Le feste comandate sono una benedizione. Le feste comandate sono una maledizione. Dipende dai punti di vista, dipende dagli impegni o dalle passioni personali. Per lo meno Natale cade in inverno.
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Storia di: Donatella Munerol
Hiking al Rifugio Pirlo allo Spino
Quando è primavera, e le poche volte che a Pasqua annunciano sole, allora di metter le gambe sotto al tavolo proprio non me la sento, l’agnello nel caso preferisco vederlo saltellare in un prato.
Quest’anno va così. Per fortuna sono al lago, di Garda, e per fortuna la pressione è alta, quella atmosferica.
Che gita potrei fare? Due Natali fa avevo tentato di raggiungere quel rifugio ma, trovandomi sulla montagna opposta, ero stata costretta a tornare indietro. Il Capodanno successivo avevo cercato di prenotare per la notte, ma era full. Che sia la volta buona?
Il Rifugio Pirlo allo Spino risponde alla mia telefonata. Sono aperti, questa volta non mi fuggiranno.
Lo starting point da casa è a un tiro di schioppo, venticinque minuti in auto. Se trovo il parcheggio e non mi infilo in una di quelle tantissime e maledettissime stradine cementate che ti fanno ritrovare bloccato in mezzo al bosco nel panico totale, è fatta.

Tutto fila liscio: caldo, sole, il fido Roger che ha solo voglia di una scampagnata. Inizio a camminare.
Ci sono diversi sentieri per arrivare al Rifugio Pirlo allo Spino, quello che approccio io sale da San Michele, sopra Gardone Riviera, e le indicazioni danno poco più di 3 ore di percorrenza.
La maggior parte del sentiero 280 si snoda nel bosco, su un terreno mediamente facile e non troppo sassoso. In aprile non ci sono molte foglie sugli alberi e i raggi del sole che filtrano sono molto piacevoli dopo un grigio inverno, in estate al contrario dev’essere un vero piacere camminare al riparo di una fitta ombra.
Mentre salgo tengo monitorato l’altimetro che a ogni occhiata mi restituisce circa 100 m di dislivello superati. Ho imparato che le montagne attorno ai nostri laghi sono belle ripide e se ti illudi di affrontare una facile scampagnata rimani immancabilmente deluso.
Anche Roger se ne accorge presto, la lingua penzoloni lunga 20 cm chiede acqua a intervalli regolari.

A un in bivio mi fermo a studiare i segnavia interrogandomi con un gruppetto di gitanti. La segnaletica indica ancora un’ora di cammino, ma per l’altimetro ho ancora un centinaio di metri di dislivello positivo da superare. Possibile?
In effetti sì, mi renderò conto che da qui il sentiero quasi spiana e fra poco inizierò a vedere anche il Rifugio.
Il sentiero passa da un casolare per poi aprirsi sul Passo dello Spino. Qui la vista spazia verso nord, con il lago di Garda 500 m più in basso e la catena di cime che lo circondano. Manca poco, per arrivare al Rifugio è addirittura leggermente in discesa.
Wow che rifugione! Posto in una posizione super panoramica, il Pirlo allo Spino è una struttura imponente realizzata su due piani, con diverse camere per pernottare e un locale invernale di emergenza. Fuori, una grande terrazza, dove in giornate come questa c’è solo da scegliere il tavolo giusto e abbandonarsi a un pranzo con i fiocchi, garantito dai gestori Fabio e Roberta. Se sono pentita di non aver passato la classica Pasqua in famiglia? Voi che ne dite?

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