Home Sup News Intervista a Roberto Mandoloni sul regolamento sup 2015

Intervista a Roberto Mandoloni sul regolamento sup 2015

0

logo-fisurf

Il regolamento 2015 è l’evoluzione del precedente. I principi guida relativi alla sicurezza, agli ingaggi, alle stazze delle tavole, sono stati uniformati quanto più possibile al regolamento Supaa e comunque sempre ispirato ai principi ISA, in maniera da avere un regolamento nazionale quanto più simile a quelli internazionali.

Il regolamento cambia ogni anno, come mai si effettuano le rettifiche?

Sai che io oltre ad essere consigliere federale sono un attivo atleta a livello italiano, ho partecipato ad almeno 35 competizioni italiane negli ultimi 3 anni. Ho avuto modo di apprezzare i pregi e di osservare i limiti dei regolamenti precedenti confrontandomi sul campo di regata e poi davanti ad una birra con amici ed avversari, con responsabili di brand di settore e di club organizzatori.

In realtà se parliamo di categorie competitive, 12’6 e 14′, lo scheletro è rimasto intatto. Abbiamo modificato l’assegnazione dei punteggi delle tappe a 3-4 stelle, c’era troppo divario tra un tipo di tappa e l’altro e alcune tappe perdevano valore. Abbiamo inserito per le tappe a 5 stelle lo stesso format degli assoluti, una combinata di beach race più long distance in due giorni di competizioni.. al momento solo Adriatic Crown ha confermato di voler realizzare una 5 stelle, stiamo trattando con la Stranavigli di Milano nella speranza di convertire una loro 4 stelle in 5, ma abbiamo bisogno della beach race. Speriamo perché l’evento di Milano è uno dei più prestigiosi del panorama nazionale. Le novità più importanti del regolamento riguardano invece gli amatori.

L’anno scorso abbiamo avuto sul campo notevoli contestazioni in questa categoria, che di fatto era diventata una vera e propria categoria competitiva con atleti che scendevano di categoria dalla race con tavole performanti, di tipo cuising o addirittura custom a forma race ma leggerente più corte.

La mia idea, sentendo i malumori di molti amatori che si trovavano a competere ad armi impari con delle frecce dl mare, è stata quella di ridar loro serenità togliendo questa competitività estrema; la maggior parte degli amatori scende in acqua per fare una passeggiata o per sfidare l’amico di sempre, non ha senso che in questa categoria ci siano dei professionisti. Quindi abbiamo scisso le 3 categorie di tavole, cruising (prua fendente) da all round (prua arrotondata) da gonfiabili fino a 12’5, tutte queste categorie verranno premiate separatamente ad ogni competizione ma non esisterà una Coppa Italia amatori, una ranking amatori: ogni evento sarà fine a se stesso. Questo dovrebbe spostare i veri competitors con ambizioni di emergere nello sport nelle categorie competitive, 12’6 e 14′. Non sembrandoci giusto che, comunque, i nuovi paddler appena affacciati ai nostri campionati non avessero la possibilità di sfidarsi per un titolo italiano amatori, abbiamo istituito una nuova competizione, il campionato italiano amatori, da svolgersi durante gli assoluti in un momento diverso rispetto alla gara dei 12’6 e dei 14′. In pratica è stato istituita la regola per cui tutti gli amatori che abbiano partecipato ad almeno 5 tappe di Coppa Italia con tavole Cruising, all round o gonfiabili fino a 12’5 e non abbiano mai partecipato a competizioni 12’6 e 14, possano sfidarsi in una speciale competizione tra loro con tavole uguali, fornite dall’organizzazione degli assoluti, per decretare il campione amatori 2015. Il format di questa gara verrà deciso in base al numero delle adesioni.

La continua evoluzione del regolamento serve per un campionato a gap zero e uguale per tutti?

Il campionato 2015 è appena iniziato e ovviamente dovremo testare la validità del regolamento in essere. Credo che per le categorie competitive non ci siano grossi problemi, nel senso che lo scheletro è quello della passata edizione ed ha dimostrato di essere affidabile. Certo che il Presidente e Consiglio direttivo, e io in particolare come responsabile dei campionati, monitoreremo l’andamento delle competizioni e saremo pronti a prender atto di eventuali macro errori da correggere da subito. Sicuramente l’intenzione è di aver fatto delle regole che diano a tutti la possibilità di competere ad armi pari, non è nostra intenzione favorire atleti o brand particolari e mi fa molto piacere che alla prima competizione, quella dell’Eur a Roma, nelle prime 4 posizioni della categoria 12’6 maschile ci siano 4 brand differenti. L’idea di campionato a gap zero e uguale per tutti è stata appieno sviluppata nel campionato amatori: gara secca con tavole uguali, che vinca il più forte e arrivederci il prossimo anno con tavola race!

