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Dolomiti. Il quando, il dove e il perché

di - 10/07/2024

carezza val d'ega collezione salewa puez

Un’estate mai davvero iniziata ci costringeva a scorrere il calendario in cerca di una data plausibile, fra impegni inderogabili e scadenze improcrastinabili; questo riguardava il quando.

Nevicate di fine stagione come mai si erano viste ricoprivano le montagne a quote relativamente modeste, desaturando i paesaggi dei loro vividi colori primaverili. Si trattava di trovare un luogo dall’altitudine non troppo elevata quindi, ma al tempo stesso con le fattezze dell’alta montagna; e ciò riguardava il dove.

Una collezione trekking non comune da provare. Questo semplicemente, riguardava il perché.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Si trattava di non farsi prendere dal panico e così come periodicamente i pianeti del sistema solare si allineano fra loro, così la soluzione si sarebbe naturalmente presentata, rispondendo ai tre quesiti.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Puez, la collezione trekking Salewa, nata in Dolomiti

La collezione, partiamo da qui. Se è vero che le ragioni funzionali e gli ingredient brand hanno uniformato le collezioni dei prodotti per l’outdoor, così come quelle di altri articoli sportivi, è vero anche che brand orientati all’innovazione non smettono mai di fare ricerca, sia per quanto riguarda il design che i materiali. Ciò è particolarmente vero per un brand come Salewa che negli anni ha saputo stupirci, rompendo i canoni di contenuto e stile.

La collezione da trekking Puez non tradisce quindi lo spirito del marchio dell’aquila e anzi ne enfatizza le peculiarità di cui sopra.

Il nostro occhio ne è stato attratto fin dalla presentazione alla stampa: linee originali, colori e materiali ispirati e derivanti dalla natura. “Chissà se è all’altezza delle aspettative” ci domandavamo allora.

Le condizioni in Dolomiti a fine giugno erano ideali, prati fioriti nelle alte valli e una spruzzata di neve residua nei canaloni. Sulle etichette dei capi Puez appena ricevuti notavamo la scritta “Engineered in the Dolomites”. Andare nel Parco delle Odle (Parco naturale Puez Odle n.d.r.) forse sarebbe stato troppo, perché non tornare dove avevamo sciato l’inverno scorso?

Val d’Ega, il terzo pianeta si era appena allineato. Dovevamo partire.

Val di Fassa, Val Gardena, Alta Badia… la Val d’Ega è stata per me una scoperta recente e dopo averla vista ricoperta di neve ero proprio curioso di scoprirla in estate.

Arrivati a Bolzano è ad un tiro di schioppo e il tempo di abbassare il finestrino dell’auto e respirare l’aria fresca alpina, che già si apre davanti agli occhi l’altopiano su cui sorge Carezza. E’ una valle molto ampia, soleggiata, in cui il verde intenso dei prati e delle foreste è interrotto solo dal celebre Lago di Carezza, uno specchio d’acqua pura incastonato in una foresta di abeti.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Un particolare però ricorda subito al visitatore che si trova in Dolomiti, la massiccia presenza del gruppo del Catinaccio e del Latemar a formare una corona sul capo della valle. Campanili di roccia, pareti a strapiombo dagli accenti grigio e giallo. Forme naturali che osserveresti per ore, perché al variare del punto di osservazione o della posizione del sole, mutano di prospettiva, colore ed espressione, attirando lo sguardo o il tocco dei più temerari.

Abbiamo solo due giorni per avventurarci su questi sentieri ma vogliamo riempirci gli occhi e tornare a casa arricchiti.

1° ITINEARIO – Pulpito del Latemar

Imbocchiamo il sentiero al Passo Costalunga dietro alla baita Antermont e lungo la sterrata raggiungiamo la baita Latmor Alm, dove è d’obbligo una sosta per il pranzo. La merenda del contadino a base di speck, formaggio e un bicchiere di Lagrein non possono mancarci prima della fatica. Dopo la baita il sentiero si inoltra nel bosco, un autentico regno delle fate: ranuncoli, muschi fioriti, rododendri e quei meravigliosi abeti, noti anche per la realizzazione dei violini.

