Home Running Eventi Doha sfortunata per gli azzurri della 100

Doha sfortunata per gli azzurri della 100

0

Edizione sfortunata per i colori italiani a Doha per i Mondiali della 100 Km. Le condizioni climatiche e di corsa diverse dal solito non hanno favorito la squadra azzurra che nella competizione notturna, che si disputava su un circuito da 5 km da ripetere ben 20 volte. Il miglior risultato in chiave azzurra è il quinto posto ottenuto nella prova a squadre maschile, dove ci si attendeva l’ennesimo squillo del tre volte iridato Giorgio Calcaterra. Il campione romano ha però accusato problemi fisici sin dalle prime battute, in particolare alle gambe e al fegato, ma ha voluto ugualmente concludere la prova con un tempo superiore alle 8 ore e mezza. Il miglior italiano è risultato così l’ex azzurro di maratona Alberico Di Cecco, ottavo al traguardo in 6h51’14”. Nella gara maschile la prima parte di gara ha visto protagonisti Vasily Larkin e Hideo Nojo, con un ritmo folle che li ha visti passare al 20° sotto il record mondiale. Una tattica che non ha pagato visto che entrambi sono finiti fuori dal podio. La naturale selezione ha portato l’americano Max King al comando dopo il 60° km, una leadership che non avrebbe più mollato per chiudere vittorioso in 6h27’43”, nuovo record americano migliorato di 6 minuti dopo ben 19 anni. Alle sue spalle per la quarta volta lo svedese Jonas Budd ha conquistato la medaglia d’argento, un primato inarrivabile il suo, in 6h32’04” con quasi due minuti recuperati al leader nella fase finale. Terzo lo spagnolo José Antonio Requejo, bronzo europeo lo scorso annom, in 6h37’01” davanti a Nojo (6h39’21” e all’altro giapponese Yoshiki Takada (6h46’47”). Nella classifica a squadre oro agli Usa davanti a Giappone e Gran Bretagna con anche la Svezia davanti ai nostri. Tornando agli italiani, dietro Di Cecco sono giunti Hermann Achmuller, 23° in 7h15’00” e Daniele Palladino, 27° in 7h18’28”

Per la sua prima parte la gara femminile sembrava seguire il copione previsto con la scatenata campionessa uscente americana Amy Sproston solitaria al comando fino al 45°km, ma poi la fatica ha iniziato a farsi sentire e la campionessa statunitense è cresciuta dalle prime posizioni,mentre da dietro è rinvenuta forte la britannica Ellie Greenwood. Il suo vantaggio inizialmente è rimasto pressoché stabile, negli ultimi due giri ha invece incrementato fino a chiudere in 7h30’48” con quasi 8 minuti sulla giapponese Chiyuki Mochizuki, seconda in 7h38’23” per conquistare il suo secondo titolo mondiale. A completare la splendida giornata britannica il bronzo di Jo Zakhzewski, alla quale Doha porta evidentemente fortuna visto che era già sul podio tre settimane prima nello Iau World Trophy sui 50 km, 7h42’02” il suo tempo finale. Fuori dal podio l’altra britannica Jo Meek, per solo 1’35” e la russa Irina Antropova, a 2’24” dal terzo posto. Prima italiana Barbara Cimmarusti, 25esima in 8h46’04”. Scontato l’oro a squadre per la Gran Bretagna, davanti a Giappone e Russia.

 

La vincitrice Ellie Greenwood, in alto un festante Max King dopol'arrivo (foto organizzatori) La vincitrice Ellie Greenwood, in alto un festante Max King dopol’arrivo (foto organizzatori)