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Impressioni su RRD The Four 2014

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Come titolo preferisco scrivere impressioni piú che test, dato che ormai da ben tre anni utilizzo i motori RRD. Le uniche altre vele che provo sempre a fondo sono le Banzai di Goya dato che il mio migliore amico le rinnova ogni stagione. Provando ogni misura di entrambe le marche potrei permettermi anche una comparativa, ma preferisco commentarvi le differenze, o meglio, novitá e migliorie sulla marca che mi supporta da tanto tempo.
Devo essere sincero, la linea 2013 mi piaceva da morire, erano riusciti a rendere le vele Four meno fisiche rispetto alle 2012, soprattutto migliorando le misure grandi che erano un pò troppo stop & go. Come a dire che il concetto mano posteriore come acceleratore era passato dai 2 ai 4 tempi, meno potenza brutale e piú allungo ai bassi regimi.

In primavera a Tenerife, ho avuto la fortuna di poter sfruttare l’esperienza di John Skye cu come armare le nuove Four per una settimana intera. Il consiglio che piú mi era rimasto impresso era di tesarle bene di bugna affinché non spanciassero nel cut-back in condizioni onshore.
Ovviamente, eccezionale e fidato discepolo testa dura quale sono, appena le ho ricevute ho montato ogni misura con 7-8 cm in meno rispetto alle indicazioni… E le vele andavano proprio strane.
Ho seguito poi le misure al millimetro e, bum, un’altra vela! Il profilo é gia formato anche a vela  scarica e, in andatura tutto funziona, anche senza che il grasso tocchi la curvatura del boma. La potenza c’é, e rimane bella dosabile, il centro velico risulta stabile e, aspetto che ho molto apprezzato, non si soffre la sovrainvelatura. Nelle condizioni in cui pratico wave il vento é molto rafficato e preferisco sempre montare 0,3 mq in piú per mantenere il supporto nei buchi, quindi, obiettivo centrato, almeno per me. La 5.3 tira veramente tanto, direi quasi (qui mi permetto il paragone) come la Banzai 5.5, di cui non apprezzo la esagerata misura d’albero e relativo peso dell’obbligato 430.
La 5.0 e la 4.7 si son rivelate perfette per il loro range tanto da permettermi di rimanere in acqua con la misura inferiore quando i miei amici montavano la 4.2.

Numerose le migliorie a livello di finiture, dalla tasca per riporre il cordino del caricabasso, al rinforzo in bugna, passando per il multiply stampato all’interno che non dovrebbe scolorire con il sole.
Unico punto da aggiungere… Dovete essere un pò ‘marcamaniaci’ dato che il logo, e le scritte RRD, sono presenti praticamente in ogni centimetro quadrato della vela 😉
Un salutone,
Mat

RRD – AL360 – DrWind

TESTO E FOTO DI Matteo Muraro

 

Pont des Basses 25-10-2013 from Fred Bonet on Vimeo.

Imagen 5

foto 2

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.