Il sole splende sopra di noi e sbucati dal bosco, dove il sentiero si fa pietroso, ci soffermiamo ad ammirare il panorama sul Catinaccio, dalla parte opposta della valle. Qui diventa più ripido ma rapiti da tanta bellezza non ci accorgiamo del nostro passo che si fa pesante. Ancora qualche metro e siamo al Pulpito, un terrazzino artificiale realizzato su questo pinnacolo di roccia, il primo della cresta del Latemar.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Il panorama spazia a 360° e se alla nostra sinistra sembra quasi di toccare le cime di questa catena, di fronte a noi ammiriamo il Catinaccio e dietro di esso la parete sud della Marmolada, il Piz Boè sul Sella e il Sasso Lungo. I colori si fanno più caldi mentre percorriamo il sentiero a ritroso per rientrare a valle.

  • Lunghezza itinerario: 4,0 KM
  • Dislivello: 600 m
  • Alt. Max: 2.330 m
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Foto: Martina Folco Zambelli

2° ITINEARIO – Dal Rif. Paolina al Rif. Fronza alle Coronelle

Il secondo giorno abbiamo più tempo a disposizione e decidiamo di cambiare versante, portandoci sotto al Catinaccio, lungo il sentiero che in quota porta dal Rifugio Paolina al Rif. Fronza alle Coronelle.

Raggiungiamo il primo con la seggiovia, per poi inoltrarci subito nel bosco all’arrivo di essa. Il sentiero corre in costa sotto le pareti a strapiombo del Catinaccio e cascatelle spruzzano di acqua fresca gli escursionisti dalle balze rocciose. Anche oggi ce la prendiamo molto comoda, dovendo fare diverse soste per fotografare.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Il sentiero funge da spartiacque di mondi complementari, quello severo della roccia, dove ferrate e vie d’arrampicata ne tracciano le ruvide superfici, e quello bucolico dei boschi e dei prati dove il cammino può alternarsi alle soste. Aumentiamo il passo in vista del Rifugio, forse perché siamo in ritardo sulla tabella di marcia, o forse semplicemente attirati dal buon pranzo che ci aspetta.

  • Lunghezza itinerario: 4,3 KM
  • Dislivello: 270 m
  • Alt. Max: 2.345 m
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Foto: Martina Folco Zambelli

Una toccata e fuga questi due giorni in Val d’Ega, certo non possiamo di dire di averla conosciuta a fondo. Un’idea tuttavia ce la siamo fatta, ed è un’idea che fa solo venir voglia di tornare, magari per arrampicare su quella dolomia color dell’oro, magari per continuare a camminare lungo quei poetici sentieri, o forse semplicemente per riposarci sulle rive di quel famoso lago dalle sfumature turchesi e smeraldo. Insomma, le scuse non ci mancheranno.

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Foto: Martina Folco Zambelli

We did it with Salewa

I capi che abbiamo utilizzato fanno parte della collezione Puez SS/24 e sono capi sviluppati da Salewa, nel cuore delle Dolomiti, per il trekking.

Design e materiali fuori dai canoni dicevo. Si, vi sembrerà assurdo ma di primo acchito i colori e i tagli mi hanno portato alla mente le atmosfere di Star Wars, un mondo distopico dove avventura, natura, tecnologie future e retaggi del passato si alternano per far sognare lo spettatore. Sebbene i pezzi tecnici non manchino il cuore della collezione non si focalizza su gusci da 20.000 colonne di impermeabilità e cerniere spalmate, piuttosto su tessuti ibridi, naturali/sintetici accoppiati per garantire rapida evaporazione del sudore, freschezza e una leggera protezione dagli agenti atmosferici.

Ibrido è anche il design dei pezzi principali (giacca e pantalone), in quanto le sottili cerniere in un attimo li trasformano da manica e gamba lunga a manica e gamba corta. Versatilità estrema, per le condizioni mutevoli, tipiche della montagna.

Foto: Martina Folco Zambelli

Puez Hemp Durastretch – Pantalone 2 in 1 Uomo/Donna

E’ realizzato con un tessuto ibrido Durastretch PFAS free (89% nylon / 11% Elastan) abbinato a Canapa Sorona Dull (60% canapa / 40% poliestere), dalle ottime doti di robustezza, elasticità dove richiesto, protezione dal vento, asciugatura rapida e traspirazione.

