superando il crinale appenninico e oltrepassando l’arco in legno con su scritto “Porta Toscana della Francigena”, e da qui saluta il Santuario di Nostra Signora della Guardia prima di iniziare la discesa nella Valle del Magra.

Ci si immerge in un paesaggio verde e vivo, dalle caratteristiche tipicamente montane; fitti boschi abbracciano antiche pievi e piccoli borghi fortificati dove il tempo sembra scorrere più lentamente per poterli preservare. Il suggestivo ponte romanico di Groppodalosio, con le pietre solide che hanno superato i secoli, segna la metà del percorso, che continua in un saliscendi fino a raggiungere Pontremoli: qui la storia più antica è avvolta nel mistero delle Statue Stele, mentre nella chiesa di San Pietro è conservato il labirinto, simbolo e testimonianza dei pellegrinaggi in Terra Santa.

 

Tappa 23 | Pontremoli – Aulla

  • Lughezza totale: 32,12 Km
  • Durata: 7,20 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 386 m
  • Dislivello in discesa: 565 m
  • Quota massima: 250 m
  • Traccia GPX – KLM

Dopo aver lasciato Pontremoli alle spalle, la Via Francigena Toscana procede sui sentieri che corrono nel verde della Lunigiana, regno di foreste e castelli: le antiche fortezze raccontano l’ascesa, il dominio e il declino della nobile famiglia Malaspina, che a lungo si contese queste terre con i vescovi di Luni.

Numerosi borghi dal fascino medievale si alternano lungo il percorso, come Ponticello, un dedalo di archi e gallerie in cui sono incastonate le compatte case-torri, secolari abitazioni fortificate. La Pieve romanica di Santo Stefano a Sorano segna l’ingresso a Filattiera, e proseguendo si raggiungono piccole gemme come Filetto e Virgoletta.

@regionetoscana

Un lungo tratto pavimentato conduce verso i luoghi finali della tappa, e il Castello di Terrarossa — tra le più grandi residenze dei Malaspina — annuncia la vicinanza ad Aulla: qui l’Abbazia di San Caprasio attende l’arrivo dei pellegrini al punto-tappa, così come fu una sosta anche per l’Arcivescovo Sigerico.

 

Tappa 24 – Aulla – Sarzana

  • Lughezza totale: 17,44 Km
  • Durata: 5 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 608 m
  • Dislivello in discesa: 646 m
  • Quota massima: 539 m
  • Traccia GPX – KLM

Il cammino dell’antica Via Francigena non saluta subito la cittadina di Aulla: la Fortezza della Brunella, poco distante, si impone allo sguardo con le mura massicce e i bastioni possenti, che sembrano voler sottolineare la sua secolare importanza sulla Via Francigena.

Una volta oltrepassato il castello, l’itinerario si immerge nuovamente nei boschi e segue sentieri tortuosi che di tanto in tanto si aprono sul panorama delle cime Apuane. È qui che si incontrano i borghi arroccati di Bibola e Caprigliola, quest’ultimo riconoscibile per la particolare torre cilindrica, segno di ciò che resta della residenza dei vescovi di Luni.

Se, in lontananza, il Castello Malaspina di Fosdinovo ancora vigila sul suo borgo, poco resta del Castello della Brina, i cui ruderi si sono integrati con la natura circostante. In questi territori, tra le pietre e le foreste, la Via Francigena Toscana offre il primo scorcio sulla distesa blu del Mar Tirreno.

 

Tappa 25 | Sarzana – Massa

  • Lughezza totale: 28,49 Km
  • Durata: 7 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 586 m
  • Dislivello in discesa: 544 m
  • Quota massima: – m
  • Traccia GPX – KLM

Da Sarzana il cammino procede principalmente su strade asfaltate che costeggiano i campi e le colline ricoperte di filari. Si avanza in direzione del mare, finché il profumo di salsedine rivela che si è prossimi a Luni, un antico insediamento nato come porto romano, di cui rimangono un’area archeologica e un nome che si è fatto strada nella storia locale. Poco oltre questo piccolo centro la strada incontra il borgo di Avenza, dove la torre di Castruccio si erge imponente nel suo assetto medievale, mostrando i segni dei secoli trascorsi.

In lontananza, il profilo delle montagne incornicia il cammino fino a Massa, che accoglie i pellegrini con la sua storia, i monumenti, e gli edifici che guardano il mare. Dall’alto del Castello Malaspina la città si dispiega fino al Tirreno, e la facciata rossa del Palazzo Ducale spicca nel perimetro degli alberi di Piazza Aranci. La Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco osserva coloro che arrivano al punto-tappa di Piazza Duomo, e a chi entra offre lo spettacolo di opere d’arte senza tempo.

