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DPCM: ATTIVITÀ SPORTIVA e SALUTE COGNITIVA

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Aiace Rusciano in campo durante uno dei test ad un giovane calciatore in erba
Aiace Rusciano in campo durante uno dei test ad un giovane calciatore in erba

DPCM: CON LO STOP ALL’ATTIVITÀ SPORTIVA È IN GIOCO LA SALUTE COGNITIVA DEGLI ITALIANI. L’ANALISI DEL NEUROSCIENZIATO DELLO SPORT AIACE RUSCIANO

A cura di Giovanna Castagnetti – Press Office Manager STAND OUT COMUNICAZIONE

Non fermate lo sport di base!

Un crollo dei voti scolastici, della concentrazione sul lavoro, dell’umore. È quello che ci dobbiamo attendere nel prossimo futuro a causa della paralisi che è stata imposta allo sport di base. Lo dimostra – a suon di dati – il professor Aiace Rusciano, docente di neuroscienze, psicologo e responsabile del Lab di monitoraggio psicofisiologico da più di dieci anni in staff di Serie A.

Sport congelato fino al 24 novembre

Almeno fino al 24 novembre 2020, in Italia lo sport di base è congelato.

Niente workout in palestra, niente allenamenti e gare delle società dilettantistiche. niente corsi di gruppo.

A stabilirlo è il DPCM firmato il 24 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che introduce severe restrizioni per arginare la seconda ondata della pandemia da coronavirus. Non è da escludere che il blackout duri addirittura più a lungo: considerati i tempi di incubazione, è ancora presto per capire se questo primo round di limitazioni sia sufficiente ad abbassare la curva dei contagi.

Aiace Rusciano all'interno del proprio studio durante un test con un'atleta
Aiace Rusciano all’interno del proprio studio durante un test con un’atleta

La levata di scudi di società e associazioni dilettantistiche

Immediata la levata di scudi da parte di società e associazioni sportive dilettantistiche, che in molti casi avevano già investito per mettersi in regola con le norme di sanificazione e distanziamento e ora temono di essere definitivamente affossate.

Lo Sport è Economia e Salute!

L’economia che ruota attorno allo sport è uno degli argomenti di cui si è dibattuto molto in queste convulse giornate. Si sono spese anche tante parole sul suo valore sociale, così come sull’importanza del movimento per mantenere la forma fisica e rafforzare il sistema immunitario.

Lo Sport è Presidio per la salute mentale e cognitiva

Molto più di rado, però, ci si sofferma su un altro aspetto: lo sport è anche un irrinunciabile presidio per la salute mentale e cognitiva delle persone di tutte le età.

Il Prof.Aiace Rusciano
Il Prof.Aiace Rusciano

La parola alla Scienza

– Aiace Rusciano, psicologo e Phd in neuroscienze cognitive

A sottolinearlo è il professor Aiace Rusciano, psicologo e Phd in neuroscienze cognitive, già responsabile dell’Area psicologica e del Lab psicofisiologico di AC Milan e AC ChievoVerona. “Secondo solide evidenze scientifiche, l’attività fisica stimola la memoria, la capacità attentiva, le funzioni di apprendimento e ragionamento.”

Lo Sport fa dormire meglio

“Lo sport migliora la qualità del sonno e regola il tono dell’umore perché innesca un aumento del metabolismo nei network dei lobi frontali, nei gangli nella base e nell’ippocampo, area del cervello responsabile di queste funzioni.

Riassumendo, lo sport stimola la produzione di dopamine ed endorfine, proprio come un farmaco naturale antidepressivo e antistress”

L’inattività fa male…

“I rischi per la salute psicologica e cognitiva legati all’inattività riguardano tutti, ma le categorie più esposte sono bambini e over 65.”

“È scientificamente provato – continua Rusciano – che in età infantile la corsa favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo. La conferma è arrivata da svariati studi di neuroscienze, condotti con test neuropsicologici e risonanze magnetiche, che hanno testimoniato che i bambini di 9-10 anni che svolgono una regolare attività fisica possiedono migliori capacità di memoria e apprendimento rispetto ai coetanei più sedentari.”

Chi fa Sport pensa meglio!

Il cervello inoltre con il tempo si abitua all’aumento del flusso sanguigno che, a lungo termine, sviluppa la capacità di attivare e disattivare determinati geni. Senza contare che i nuovi neuroni stimolati attraverso lo sport proteggono la memoria nell’ippocampo e prevengono l’insorgere di gravi malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

Il lockdown è fonte di forte stress psicologico

“C’è un altro elemento da considerare. Il 19 ottobre il Centro Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha rilevato che, su una scala da 1 a 100, il 51% della popolazione italiana ha un livello di stress psicologico compreso tra 70 e 100.”

“Il livello è analogo a quello del lockdown di marzo-aprile, ma le caratteristiche sono ancora più preoccupanti. All’epoca infatti a dominare era la componente ansiosa, mentre oggi prevalgono rabbia, depressione e forte disorientamento.”

Esercizio fisico = Benessere psicologico

“In un clima del genere, l’esercizio fisico è un presidio non solo per il benessere individuale ma anche per la tenuta del tessuto sociale, perché favorisce il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia.

Stato e Sport

In sintesi, “la pratica regolare di sport deve essere protetta dallo Stato, perché permette ai cittadini di godere di una migliore salute mentale”, ribadisce il prof. Rusciano.

Sport a scuola in Sicurezza si può

Ma, considerati i numeri della seconda ondata della pandemia, è davvero possibile garantire la continuità dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza? Secondo Rusciano, la risposta è . “Basterebbe fissare delle regole, che peraltro sono alla base del concetto stesso di sport. È sufficiente una semplice app gratuita per programmare le entrate e le uscite da palestre e centri sportivi, evitando gli assembramenti. Considerato poi che il Dpcm prevede la didattica in presenza per le scuole elementari e medie, c’è margine per aggiungere altre ore di educazione fisica”.

Proteggere i nostri bambini = Promuovere lo sport in sicurezza

L’effetto combinato del lockdown, del distanziamento sociale e della mancanza di sport rappresenta insomma un rischio significativo per la salute mentale di bambini, adolescenti e anziani. “Esistono però numerose strategie promettenti per combattere il comportamento sedentario, che potrebbero essere attuate grazie al coordinamento tra Regioni, Asl, Ordine degli Psicologi ed esperti, con l’avallo dei decisori politici e il sostegno della scuola. La collaborazione fattiva di tutti questi attori ha il grande potere di incidere sulla futura curva della salute cognitiva della popolazione”. 

Chi è Aiace Rusciano

Il Professor Aiace Rusciano è psicologo e Phd in neuroscienze cognitive.

Già responsabile dell’Area psicologica e del Lab psicofisiologico di AC Milan e AC ChievoVerona, è professore e direttore del Master Sport Neuroscience & Human Performance del Centro Universitario Internazionale (ente di ricerca universitario) e consulente per le multinazionali di Big Data Oracle e Reply Consulting.

CEO e ideatore di R-Neuroplus®, sistema di neuropotenziamento scientificamente validato per top atleti di MotoGP, ciclismo, tennis, basket, golf, sport invernali e altre discipline. Tiene docenze, seminari e coordina progetti con il CNR di Padova e vari altri atenei italiani.

Se volete saperne di più, QUI

 

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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