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In SUP all’isola d’Elba

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ESCURSIONI IN SUP ALL’ISOLA D’ELBA – i migliori spot scelti in base al parcheggio.
L’Elba.. erano anni che ci pensavo, e finalmente siamo riusciti a farla nostra a modo nostro (ovvero in libertà e lontano dalla calca)!
Avevo programmato di soggiornarvi per oltre 3 settimane a giugno (luglio e agosto impegnativi sia come costo che come affollamento), poi un impedimento all’ultimo mi ha fatto slittare il tutto a settembre, e.. a detta di molti mi è andata bene!, vuoi come condizioni meteo-marine e vuoi come tranquillità: a detta dei residenti, il mese di giugno è stato caotico quasi quanto quelli di luglio ed agosto e certamente di più rispetto agli anni precedenti, complice Covid e possibili quarantene che hanno orientato le preferenze di tantissimi turisti nostrani nel restare in Italia anziché tentare l’estero.
Partenza da Torino, la prima cosa caricata in auto è stato proprio il SUP: votata a RRD, ho scelto di portare l’AIR CONV PLUS e non l’AIR SURF RESCUE (che utilizzo nel salvataggio in acqua che pratico con i miei cani), in quanto più stabile e performante, utilizzandolo da diporto con i miei Golden Retriever sopra. Loro sono addestrati e brevettati al salvataggio in acqua, e da anni “navigo” con loro tra Liguria, Toscana e Sardegna, oltre che nei laghi di Piemonte e Lombardia. Mentre io pagaio restano stesi e rilassati a godersi il mare, il sole e.. gli uccelli acquatici (sono pur sempre cani da caccia!), quando decido di dirigermi verso riva invece è il mio turno per riposarmi: butto la cima ancorata a prua in acqua, e fanno a gara per tuffarsi e prenderla in bocca per trainare il SUP e me sopra in spiaggia! Abbiamo ormai il nostro equilibrio tra pagaiate, nuotate e traino – ci divertiamo un sacco! Quest’anno stava per aggiungersi alla vacanza una nuova cucciola ancora non preparata a stare in mare per troppo tempo (da un paio di anni, innamorata di questa razza ed incrementate le mie competenze di Medico Veterinario con quelle cinofile ed allevatoriali, ho coronato il mio sogno: Blonde in the Gold, il mio piccolo Allevamento amatoriale in provincia di Torino), poi affidata ad una educatrice professionale in Valle d’Aosta con cui ha cominciato il percorso di Interventi Assistiti con gli Animali (Pet Therapy), pur continuando a dimostrare una felicità innata verso l’acqua.

Rispetto al SUP Rescue, più maneggevole, l’AIR CONV PLUS è un bolide ingombrante e pesante (ma migliore!), quindi da subito il mio pensiero è stato quello di informarmi sugli spot più adatti dell’Isola, non solo e non tanto come bellezza di spiagge e calette visitabili, ma soprattutto come accessibilità. Moltissime spiagge sono infatti raggiungibili tramite scalini (anche 100 o 200) o sentieri piuttosto tortuosi, o comunque hanno parcheggi lontani, impensabile per me riuscire a raggiungerle con il SUP in spalla e due o più cani al guinzaglio. Il mio riferimento è stato ancora una volta Lucio di Hawaiian Surfing, da cui ho sempre comprato tutta l’attrezzatura e l’abbigliamento adeguato – e tramite lui sono arrivate le prime dritte.

Solo la ricerca sul posto mi ha comunque permesso di trovare quel che cercavo, ovvero il combo di parcheggi attaccati alla spiaggia (scendo dall’auto e la spiaggia è a meno di 5 passi, in modo da gonfiare il SUP con la pompa elettrica da auto, risparmiandomi sia la fatica del gonfiaggio a mano in spiaggia sia l’ingombro della sacca lasciata incustodita durante le escursioni) e parcheggi gratuiti (impensabile eh? Eppure esistono! – anche perché 3-4 ore di parcheggio rischiano di costare quanto una giornata intera, e non ha senso.