Tappa 26 | Massa – Camaiore

  • Lughezza totale: 26 Km
  • Durata: 6 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 410 m
  • Dislivello in discesa: 412 m
  • Quota massima: – m
  • Traccia GPX – KLM

Lasciata Massa alle spalle, l’itinerario si dirige nelle lande della Versilia, che si distendono tra il Mar Tirreno e i rilievi apuani. Non molto lontano dalla città si incontra il Castello Aghinolfi, antica fortezza in posizione panoramica che per secoli è stata un punto strategico sulla Via Francigena. Il borgo di Seravezza, poco distante dal tracciato, è il luogo dove due torrenti si uniscono per dar vita al fiume Versilia; qui si trova il Palazzo Mediceo, la cui struttura imponente è stata dichiarata Patrimonio UNESCO.

@regionetoscana

Giunti a Pietrasanta, il mondo della scultura si svela ad ogni passo: nota come la “Piccola Atene”, la cittadina conserva l’arte della lavorazione del bronzo e del marmo, e numerosi artisti di fama internazionale hanno scelto i suoi laboratori per la creazione delle proprie opere. Il solo camminare nel centro storico, definito “zona a traffico artistico”, mostra quanto la scultura faccia parte del tessuto urbano.

Dopo aver attraversato piccoli borghi arroccati come Monteggiori, la Via Francigena Toscana raggiunge Camaiore, dove la Badia di San Pietro veglia immota da secoli.

 

Tappa 27 | Camaiore – Lucca

  • Lughezza totale: 24,88 Km
  • Durata: 6 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 238 m
  • Dislivello in discesa: 286 m
  • Quota massima: 286 m
  • Traccia GPX – KLM

Oltrepassata la Badia San Pietro e ciò che resta dell’antico complesso monastico, si lascia Camaiore. La Via Francigena torna a colorarsi di verde: il tragitto, principalmente pavimentato, si snoda tra i fitti boschi che vestono le pendici delle montagne, e che di tanto in tanto consentono allo sguardo di spaziare sul panorama. Si sale fino al borgo di Monte Magno, un tempo vedetta sulla Via Francigena e sulla valle della Freddana, da cui la strada passa per arrivare a Valpromaro, prima di entrare nuovamente nelle foreste.

@regionetoscana

Il fiume Serchio segna l’avvicinarsi all’arrivo: dopo averlo attraversato percorrendo il Ponte San Pietro, in poco tempo si raggiunge la “città delle cento chiese”, a cui si accede passando dall’antica Porta San Donato. Il centro storico di Lucca, racchiuso tra le mura cinquecentesche, è uno scrigno di tesori; nel Duomo di San Martino si trova il prezioso Volto Santo, un antichissimo crocifisso ligneo; la tradizione vuole che Nicodemo lo scolpì basandosi sul reale volto di Gesù. Su una parete esterna si trova il labirinto, misterioso simbolo dei pellegrini.

Tappa 28 | Lucca – Altopascio

  • Lughezza totale: 18,6 Km
  • Durata: 4 h
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello in salita: 30 m
  • Dislivello in discesa: 30 m
  • Quota massima: 24 m
  • Traccia GPX – KLM

Pianure, campi ed edifici storico-religiosi caratterizzano il percorso pianeggiante che si dispiega davanti ai pellegrini dopo aver lasciato la città di Lucca. Uno dei primi centri che si incontra è Capannori, con il suo “Labirinto del Pellegrino”; i dintorni sono disseminati di castelli medievali ed eleganti ville rinascimentali, e nelle campagne si trova anche la Quercia delle Streghe, maestoso albero secolare da cui pare che Collodi abbia tratto ispirazione per una delle vicende di Pinocchio. Il tracciato conduce poi a Porcari, che in località Torretta offre una vista panoramica sulla Piana di Lucca. Da qui, con una breve deviazione, si raggiunge l’antica chiesa di Badia Pozzeveri, e la vicina area archeologica.

Il tragitto fino al punto-tappa è breve, e lungo la strada si prova ad immaginare i tempi in cui i pellegrini percorrevano la Via Francigena Toscana cercando un rifugio per la notte, al sicuro dai briganti che scorrazzavano in queste terre. Punto di sosta era lo Spedale di Altopascio, dove l’ordine monastico dei Cavalieri del Tau accoglieva i viandanti offrendo cure mediche, e il pane famoso ancora oggi.

