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Gli itinerari più belli di Trail Running in Valle d’Aosta

Insieme a Scarpa, siamo andati in Valle d’Aosta ai piedi del Monte Cervino, a trovare Mattia De Guio, nostro tester per tutti i materiali da trail running. Scopriamo i suoi itinerari preferiti per allenarsi!

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valle d'aosta

Insieme a Scarpa, siamo andati in Valle d’Aosta, per la precisione nel comune di Valtournenche ai piedi del Monte Cervino, a trovare Mattia De Guio, nostro tester per tutti i materiali da trail running.

La scarpa di Mattia per questo tour in Valle d’Aosta: Scarpa Spin Ultra/Vibram Megagrip Litebase

Nel servizio Mattia indossa la SCARPA Spin Ultra, calzatura da trail running perfetta per i terreni più insidiosi, grazie all’utilizzo del battistrada Vibram di ultima generazione con compound Megagrip e tecnologia Litebase, che riduce del 30% il peso delle suole tradizionali. La Spin Ultra, modello di SCARPA votato alle lunghe distanze, non disdegna assolutamente percorsi più brevi, dimostrandosi estremamente agile e reattiva nei cambi repentini di ritmo o nei tratti impegnativi in discesa. Testata nella corsa su neve, ha dimostrato tutto il suo carattere, assicurando appoggi rapidi e sicuri.

 

Le stagioni della Valle d’Aosta per il Trail Running

Inverno 

Mai come in questo periodo la zona vicino a casa si è rivelata fedele alleata di allenamenti. Avendo la fortuna di vivere a Valtournenche, ho solo l’imbarazzo della scelta. Per raccontare meglio i percorsi sui cui mi alleno abitualmente, sarebbe più giusto partire dalla stagione in cui si corre, l’inverno, periodo in cui bisogna sapersi adattare. La parte migliore è un giro dei villaggi: si corre sia su neve battuta che su asfalto, passando nei piccoli borghi delle frazioni, tra antichi rascard e ‘grange’. Un consiglio che posso dare è di sfruttare i sentieri per correre in discesa, perché se c’è tanta neve il divertimento è assicurato! Per esempio, il trail che da Cheneil scende a Crétaz.

Alla fine il risultato è un saliscendi zigzagante piuttosto vivace che dal centro paese tocca le frazioni del comune di Valtournenche. Non mi sento di caldeggiare un percorso in particolare, piuttosto di perdersi un po’, gustandosi alberi carichi di neve o il caldo dei raggi solari, esplorando bene ciò che c’è nei dintorni, che è molto bello. Ovviamente questo è un tracciato valido per tutto l’anno. 

 

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Primavera

In primavera inizia a sciogliersi la neve sui sentieri che si trovano nella parte più bassa del Comune e sul versante più soleggiato. Dal capoluogo di Valtournenche, riscaldamento in discesa fino a raggiungere Maen (1.333 m slm). E’ da qui che iniziano davvero i miei allenamenti in salita fino a Mont Perron e poi a Mont Mené. In questo tratto di percorso possono succedere cose incredibili, come trovarsi faccia a faccia con uno stambecco. Man mano che le temperature salgono, aumentano anche i metri di dislivello che si possono fare proseguendo su questo tracciato (che poi 5/600 d+) per arrivare fino al lago artificiale di Cignana (2.149 m slm). Percorrendo la prima parte a ritroso. Si può scegliere il sentiero 1 che ci riporta direttamente all’abitato di Valtournenche. Di riflesso il tracciato diventa un’ottima palestra per la corsa in discesa che va un po’ a bilanciare il tanto allenamento su terreni veloci e poco tecnici effettuato in inverno.

 

Estate e Autunno

In estate e in autunno ovviamente si apre un mondo. Sono i periodi più caldi e suggestivi per andare  in montagna. Poderali e sentieri sono tutti puliti, e gradualmente si può correre in piano (sentiero 8) fino alle prime cime Pancherot (2.614 m), Becca d’Aran (2.950) e Gran Tournalin (3.380), tutte raggiungibili a piedi senza l’ausilio di particolari attrezzature. Mentre più in basso, a 200 m da casa mia, c’è un mulino al limitare del bosco, nel villaggio di Crétaz (1.520 m slm), da cui partono due sentieri. Io prendo quello che sale a sinistra e, una volta arrivato al villaggio di Cheneil, si aprono degli scorci sul Cervino da cartolina.

La mia meta è Punta Falinère (2.763 m slm): da qui lo spettacolo è davvero mozzafiato. Rientro in discesa verso Punta Fontanafredda, in una suggestiva “cresta” molto larga che funge da spartiacque tra il vallone di Cheneil e Chamois. Scendo ancora fino al lago di Lod e lo costeggio fino alla sponda opposta per poi entrare nel bosco e imboccare il sentiero 34 che, tra una discesa tecnica e un tratto veloce, mi riporta di nuovo al mulino. In questi periodi non mancano di certo le possibilità in quanto a distanza e dislivello. L’importante è ottimizzare le stagioni più “limitanti” per poter sfruttare meglio quelle che offrono più opzioni.

Dopodiché il terreno si copre di aghi e foglie e inizia a cadere la prima neve sulle vette più alte. E si riparte… è tornato l’inverno!

 

 

Respirando la Valle d’Aosta vicino casa.

Una cosa che mi stimola sempre molto è correre in luoghi nuovi, correre un po’ più piano, magari ma con lo sguardo rapìto e con nuovi stimoli. Alla fine nessun posto sarà mai come ciò che abbiamo intorno ogni giorno e ci conosce veramente. Ai nostri soliti percorsi non si possono raccontare bugie, perché loro sanno tutto. Dove abbiamo mollato e dove abbiamo tenuto duro, quando siamo tornati indietro e quando abbiamo fatto “un po’ di più”. Quando volavamo agili e quando ci siamo stampati su una pietra, o siamo rotolati sul ghiaccio in pantaloncini arrivando a casa tutti scorticati, o stramazzati al suolo, o preso una storta… 

A questo servono questi luoghi: per riportarci all’inizio, per farci tornare in mente cos’è che ci ha spinto a uscire di casa la prima volta, per farci notare che sembrava impossibile ma poi ci siamo riusciti. Non senza fatica certo. Ma le montagne e i boschi di casa mia mi hanno insegnato molto, ed è a loro che devo (quasi) tutto, almeno nello sport.

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