Il taglio è comodo e i dettagli ne definiscono la funzionalità. Primo fra tutti le cerniere sottili per trasformare il pantalone in shorts, poi passanti per la cintura, tasca posteriore (nella versione uomo), tasca cargo con cerniera, orlo inferiore della gamba regolabile con cordino elastico, due tasche aperte, vita con bottone a pressione e zip.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Puez Hemp Durastretch Hybrid – Giacca 2 in 1 Uomo/Donna

Punta alla funzionalità e versatilità, per accompagnarvi nei contesti urbani quanto sui sentieri alpini. E’ un sofshell naturale costruito con tessuto ibrido Durastretch PFAS free (89% nylon / 11% Elastan) abbinato a Canapa Sorona Dull (60% canapa / 40% poliestere), dalle doti combinate di robustezza, elasticità dove richiesto, protezione dal vento, asciugatura rapida e traspirazione. Sia la canapa che le fibre polimeriche a base biologica Sorona® sono completamente biodegradabili.

I dettagli funzionali comprendono un cappuccio elasticizzato, l’orlo regolabile e i polsini con asole per i pollici, chiusura frontale con cerniera o bottoni a pressione (per avere la giacca chiusa ma lasciar passare l’aria), tasche frontali a doppio scomparto, con cernira e con bottone a pressione.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Puez Knit Mid Powertex – scarpone uomo e Puez Knit Powertex scarpa donna

Anche lo scarpone e la calzatura Puez Knit Powertex incarnano alla perfezione lo spirito della collezione fondendo linee moderne, minimaliste e tutta la funzionalità che ci si aspetta da una scarpa da montagna. La tomaia abbina un robusto mesh esterno alla membrana Powertex Salewa per assicurare traspirabillità e impermeabilità. Nel modello mid la struttura del gambetto abbraccia la zona della caviglia e in sinergia con il sistema di ritenuta 3F con cavi in Kevlar, impedisce al piede di scivolare nella scarpa in discesa.

Il pacchetto suola è composto da un battistrada multi-terreno Pomoca Alpine Trekker, da una doppia intersuola con densità differenziata per una maggior ammortizzazione sul tallone e dal plantare C.F.F. personalizzabile con Volume Reducer realizzato con EVA riciclata. 

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Foto: Martina Folco Zambelli
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Foto: Martina Folco Zambelli

Puez 40 + 5 L Zaino

Disponibile anche nelle versioni da 25 e 32 litri, questo zaino è dotato di features e funzionalità uniche. La chiusura roll-top consente di avere 5 L di spazio in più a disposizione, il tessuto è ibrido (Nylon Robic ripstop 210 denari robusto e leggero e nylon balistico 330 denari). Lo schienale regolabile sfrutta l’apprezzato design Dry Back Custom, preformato e con una superficie ventilata grazie ai canali 3D e cui si abbinano gli spallacci e il cinturone separati ed ergonomici. Una cerniera diagonale a doppio cursore consente di aprire lo scomparto principale nella parti alta, bassa, frontale e laterale. Completano il tutto, due tasche laterali, una taschina con zip e porta chiavi ad accesso esterno, tasca interna porta sistema di idratazione, fettuccia daisy chain, cinghia di compressione e telo antipioggia.

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Foto: Martina Folco Zambelli
Foto: Martina Folco Zambelli

We tracked it with Komoot

In questi due giorni di escursioni sui sentieri della Val d’Ega ci siamo affidati all’app Komoot (nel nostro caso per Android), tracciando i sentieri percorsi e fermandoci a scattare qualche foto nei punti più interessanti.

La app si è dimostrata molto facile e intuitiva da utilizzare, ha registrato tutti i parametri di durata, distanza, dislivello in salita e discesa.

Se vuoi ripercorrere i nostri itinerari, clicca sul link, registrati a Komoot se non hai ancora un profilo, salva il percorso, sblocca la regione e sarai pronto per rivivere le nostre stesse emozioni.

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Foto: Martina Folco Zambelli

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.