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Eternit: il 9a+ di Manolo per Alessandro Zeni

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Eternit: una via aperta da Manolo nel 2009 su una parete liscia e quasi priva di appigli all’interno della Falesia del Baule. Alessandro Zeni l’ha ripetuta questo 2 Novembre: un video appena uscito racconta la sua impresa.

I primi tentativi di Alessandro Zeni

Alessandro adocchia Eternit nel 2010, la prova ma si rende conto di non avere ancora le capacità di salirla in libera, nonostante riesca a fare i movimenti. Così, a sensazione, si convince che prima o poi riuscirà a liberare la via.

Tra il 2011 e il 2013 Alessandro Zeni fa qualche altro tentativo, fino al giorno in cui esce una notizia: Alessandro Lamberti è andato a provare Eternit e l’ha trovata modificata. Sembra impossibile, tanto che Zeni pensa che sia uno scherzo. Ma la via è davvero diversa, molte prese e appoggi sono scomparsi, molti sono stati lucidati e resi inutilizzabili.

La delusione è grande, tanto che Zeni smette di provare Eternit e il suo interesse nei confronti della via va purtroppo a scemare.

“Non è però nel mio carattere abbandonare un sogno”: così Alessandro torna un paio di volte a scalare su quella parete a 1850m di quota, tra le selvagge Vette Feltrine. Ogni volta che mette le mani su Eternit, torna la profonda delusione di quel giorno, ricordando i movimenti che riusciva a fare e che non esistono più.

Passano gli anni, Alessandro Zeni entra nella Sezione Militare di Alta Montagna del Centro Sportivo Esercito e migliora sia fisicamente che mentalmente; ma ormai i progetti erano altri.

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Finché non arriva il 2020, l’anno del covid. Spostamenti limitati e tutte le altre limitazioni del caso impediscono a Alessandro di andare ad allenarsi in montagna. C’è dunque bisogno di un progetto stimolante e che permetta di non sprecare la preparazione acquisita. Le vie difficili nel raggio di 30 km non sono molte, e la scelta ricade proprio su Eternit.

Una nuova mentalità: Novembre 2020

Adam Ondra aveva provato varie volte la via, senza chiuderla ma riuscendo a svolgere quasi tutti i movimenti. Incuriosito, Alessandro Zeni decide di portare la sua ragazza alla falesia del Baule e dare di nuovo uno sguardo a Eternit.

“Nei suoi occhi si rifletteva l’entusiasmo che avevo provato io la prima volta che ero salito lassù. Vedere la sua gioia è stata la magia che riuscì a cambiare il mio modo di vedere le cose” racconta Zeni.

Con una nuova leggerezza in soli due giorni Alessandro riesce a fare movimenti nuovi e più difficili.

“Il terzo giorno iniziai a fare dei veri e propri tentativi, superando la prima parte della via chiamata “O ce l’hai o ne hai bisogno” gradata inizialmente 8b+ e ora divenuta 8c/+. Superata quella prima parte, un po’ emozionato per essere già così in alto, persi la concentrazione e caddi. Ma la cosa bella è che finalmente ero felice e motivato.”

Dopo che Alessandro è quasi arrivato in catena al quinto giorno di tentativi, la falesia è ricoperta di neve che permarrà fino a maggio, impedendo l’accesso alla falesia. Passano i mesi ma non è mai il momento giusto per tornare su Eternit: Alessandro si rende conto di aver bisogno di ritrovare il gusto di arrampicare  per la bellezza del gesto.

A ottobre qualche altro tentativo va storto, per un motivo o per un altro, ma il 2 novembre, insieme al fratello Gian, Alessandro Zeni si trova di nuovo sotto Eternit.

Le condizioni non sono fenomenali, ma è uno di quei giorni in cui la gravità si azzera, e Alessandro Zeni porta la corda in catena. E dopo, incredibilmente, la ripete due volte per realizzare il video di cui vi parlavo all’inizio dell’articolo. Correte a guardarlo!

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