Ecco i miei consigli:
SPIAGGIA SUD DELL’ENFOLA: l’Enfola è un promontorio a ovest di Portoferraio, quindi sulla costa nord, un monte di 135 metri collegato da un sottile istmo di terra (largo appena 70 metri) con il resto dell’isola. È una delle più suggestive penisole elbane e dà origine a due spiagge, una opposta all’altra. Quella a Sud è la più accogliente, sia paesaggisticamente che per l’esposizione. Il parcheggio è davvero a ridosso della spiaggia, si scende dall’auto, si supera la staccionata e si butta il SUP in mare! E’ una spiaggia di ciottoli medio-fini e le escursioni possibili sono varie: dirigendosi verso Capo d’Enfola, ad appena 800 metri dalla spiaggia e dopo aver superato uno scoglio affiorante, è presente una grotta (Grotta Azzurra) raggiungibile da una piccola apertura a pelo d’acqua, lo Sbruffo, con la volta che si apre al cielo. Se si vuole, ed è bellissimo, si può anche fare il periplo del promontorio, partendo dalla spiaggia sud e approdando sulla spiaggia nord – o viceversa (il parcheggio è il medesimo, in comune e tra le due spiagge, comodissimo). Va detto che si è in mare aperto, senza possibilità di approdo al bisogno, anche se non ci sono pericoli oggettivi, a parte le onde generate da motoscafi e panfili di passaggio in zona. Altra possibilità, sempre da questa spiaggia, è quella di dirigersi verso sud, raggiungendo dapprima il Golfo del Viticcio con le due spiagge omonime (la prima più soleggiata, la seconda più in ombra al mattino), poi la bellissima spiaggetta di sabbia di Forno (un gioiellino minuto e grazioso), e poi le due spiagge contigue di Scaglieri e di Biodola. Se avete tutta la giornata a disposizione, potete programmare di sostare a Biodola e godervi il tramonto dalla spiaggia: ad inizio estate il tramonto è su Capraia, esattamente di fronte a voi, mentre a settembre il sole non si tuffa nel mare ma scompare dietro al Monte Capanne (1.019 m., la più alta cima dell’Isola). Due parole sul Viticcio: è una spiaggia esposta ad ovest, in realtà formata da ben 5 calette, e soprattutto la centrale, più selvaggia e totalmente libera, resta in ombra fino alle 11.30/12.00 (per lo meno a settembre) in quanto nascosta dalla scogliera e dai pini e macchia mediterranea a ridosso. La spiaggia non è granchè, ma il mare ed i fondali sono da favola (e soleggiati, loro sì, fin dal mattino presto). L’approdo via mare è il modo migliore per godere di questo angolo di paradiso, evitando di sostare dopo il bagno sulla spiaggia in ombra! Ultima cosa sulla spiaggia sud dell’Enfola: il cartello vieta l’ingresso ai cani (una delle pochissime non pet-friendly sull’Isola). Per noi non è stato un problema dato che prima delle 8 eravamo già in mare (e comunque siamo Unità Cinofile da Salvataggio) ed al rientro – sotto gli occhi incuriositi di bagnanti e bagnini – i miei cani sono stati educatissimi a dirigersi immediatamente verso l’auto senza sostare né in acqua né sulla spiaggia. Un grazie ai bagnini che sono stati comprensivi ed accoglienti!

SPIAGGIA NORD DELL’ENFOLA: anche questa spiaggia è contigua ad parcheggio, ma praticamente sempre deserta. Qua i cani sono ammessi! Dirigendosi verso est, si supera dapprima Punta di Sansone per poi approdare all’omonima spiaggia, una delle più belle della costa nord elbana. La Spiaggia di Sansone è una delle mete più gettonate, e ci si arriva percorrendo un sentiero tra terra e rocce più agevole con scarpe da trekking che con ciabatte da spiaggia, quindi impensabile arrivare col SUP in spiaggia via terra! Anche a Sansone, come al Viticcio, i fondali sono ricchi di fauna, sembra di stare in un acquario! Subito dietro Sansone, c’è la Spiaggia della Sorgente, poi Acquaviva, Seccione, Sottobomba e Capo Bianco (merita assolutamente arrivare fino alla Spiaggia di Capo Bianco!). Sono tutte spiagge raggiungibili via terra solo attraverso scalini o sentieri scoscesi, molto meglio arrivarci via mare!

SPIAGGIA DELLE GHIAIE: è la spiaggia più cittadina di Portoferraio (a parte Le Viste, con accesso direttamente dal centro storico), ma il parcheggio – sia gratuito su strada che a pagamento nel piazzale – non è proprio adiacente alla spiaggia come i precedenti. Non è agevole gonfiare il SUP con la pompa elettrica dell’auto e poi portarlo in spiaggia, però se avete buone spalle, qualcuno che sorvegli la sacca in spiaggia e tanta voglia di gonfiare il SUP a mano.. perché no! Da questa spiaggia potete dirigervi verso ovest, e quindi raggiungere Cala dei Frati, Spiaggia di Padulella e poi, superando Punta di Capo Bianco, la spiaggia omonima subito dietro. Attenzione però alle onde anomale generate dal passaggio delle navi in arrivo di Elba Ferries: 10 minuti dopo il passaggio della nave tra lo Scoglietto e Portoferraio, a riva si generano alcune onde parecchio insidiose, tanto che sia nella Spiaggia delle Ghiaie che di Padulella sono segnalati gli orari delle possibili onde anomale con apposita cartellonistica, e i bagnanti vengono invitati a uscire dall’acqua e ad allontanare le proprie cose dai 5-10 metri dalla riva poco prima che comincino.

SPIAGGIA DI SCHIOPPARELLO: percorrendo Via della Spiaggia e passando davanti a Villa Alberone si arriva con l’auto a 5 metri dal mare! Essendo meta poco turistica (per lo più è la spiaggia dei residenti) non occorre arrivare all’alba, facilmente si può trovare spazio per l’auto anche in tarda mattinata o nel pomeriggio, ed essendo esposta a nord ve lo consiglio! Dirigendosi verso Punta delle Grotte, ad ovest, ci si trova davanti a Portoferraio, con un panorama che spazia dalle fortezze al castello del Volterraio. Naturalmente c’è un bel via vai di navi in arrivo ed in partenza (ma da questa parte non generano onde pericolose). Se avete modo, fermatevi in mare fino al tramonto, lo spettacolo su Portoferraio e le sue spiagge è da cartolina!

SPIAGGIA DI MAGAZZINI: sempre sulla costa nord, è subito dopo Schiopparello. Il parcheggio a ridosso della spiaggia è enorme, ed anche in alta stagione è facile trovare posto a qualsiasi ora del giorno. Non solo non è frequentata da turisti, ma neanche da bagnanti residenti: c’è un ristorante, un diving center ed un piccolo porticciolo, quindi al parcheggio c’è parecchio e costante ricambio. Andando verso est si arriva alla Spiaggia dell’Ottone, poi Spiaggia Ottonella, si superano le scogliere di Punta Pina (il vento passando attraverso le fissurazioni crea suoni virtuosi) e si arriva alla Spiaggia di Bagnaia, poi mare aperto superando Punta degli Scarpellini e Punta Falconaia e si giunge alla Spiaggia di Zupignano. Nel mio giro, noi ci siamo fermati qua e siamo poi tornati indietro – è stato in effetti un giro parecchio più breve rispetto agli altri, ma si era alzato il vento ed era meglio rientrare. Se le condizioni sono ottimali merita continuare ed andare verso Nisporto (c’è una spiaggettina prima, Le Secche) e quindi Nisportino, due spiagge carine e rinomate della costa nord.

SPIAGGIA DI FETOVAIA: beh, qua parcheggiate davvero già sulla sabbia! Tra le spiagge più rinomate dell’Isola, è particolarmente frequentata proprio in quanto con l’auto si può arrivare a ridosso della spiaggia, solo che o ci si arriva all’alba (io arrivavo entro le 8) ed allora si riesce a trovare libero uno dei 20 posti disponibili), oppure si va poi a cercare parcheggio fino a 2-3 km lontano, lungo la strada. Anche il parcheggio a pagamento, comunque non così vicino alla spiaggia come quello gratuito, è sempre tutto occupato. Insomma, a Fetovaia dovete assolutamente andare, ma davvero presto, mi raccomando! La mia prima volta mi sono diretta verso Punta di Fetovaia (sulla destra), superandola e pagaiando per un bel tratto a ridosso della scogliera, bellissima e ricca di anfratti (uno di questi è la Grotta Infrarossa). Proseguendo si giunge a Spiaggia Le Tombe o Cala dell’Alga, meta dei pescatori in apnea. E’ una spiaggia deserta, come tutta la costa che precede e che segue: queste calette sono notevolmente difficili da raggiungere via terra e la natura selvaggia regna sovrana. Guardando verso riva il colpo d’occhio è notevole: ghiaia e ciottoli scuri creano un bel contrasto con le acque cristalline. Alle nostre spalle invece si scorge Pianosa e persino la Corsica! Le Tombe in realtà sono due spiagge: la prima che si incontra è quella più ampia, e subito dopo ce n’è un’altra più piccola e raccolta, nascosta da alcune rocce nere, venate di quarzo bianco. Proseguendo ancora verso ovest si incontra Spiaggia Il Giardino. Tutto questo tratto di costa, selvaggio e bellissimo, è davvero solitario, e dato che ero sola anche io, anche se con quello tra i miei cani che mi dà maggiore forza e sicurezza, sono poi tornata indietro. Alla Spiaggia il Giardino siete poco oltre metà strada tra Fetovaia e Pomonte, ed avete accanto a voi, ancora per molto, solo scogliere fino alla Spiaggia dell’Ogliera. Da qui, o dalla caletta subito dopo (chiamata appunto Spiaggia del Relitto), potete raggiungere lo Scoglio Ogliera, a 200 metri da riva, sotto il quale giace un mercantile degli anni ’70, ora casa di una ricchissima fauna acquatica. Anche se non siete apneisti buttate un occhio sott’acqua, il fondale ha una profondità massima di 12 metri e grazie alle acque cristalline il relitto si vede ottimamente in ogni suo dettaglio! Se avete ancora forze a sufficienza, soprattutto in vista del lungo rientro, ancora dopo c’è la Spiaggia di Pomonte.

Sempre con partenza dalla Spiaggia di Fetovaia, e dirigendosi verso sinistra, la costa – e quindi il panorama – cambia radicalmente. Si presenta sicuramente come un’escursione più agevole e rilassante! Incontriamo dapprima Spiaggia Le Calle, scogli di granito pianeggianti e tali da permettere di sdraiarsi comodamente, ed anziché mirare troppo la costa (frequentata dai nudisti) consiglio di fare qualche bagno lì al largo: l’acqua è particolarmente limpida ed i colori del fondale creano chiaro scuri stupendi! Subito dopo ci sono le cosiddette “Piscine”, una serie di lisci lastroni di granito che presentano alcune piscine naturali alimentate dalle onde. Anche qua ci sono i nudisti, e se volgete lo sguardo all’orizzonte si scorge l’Isola di Montecristo! Arriviamo poi alla Spiaggia di Seccheto, più tranquilla rispetto alla successiva Cavoli, ma altrettanto meravigliosa! La Spiaggia di Cavoli presenta una sabbia bianchissima di quarzo bianco che non si appiccica alla pelle. Anche il fondale ha la medesima sabbia, e facendovi un po’ largo tra le barche a vela e i panfili che sostano nella baia potete ancorare il SUP a una boa al largo e godere di questo angolo caraibico nostrano. Abbiamo proseguito ancora dopo Cavoli, per visitare la Grotta Azzurra. E’ esplorabile col SUP in quanto parecchio alta, ma una volta dentro potete anche ancorare il SUP a qualche roccia e visitarne l’interno a piedi nudi! Per completare la giornata, abbiamo proseguito ancora fino alla Spiaggia di Colle Palombaia, molto graziosa, poi oltre (verso Marina di Campo) ci sono solo più scogliere.

SPIAGGIA DELL’INNAMORATA: è l’ultima spiaggia attrezzata del versante meridionale del Monte Calamita, prima che inizi la bellissima e suggestiva Costa dei Gabbiani. Paesaggisticamente incantevole sia l’escursione verso nord che quella verso sud. Quando mi sono diretta verso sud, ho raggiunto le Isole Gemini (facilmente raggiungibili anche a nuoto dalla spiaggia), il fondale è ricchissimo di fauna! Il tratto di spiaggia di fronte ai Gemini presenta tracce dell’attività mineraria immerse nella macchia mediterranea, suggestivo! Stesso paesaggio proseguendo lungo la Costa dei Gabbiani, dove si può approdare in calette selvagge raggiungibili solo via mare (le migliori: Spiaggia di Calanova, Spiaggia di Stagnone, Spiaggia di Remaiolo, Spiaggia di Punta Rossa, Spiaggia di Calamita, Spiaggia di Istria, Spiaggia dei Sassi Neri – ma ce ne sono molte altre, ed anche le scogliere che separano le varie calette meritano tutta la fatica di ogni pagaiata!). Un altro giorno, sempre con partenza dall’Innamorata (il parcheggio a ridosso della spiaggia è davvero comodo, anche se i posti disponibili sono pochissimi), mi sono diretta verso nord con meta la Spiaggia di Barabarca, superandola e tornando indietro all’altezza di Spiaggia di Zuccale. Chiaramente da questo versante il panorama non è più così selvaggio ma neanche troppo affollato, e le spiagge visitate sono state Pareti, Morcone, Peducelli, Madonna delle Grazie, Stecchi ed appunto Barabarca e Zuccale.

SPIAGGIA DI BARBAROSSA e SPIAGGIA LA REALE: per entrambe queste spiagge il parcheggio (limitato!) si può trovare sulla strada a ridosso della spiaggia, gratuito. Siamo poco oltre Porto Azzurro, una delle zona più rinomate dell’Isola. Io, a settembre, per trovare parcheggio sono arrivata in spiaggia alle 7.20! Partendo da entrambe le spiagge in questione, mi sono diretta verso est, per evitare il traffico di Porto Azzurro, arrivando fino a Terranera, spiaggia dai cromatismi unici, dove il blu del mare contrasta con il verde del laghetto retrostante e con il rosso del terreno.

All’Isola d’Elba, essendo piccolina, è tutto abbastanza vicino, o comunque mai troppo lontano! Ogni giorno si può esplorare una o più spiagge diverse (io in tutto, via mare o via terra, ne ho visitate una cinquantina!), scegliendo in base ai venti, in modo da trovare sempre la migliore esposizione possibile. Consiglio di scaricare l’App “OrientElba”, che in ogni momento indica temperature, venti (direzione e km/h) ed elenco delle migliori spiagge del giorno. Certo, occorre svegliarsi all’alba ed arrivare in spiaggia tra le 7 e le 7.45, e riconosco che è stato strano arrivare al parcheggio con addosso la felpa, per togliersela quasi mal volentieri per spalmarsi la protezione solare alle 7.30 del mattino! Massimo alle 8 entravo in acqua e, anche se mezz’ora prima era freschetto, in acqua – anche a nuotare – a quell’ora si sta benissimo, anche a settembre! Inoltre, il mare del mattino è impareggiabile, delicato e silenzioso, ha una dimensione più personale sia visto dalla spiaggia che dal SUP. Ed inoltre, meno poeticamente, motoscafi e panfili dormono ancora (almeno fino alle 10/11), e si pagaia con più tranquillità!

TESTO DI Erika Montrucchio (Allevamento Golden Retriever Blonde in the Gold) – Medico Veterinario

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