 

Tappa 29 | Altopascio – San Miniato

  • Lughezza totale: 29,5 Km
  • Durata: 6 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 283 m
  • Dislivello in discesa: 173 m
  • Quota massima: 130 m
  • Traccia GPX – KLM

Il selciato originale della Via Francigena Toscana caratterizza la tappa che parte da Altopascio: all’altezza di Galleno si cammina sulla stessa strada dove nei secoli hanno transitato innumerevoli viandanti, pellegrini e mercanti, alternando lunghi tratti di percorso sterrato ad aree pavimentate. L’itinerario procede costeggiando l’area naturale delle Cerbaie, popolata da una rigogliosa vegetazione che accompagna una buona parte del cammino, per arrivare a Ponte a Cappiano. Il ponte mediceo che si incontra alle porte del paese era in origine fortificato, e ricopriva una posizione strategica sulla Via Francigena e sull’area circostante, dove un tempo si estendevano vaste aree umide. Di queste paludi bonificate resta una testimonianza nel Padule di Fucecchio, cittadina che si raggiunge poco dopo.

Padule di Fucecchio – @regionetoscana

Superato l’Arno, l’arrivo si avvicina. San Miniato, già tappa di Sigerico, accoglie con i suoi pregiati tartufi e la sua storia antica, tramandata nei nomi di importanti edifici storici come la Rocca di Federico II e la Torre di Matilde, annessa alla Cattedrale.

 

Tappa 30 | San Miniato – Gambassi Terme

  • Lughezza totale: 23,7 Km
  • Durata: 6 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 406 m
  • Dislivello in discesa: 231 m
  • Quota massima: 305 m
  • Traccia GPX – KLM

Lasciata San Miniato il panorama inizia a distendersi, e i rilievi montuosi scompaiono per cedere il posto a dolci colline verdeggianti. Lungo le strade bianche appaiono file di cipressi, e la vista spazia sulla campagna e sulle vigne. Si procede su percorsi sterrati in un territorio punteggiato di pievi e complessi abbaziali, dove il passato resiste all’incedere del tempo. Numerosi luoghi di culto che si incontrano lungo il tragitto testimoniano il passaggio dell’Arcivescovo Sigerico, come le pievi di Coiano e di Santa Maria Assunta a Chianni, quest’ultima vicina all’arrivo, mentre a Montaione, non lontano dal tracciato della Via Francigena Toscana, il complesso di San Vivaldo riproduce la topografia di Gerusalemme, richiamando l’esperienza del pellegrinaggio in Terra Santa.

@regionetoscana

La Chiesa del Cristo Re di Gambassi Terme sancisce l’arrivo al punto-tappa, in una cittadina a cui le benefiche acque termali hanno contribuito a dare il nome, e dove vive con forza l’arte vetraria.

 

Tappa 31 | Gambassi Terme – San Gimignano

  • Lughezza totale: 13,3 Km
  • Durata: 3 h
  • Difficoltà: facile
  • Dislivello in salita: 344 m
  • Dislivello in discesa: 329 m
  • Quota massima: 388 m
  • Traccia GPX – KLM

I crinali della Val d’Elsa contraddistinguono il tragitto che parte da Gambassi Terme, e che si snoda lungo strade bianche e sentieri che serpeggiano nella campagna. Lunghi filari di vite in file parallele scandiscono i profili delle colline, lasciando talvolta il posto a vasti prati. La natura è protagonista, e il primo borgo si incontra a circa metà del percorso, quando il territorio inizia ad essere disseminato di edifici storici.

@regionetoscana

La Via Francigena Toscana passa sotto al Santuario di Pancole, con l’intonaco chiaro che spicca sul tracciato, in delicato contrasto con il verde delle colline e la pietra del borgo. Si prosegue in compagnia di ulivi argentei e panorami su un mare di colline, fino a raggiungere il viale alberato che conduce alla Pieve di Cellole: la facciata in stile romanico si rivela poco a poco, protetta da un piccolo bosco di cipressi, e tutto intorno è campagna. Ma è giungendo a San Gimignano, patria della Vernaccia e dello zafferano, che il Medioevo si rivela in tutta la sua grandiosità, e dall’alto delle antiche torri ricorda i secoli passati.

 

Tappa 32 | San Gimignano – Monteriggioni

  • Lughezza totale: 31 Km
  • Durata: 7,30 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 513 m
  • Dislivello in discesa: 563 m
  • Quota massima: 320 m
  • Traccia GPX – KLM

Il viaggio insiste su strade sterrate che percorrono la Val d’Elsa e la valle del fiume Foci, in un paesaggio dove continui saliscendi nascondono e rivelano la linea dell’orizzonte. Le tracce del passato sono evidenti: passo dopo passo ci si imbatte in chiese romaniche, piccoli borghi di stampo medievale e suggestivi complessi religiosi. L’antica Abbazia di Santa Maria a Coneo si innalza a circa metà percorso, mentre la pieve romanica di San Martino testimonia le origini lontane del borgo di Strove, che un tempo era un castello sulla Via Francigena.

