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Il Valtellina Wine Trail di Emmie Collinge

Abbiamo incontrato Emmie Collinge e ci ha raccontato cos’è per lei il Valtellina Wine Trail con la doppia prospettiva di fortissima trail runner e social media manager dell’evento

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La storia di Emmie Collinge, social media manager del Valtellina Wine Trail, e del suo rapporto con l’Italia è un po’ particolare. Dopo aver partecipato nel 2014 all’evento come atleta, Emmie si innamora e decide di trasferirsi in Valtellina. Una scelta quasi improvvisa, ma che si dimostra perfetta per lei. Emmie ci ha raccontato com’è nato il suo amore per la Valtellina e la gara.

 

La Valtellina attraverso gli occhi di Emmie

“Come valle, ha le sue peculiarità. È lunga e stretta. La maggior parte delle persone che transitano tra questi luoghi li attraversa direttamente dal Lago di Como a Bormio, aggirando tutta la grandezza di ciò che accade nel mezzo, ciò che c’è di più bello… È proprio in quei luoghi che si svolge il Valtellina Wine Trail, sono proprio quei luoghi che io chiamo ‘casa’”. 

 

I migliori al mondo sono nati qui 

Un playground naturale, un intero territorio, assolutamente incredibile, che ha visto nascere negli anni atleti di altissimo livello, dall’endurance fino all’outdoor. Tanti atleti di così alto livello agonistico, in così tante specialità diverse, sono la conferma delle migliori credenziali possibili come destinazione sportiva. In poche parole, è proprio così che sono finita ad abitare qui, tra i luoghi dove è nato tutto. E nel 2014, quando mi stavo ancora avvicinando alla corsa in montagna, ho partecipato alla mia prima edizione, la mia prima Valtellina Wine Trail!”.

 

Difficile non innamorarsi del Valtellina Wine Trail

“Ma perché il Valtellina Wine Trail è diventata la mia gara? Perché il percorso è così vario. Richiede grande concentrazione, continui cambi di ritmo. Rilanci dopo le ripide scalinate tra i filari d’uva. Qui se i giorni della vendemmia coincidono con quelli della gara, è normale persone intente a lavorare alle vigne. Il ‘Valtellina’ è una gara di trail running a tutti gli effetti, entusiasmante e tecnica allo stesso tempo. Più in basso i boschi del fondovalle si mescolano ai primi filari e, una volta che sei su in alto, anche se non così tanto in alto, il panorama è unico e rivela in tutta la sua bellezza e spettacolarità l’intera vallata. I racconti degli abitanti più anziani, che hanno tramandato verbalmente la storia di questa antica valle, la descrivono come interamente terrazzata e colma di filari d’uva sino alla sua sommità, molto più in alto di quanto lo sia oggi, e le uniche aree in cui gli alberi hanno iniziato a ricrescere è dov’è stata abbandonata la sapiente arte della viticoltura. Pensare a com’era la Valtellina un tempo mi affascina particolarmente e, anche se non sono nata qui, mi rende orgogliosa di farne parte oggi”.

 

Tra antichi sentieri e muretti a secco

“Il tracciato di gara è disegnato ogni anno tra gli antichi sentieri, con i gradini sgretolati, i muretti a secco e ciottoli. Tutti questi sentieri danno vita a disegni geometrici incredibili, dove i filari delle viti segnano con audacia strade ortogonali, tra piccoli declivi e zone soleggiate. Nella maggior parte dei luoghi, questo tipo di coltivazione, così difficile da mantenere, è caduta in disuso, ma qui no. La tradizione si è perfettamente amalgamata alla fatica di schiene piegate e lavoro duro, dando vita a vini buonissimi e pregiati, che oggi si cerca di valorizzare sempre di più. E’ proprio tra la durezza della terra, il rigore delle vecchie pietre, che noi atleti troviamo il nostro massimo piacere, pura essenza di qualcosa di molto più grande. Concluso il Valtellina Wine Trail, ci riuniamo stanchi e soddisfatti attorno a un tavolo con un buon bicchiere di vino in mano. Quando si spengono i riflettori della ribalta e ritorna a dominare il silenzio tra i filari, brindiamo con gioia al duro lavoro dei produttori vinicoli che continuano a credere nel valore di una terra dura eppure così ospitale!”.

 

Il mio ruolo di Social Media Manager del Valtellina Wine Trail

“Per il 2021 ho ‘dovuto accettare’, ma l’ho fatto con grande gioia, un ruolo diverso! Non più sulla linea dello start, con un pettorale e un cronometro da far partire, ma a bordo campo, gestendo tutta la parte social media. Un lavoro lungo, iniziato oramai 12 mesi fa, che mi ha portato a conoscere ancora meglio questo territorio incantevole e mi ha fatto apprezzare ogni giorno di più il valore e le storie dei suoi abitanti. Mi ha dato l’opportunità di esplorare la valle e le sue complessità in modo ancora più dettagliato, approfondire le modalità di produzione del vino e conoscere i produttori, le cui cantine fanno parte dei percorsi iconici della gara. È stato divertente. Amo enormemente il modo in cui vino e corsa sono strettamente legati, e credo che nessun altro possa vantare un simile patrimonio. Questa è una delle migliori stranezze qui. Ma ce ne sono anche molte altre, di cui vi parlerò molto volentieri in futuro!”.

Di Emmi Collinge | foto: Giacomo Meneghello

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