Il DIARIO di ALLENAMENTO di EROS GRAZIOLI

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Da sempre, chi si allena in modo meticoloso, seguendo tabelle e carichi di lavoro, annota con regolarità gli allenamenti svolti e pianifica in modo corretto la propria preparazione, grazie ad un vero e proprio DIARIO di ALLENAMENTO. I vecchi taccuini che si conservavano gelosamente nel comodino della propria camera da letto, grazie alla tecnologia imperante, hanno lasciato il giusto spazio al DIARIO di ALLENAMENTO ELETRONICO, grazie alla presenza di numerose app presenti sul mercato, direttamente collegate al nostro device di riferimento. Il Prof.Eros Grazioli, già autore di numerosi testi dedicati alla preparazione e all’allenamento, ci spiega in questo breve articolo vantaggi e svantaggi del “famelico” diario, che lui setsso ama definire “Un alleato nascosto per monitorare ciò che effettivamente è stato fatto durante il training, indipendentemente dalle intenzioni, e migliorare progressivamente”.

Buona lettura!

Articolo a cura del Prof. Eros Grazioli

Si ringrazia per le fotografie Unsplash | Suunto: Benjamin Ilmoni

Quanti di noi hanno passato qualche minuto a sommare i dati degli allenamenti effettuati in passato? Quanto è stato gratificante visualizzare istantaneamente…

  • Km fatti
  • Metri di dislivello
  • Ore di allenamento
  • Passo
  • BPM

…tanto da essere comunicati immediatamente ad amici, allenatore o, ancor più, essere messi alla mercé di Facebook e degli altri social a portata di smartphone e tablet?

Sei pronto per il tuo primo DIARIO di ALLENAMENTO?

Da sempre, atleti impegnati e non, o almeno la maggior parte di loro, hanno la buona abitudine di appuntare, a fine sessione di training,

  • Chilometri percorsi
  • Dislivello
  • Durata dell’allenamento
  • …e persino le sensazioni provate

Rendi i BUONI PROPOSITI delle VERE CERTEZZE

Si parte sempre con un’intenzione ma poi, per svariati motivi (dalle giornate “no” al tempo atmosferico avverso, all’incontro con compagni più “libertini”) spesso si finisce per fare tutt’altro. Una corretta compilazione del DIARIO di ALLENAMENTO permette all’atleta (e soprattutto all’allenatore) di ritrovare nei vari cicli di training una giusta correlazione tra gli obiettivi delle sessioni svolte e il loro effettivo risultato, ricordando che, essendo ogni atleta diverso dall’altro, a parità di tipologia di stimolo, può corrispondere un risultato diverso. Se in un periodo si ha lavorato sulla forza e il miglioramento avviene sulla resistenza, si può festeggiare per qualche secondo, ma poi bisogna porsi delle domande sul senso dell’accaduto! Il DIARIO di ALLENAMENTO permette infatti una verifica costante di come si è lavorato e quali sono i risultati ottenuti. Il che permette al preparatore professionista di variare eventualmente i carichi di lavoro in modo da ottimizzare le tabelle future in una continua ottica di miglioramento prestativo.

DIARIO di ALLENAMENTO = MOTIVAZIONE

La valenza del diario è sì soprattutto matematico/statistica, ma anche psicologica. Sentirsi “costretti” ad annotare gli allenamenti ci rende più responsabili nell’effettuarli, anche nei loro più piccoli particolari: scrivendo ciò che in quel giorno abbiamo davvero fatto, non è permessa nessuna scusa. I confronti tra i dati in esso contenuti possono essere fatti ovviamente di periodo in periodo, ma anche nella stessa parte dell’anno, in stagioni agonistiche differenti, paragonando i diari dei tempi passati, potendo così trarre importanti conclusioni sulla stessa fase (inizio, periodo estivo,…) in annate differenti.

A questo punto risulta veramente molto importante comprendere che cosa si deve esattamente annotare sul diario elettronico, in modo da potere ottimizzare l’efficacia dei valori ottenuti e trascritti. A volte, un numero eccessivo di dati complica inutilmente il lavoro del coach. Fondamentale è riuscire a personalizzare ogni tabella e programma di allenamento in base a quelle che sono le risposte di ogni singolo atleta, ragionando non solo sulle reali risposte prestative del soggetto, ma valutando con attenzione anche le reazioni psicologiche e il benessere psico-fisico dell’atleta stesso. Un atleta triste non potrà mai esprimere al meglio ciò che allenamenti severi e costanti possono generare in un atleta con pensiero positivo e sorridente, che sarà sempre maggiormente stimolato a migliorare!

COSA ANNOTARE NEL DIARIO DI ALLENAMENTO?

I DATI TECNICI

Due tipologie di dati: innanzitutto quelli TECNICI, le ore, anche le scarpe utilizzate… E poi la temperatura, il peso corporeo e la frequenza cardiaca media e quella massima raggiunte durante l’allenamento.

I DATI PERSONALI

  • Stato di salute
  • Sensazioni pre-allenamento
  • Voto sulla propria motivazione
  • Voto sulla concentrazione in generale
  • …e ancora, il Livello di energia percepita pure in confronto a situazioni infiammatorie generali
  • Ciclo mestruale
  • Ecc.

La TECONOLOGIA…nostra GRANDE AMICA!

Grazie alle tecnologie moderne, dai cellulari agli ancor più performanti orologi GPS, oggi è tutto molto più facile: basta schiacciare un bottoncino e tutto si registra! Si ha, a fine allenamento, un’infinità di dati, alcuni molto utili, altri molto meno; alcuni funzionali a tutti e altri ad assoluto utilizzo degli allenatori.

Il CONSIGLIO FINALE del Prof. Grazioli

A conclusione di questo interessante e breve articolo, il prof.Grazioli invita comunque semprte ad annotare tutto ciò che si fa su un taccuino tradizionale, in cui poter annmotare non solo gli allenamenti veri e propri, ma STATI d’ANIMO, SENSAZIONI a CALDO, OPINIONI SPARSE, anche nei possibili momneti di sconforto temporaneo causati da risultati non troppo confortanti. Una volta raggiunti tempi migliori, vecchie frasi con scritte del tipo “Basta, adesso mollo tutto!”, saranno rilette con un grande sorriso sulle labbra e ripensando a certi momenti non troppo positivi si esclamerà “Grande! Ho tenuto duro e adesso eccomi qua!”
Mai mollare il caro vecchio taccuino!

Da trainer, consiglio comunque di tenere un diario scritto, che si possa integrare più facilmente e in modo più emozionale: asterischi, scritte, “faccine”, e cancellazioni fatte “a penna” rendono la situazione, secondo me, più chiara.

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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