@regionetoscana

Il complesso di Abbadia a Isola sorge ai piedi del Castello di Monteriggioni, e nel piccolo chiostro i secoli passati sembrano essere più vicini. Il nome del luogo fa riferimento ad un tempo in cui nella zona si stendeva un’area lacustre e paludosa, e ai pellegrini l’abbazia appariva galleggiante sulle acque. Un breve tratto nel bosco offre riparo nell’ultima parte dell’itinerario, e improvvisamente la corona di torri di Monteriggioni appare alla vista. Nelle mura medievali, imponenti e solide, ancora permane l’idea dantesca di giganti affondati nel terreno.

In questa tappa è possibile deviare verso Colle Val d’Elsa.

 

Tappa 33 | Monteriggioni – Siena

  • Lughezza totale: 20,6 Km
  • Durata: 4,30 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 330 m
  • Dislivello in discesa: 282 m
  • Quota massima: 354 m
  • Traccia GPX – KLM

Una volta lasciata alle spalle le torri e la cerchia muraria di Monteriggioni, la Via Francigena Toscana si fa largo tra sentieri e strade pavimentate, costeggiando muretti a secco e prati tranquilli. Il Castello della Chiocciola e il Castello della Villa si affacciano sull’antico cammino, con le loro torri che si innalzano ad annunciarne la presenza. Superando le fortezze si raggiunge la vasta pianura di Pian del Lago, e i prati verdi non rivelano nulla del passato paludoso della zona.

Monteriggioni, Via Francigena, Siena Province, Toscana, Italia, Europa – @regionetoscana

Attraverso Porta Camollia si entra nel centro storico di Siena, e percorrendo le strade lastricate con la tipica pietra serena si giunge ad ammirare Piazza del Campo, da cui la Torre del Mangia svetta maestosa. Nella città del gotico medievale tutto sembra parlare di una storia secolare che ha lasciato capolavori come “L’allegoria del Buono e del Cattivo Governo” di Ambrogio Lorenzetti, il pavimento del Duomo, l’antico ospedale del Santa Maria della Scala. Ovunque, nei vicoli nelle piazzette, simboli, colori e fontane parlano di un’identità forte e di tradizioni radicate nella cultura locale.

Tappa 34 | Siena – Ponte d’Arbia

  • Lughezza totale: 25,79 Km
  • Durata: 6,20 h
  • Difficoltà: media
  • Dislivello in salita: 234 m
  • Dislivello in discesa: 408 m
  • Quota massima: 318 m
  • Traccia GPX – KLM

Ininterrotte strade bianche fluiscono passo dopo passo, caratterizzando il percorso che da Siena si inoltra nelle colline della Val d’Arbia. Lo skyline della città del gotico si staglia sul panorama nel tratto iniziale del cammino, prima di cedere il posto ad una distesa di campi e bassi rilievi che sfumano nell’orizzonte.

@regionetoscana

Poco prima di Monteroni d’Arbia si costeggia la Grancia di Cuna, antica fattoria fortificata che sorge sul percorso e testimonia come anticamente il potere del Santa Maria della Scala si estendeva ben oltre i confini della città di Siena. Sfiorando le Crete Senesi il tragitto arriva al borgo fortificato di Lucignano d’Arbia, racchiuso nelle antiche mura: l’antica porta sormontata da una torre ne rivela l’impianto medievale, così come la chiesa romanica di San Giovanni Battista. Ponte d’Arbia, che sorge sul fiume da cui tutta la valle prende il nome, segna il punto d’arrivo della tappa: ci si ferma come fece Sigerico, che nel suo diario di viaggio riporta “XIV Arbia”.

Di tanto in tanto, all’orizzonte, il Monte Amiata saluta i pellegrini.

 

Tappa 35 | Ponte d’Arbia – San Quirico d’Orcia

  • Lughezza totale: 26,25 Km
  • Durata: 6 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 513 m
  • Dislivello in discesa: 258 m
  • Quota massima: 399 m
  • Traccia GPX – KLM

Casolari, file di cipressi e vasti vigneti sono i protagonisti della tappa: da qui, la Via Francigena Toscana inizia a volgere in direzione del Monte Amiata.