Una sezione dedicata alla sicurezza, si avvicina il momento di rientrare nel CONI?

Siamo molto attenti alla sicurezza dei nostri atleti, l’anno scorso abbiamo avuto un paio di situazioni a rischio che per fortuna si sono risolte senza drammi, ma l’idea del Consiglio Direttivo Fisurf nello stilare il regolamento è stata quella di aumentare gli standards di sicurezza sia a livello generale che, soprattutto, per i nostri atleti più piccoli, i bambini e i ragazzini fino a 14 anni.

Abbiamo puntato molto sulla richiesta di avere barche di appoggio e mezzi di soccorso e ambulanza sul campo in ogni nostra manifestazione, e monitoriamo gli organizzatori degli eventi affinché rispettino questi standards.

Per i più piccoli, le categorie giovani promesse e giovanissimi, non avevamo assolutamente un regolamento specifico e ci siamo sentiti di doverlo fare. Abbiamo stabilito che i piccoli non potessero gareggiare con tavole troppo grandi né per distanze troppo lunghe, nella passata edizione abbiamo assistito a bambini di 8-9 anni spiaggiarsi sfiniti dopo ore al termine di gare da 15 km.. no, secondo noi questo non garantiva la loro sicurezza, quindi abbiamo deciso di evitare le long distance fino a quando questi giovani non abbiamo raggiunto i 15 anni e possano entrare di diritto nella categoria junior.

In un primo momento avevamo assolutamente vietato che i giovanissimi potessero competere con tavole superiori a 11′, ma su pressione di alcuni genitori che avevano già acquistato tavole 12’6 abbiamo inserito una nuova categoria, la giovanissimi 12’6 appunto, che comunque dovrà competere su distanze di massimo 4-5 km, per la sicurezza di tutti.

L’occhio del Consiglio Fisurf è sempre vigile alle esigenze degli atleti e del mercato?

La Fisurf si inserisce a livello internazionale in un discorso complessivo, parlo di Isa, regole mondiali.

Abbiamo osservato che altre organizzazioni, ad esempio la Supaa, hanno organizzato un Euro tour tutto incentrato sull’unificazione delle categorie, le gare Supaa saranno già quest’anno solo con tavole da 14′. Mi piacerebbe che in futuro tutti i brand di settore e i protocolli internazionali si uniformassero su un’unica categoria di tavole da competizione.

Personalmente preferisco la 12’6 alla 14′ per maneggevolezza e facilità negli spostamenti, ma credo che per uno sport che intenda entrare nel giro delle Olimpiadi stabilire una stazza ben definita in cui un solo campione possa emergere sia auspicabile.

Ma questa ovviamente è solo la mia opinione e di questo il nostro direttivo non ha assolutamente parlato e non ne parlerà per il 2015.

Una sezione dedicata agli stranieri, si segue il progetto ISA?

Abbiamo introdotto la regola per cui il campione italiano debba avere passaporto italiano.

Gli stranieri possono comunque competere e vincere la Coppa Italia.

Credo che una regolamentazione del discorso stranieri fosse necessaria. Già negli anni precedenti abbiamo avuto atleti stranieri che hanno vinto il titolo italiano e i mugugni sul campo di regata ci sono stati.

Certo, se uno straniero è più forte è giusto che vinca, non lo discuto. Ma credo che sia altrettanto giusto che si fregi del titolo di campione italiano un atleta che abbia passaporto italiano e possa poi rappresentarci nella nazionale.

Tale principio vale nella maggior parte degli altri sport: Luis Armstrong può vincere il giro d’Italia di Ciclismo ma non partecipa al campionato italiano su strada o pista, Bolt può vincere il grand prix di Roma di atletica ma non può essere campione italiano, lo stesso dicasi per Phelps nel nuoto o Connor Baxter nel Sup race, questo è il principio che ci ha ispirato.

Abbiamo comunque lasciato una finestra aperta chiedendo lumi al Coni, saremo tempestivi a modificare il codice qualora il suo ufficio legale ci dirà che la strada da seguire è un’altra.

Il regolamento che il consiglio direttivo Fisurf ha adottato per il 2015 credo sia un buon regolamento. Certo tutto è perfettibile, ma solo il tempo ci dirà quali cose dovremo limare o se sarà il caso di stralciarlo e scriverne uno totalmente nuovo. A giorni pubblicheremo il calendario race definitivo.