@regionetoscana

Lasciato Ponte d’Arbia, il primo tratto del percorso si snoda ancora tra campi e colline delicate, in una delle ultime pianure che si incontrano sulla strada. Il percorso inizia la sua ascesa per giungere a Buonconvento, un borgo fortificato mirabilmente conservato nella sua cerchia muraria. La porta trecentesca introduce in un centro storico fatto di stradine e vicoli coperti, dove si trovano la Chiesa di San Pietro e Paolo e il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia. Torrenieri, da Sigerico chiamata “Turreiner”, avvisa che la metà del percorso è ormai alle spalle, e che si sta per entrare in Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO. A San Quirico d’Orcia, l’arrivo al punto-tappa è sancito dalla Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, con i suoi tre portoni tutti diversi e i molti tesori artistici che contiene. A poca distanza, gli Horti Leonini creano un angolo verde nel centro storico, fatto di sentieri, viali ed eleganti geometrie.

 

Tappa 36 | San Quirico d’Orcia – Radicofani

  • Lughezza totale: 33,02 Km
  • Durata: 7,15 h
  • Difficoltà: molto impegnativa
  • Dislivello in salita: 908 m
  • Dislivello in discesa: 532 m
  • Quota massima: 790 m
  • Traccia GPX – KLM

Nel cuore della Val d’Orcia, la Via Francigena Toscana si snoda alternando tratti pavimentati a strade bianche che serpeggiano tra le colline, e i crinali che disegnano l’orizzonte sono sormontati da file di cipressi e tipici casolari. In un continuo saliscendi si attraversano uliveti e terreni sterminati, inoltrandosi sempre più in una terra vulcanica, culla di sorgenti benefiche.

Vignoni Alta (SI), Toscana, Italia, Europa – @regionetoscana

È in questa tappa che si incontrano il borgo fortificato di Vignoni Alto e la sua controparte termale, Bagno Vignoni, la cui grande vasca ha visto passare santi e personaggi illustri. Nel territorio di Castiglione d’Orcia, la Rocca di Tentennano si innalza maestosa tra le colline, testimone delle mille vicende che vi si sono svolte nel corso dei secoli, tra assedi e miracoli. Ci si inoltra nei territori dell’Amiata costeggiando Bagni San Filippo e le sue terme nel bosco: l’antico vulcano, ormai vicinissimo, veglia sul tragitto dei pellegrini. Quando la Rocca di Radicofani si rivela alla vista, fungendo da guida, la salita si fa dura, ma il panorama ripaga la fatica di giungere al punto-tappa.

Variante per Abbadia San Salvatore

Traccia GPX – KLM

L’itinerario della Via Francigena Toscana si separa dal tracciato principale alcuni chilometri dopo aver superato la piccola frazione di Gallina, e si immette nei boschi che crescono tra Bagni San Filippo e Campiglia d’Orcia, fitti sulla strada che si dirige verso la vetta del Monte Amiata.

Abbadia San Salvatore, il borgo più vicino alla croce monumentale che svetta sulla cima dell’antico vulcano, conserva nel centro storico l’anima del borgo medievale, che ha il suo cuore pulsante nell’antica Abbazia di San Salvatore: nata in una leggenda che affonda le sue radici prima dell’Anno Mille, la chiesa ha conservato per quasi un millennio la Bibbia Amiatina, la più antica copia manoscritta della Bibbia in latino.

@regionetoscana

A chi decide di concludere la tappa a Ponte a Rigo, il percorso riserva una discesa nei territori montani, che corrono lungo gli ultimi chilometri di terre toscane.

Tappa 37 | Radicofani – Aquapendente

  • Lughezza totale: 24 Km
  • Durata: 7 h
  • Difficoltà: impegnativa
  • Dislivello in salita: 220 m
  • Dislivello in discesa: 400 m
  • Quota massima: 780 m
  • Traccia GPX – KLM

L’ultima tappa della Via Francigena Toscana si lascia Radicofani alle spalle e scende lungo strade sterrate circondate dai suggestivi calanchi, creste e depressioni nel terreno che sembrano provenire dalle epoche più remote della Terra. I panorami che si aprono sulle ultime colline della Val d’Orcia a lungo lasciano vedere il Monte Amiata e la Rocca di Radicofani, il silenzio rotto dal rumore dei propri passi. È il dominio della natura.

@visittuscany

All’altezza di Centeno si saluta la Toscana, e l’antica via continua il suo viaggio nel Lazio per raggiungere Acquapendente e, da lì, volgere verso Roma.

 

Guarda la via sull’Atlante dei cammini

@visittuscany

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui