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Karpathos Full Power, il report di Lele

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“Papà Papà dai quest’anno niente onde ma mare tranquillo con acqua calda, azzurra e sabbia…” che unitamente ai rischi connessi agli spostamenti in era covid (e una settimana già fatta a Pozo ndr) mi ha fatto pensare nuovamente alla Grecia. Ok ragazze -dico- almeno posso scegliere l’isola più ventosa? Così dopo una breve ricerca e qualche consiglio dai veterani puntiamo su Karpathos.

L’isola si trova tra Creta e Rodi, facilmente raggiungibile da vari aeroporti in breve tempo. In sostanza uno spoiler di roccia fino ai 1.200 m che degrada a sud creando la condizione perfetta per aggiungere nodi al Meltemi, tanto che a volte sottovento all’isola ci sono 20-30 nodi in più che sopravento!

Virtualmente quando soffia si può uscire ovunque anche se gli spot più attrezzati si concentrano nel sud. Attenzione al divieto di navigazione per windsurf nella baia del capoluogo Pigadia, sia per l’arrivo dei traghetti che per il passaggio di cavi elettrici sottomarini, come ho dovuto imparare dopo essere stato inseguito dalla Guardia Costiera alla mia prima uscita sull’isola… In teoria anche sopra i 7 Beaufort sarebbe vietato navigare anche se negli spot più frequentati pare non sia un problema.

Circa le accomodazioni e la ristorazione potete trovare un ampia gamma di possibilità sulle quali non vi intrattengo nemmeno, oltretutto vi toglierei il piacere di cercare le migliori taverne dell’isola piuttosto che pittoreschi studios o alberghetti di tutti i tipi. In sostanza l’isola è piuttosto spartana, eccetto Pigadia dove la maggioranza delle attività è molto turistica, poco verace.

Gli spot più noti sono nel sud vicino all’aeroporto, a est sottovento e ad ovest sopravento. Il Meltemi qui soffia forte e costante da Maggio a Settembre con rare pause, bene accette per riposarsi ed ammirare le bellezze dell’isola.

Gli spot più frequentati sono quelli sottovento partendo dalla bellissima baia di acqua bassa azzurra e sabbiosa dei principianti (Chicken) risalendo fino alle baiette più a nord che nell’insieme formano la Devil’s Bay. Qui il vento entra molto più forte che nel resto dell’isola, grazie anche alla componente termica, tanto che in giorni con poca previsione e magari leggero sud nel Nord dell’isola qui potete armare tranquillamente la 4.0. Essendo sottovento tende chiaramente ad essere rafficato e tanto più piatto quanto più state vicino al bagnasciuga. I giorni in cui davano 30 nodi di Meltemi in generale, in questa baia si vedeva nebulizzare a perdita d’occhio!

Con queste premesse ho provato a dedicarmi alla mia prima vacanza full freestyle e devo dire che non è stato facilissimo abituarsi al vento nucleare della prima settimana ed all’acqua piattissima. Sostanzialmente nel nostro benedetto Garda facciamo freestyle-wave alla fine, almeno con la classica condizione da Pelèr medio al Prà, mio home spot. Comunque, dopo qualche incertezza iniziale, rimodulando un poco gli schemi di manovra, in effetti ho capito perché i Pro diventano matti per queste condizioni. La reattività degli stacchi è impressionante ed essendo di base in acqua liscia con tavola stabilissima, fatta eccezione per le raffiche, gli ingressi in manovra sono semplici ed anche la curva di progressione ne risente a favore in modo tangibile. Bellissimo inoltre uscire solo in costume e trapezio. Comunque imbarazzante vedere volare via l’attrezzatura quando sbagli come nello speed…ed in effetti la seconda settimana con vento più umano mi sono divertito di più, chiudendo anche più manovre. Meglio tutto sommato fare più uscite nella giornata, mai troppo lunghe, per non scadere nella stanchezza e rovinare gli schemi motori appresi. Ecco, forse nel freestyle puro questo aspetto risalta più che tra le onde, dove magari si cerca di sfruttare al meglio il periodo favorevole di marea con uscite più lunghe. Altra differenza interessante è stata la sensazione di totale libertà tra una manovra e l’altra, che di rado si vive quando c’è mare attivo e che qui mi è sembrata amplificata, rendendo i bordi tra le manovre ottimali per pensare al prossimo trick. Forse è questa l’essenza del freestyle moderno, la libertà di prendere quello che verrà in serenità, allenandosi al meglio o anche solo divertendosi in pace, ma comunque con la possibilità di evoluzioni super adrenaliniche anche se in acqua piatta, come mi pare sotollineino anche i Pro.

“E’ incredibile dove è andato lo stile nel freestyle così versatile per creare libertà, mescolare nuovi ambienti senza conoscere confini dal Garda alla Nuova Caledonia… ed è per questo carattere che è pensata la nostra linea”

Kai Katchadourian (Simmer Style Captain ndr)

Nella baia dei principianti inoltre, a parte la bellezza assoluta del posto, per le caratteristiche si può fare windsurf in sicurezza anche con tutta la famiglia, oppure un poco sottovento dedicarsi solo alle manovre in acque turchesi. Qui sono riuscito a passeggiare con tutte le mie bimbe sulla tavola ed anche mia moglie dopo 10 anni ha ripreso a planare col sorriso.

Sopravento invece, sempre nella parte sud, ci sono altri spot, anche in acqua piatta, tra i quali perlopiù si va per il cosiddetto secret spot che nei giorni di vento forte può regalare qualche onda lunga per saltare mure a destra. Risalendo qualche chilometro verso nord troverete una baietta azzurra con scogli al centro in fronte al centro Naish.

Extra windsurf da segnalare il porticciolo di Finiki con ottime taverne per pesce fresco e soprattutto le 3 spiagge a nord di Pigadia con acque caraibiche e snorkelling piacevolissimi.

Come attrezzatura io sono stato contentissimo delle nuove vele da freestyle Simmer, morbide e maneggevoli per cui ringrazio Simmer Style Italia, io ho usato le ACE 4.0 e la 4.4 anche se nella prima settimana avrei potuto usare tranquillamente una 3.3! Scusate l’uso improprio dell’adesivo PWA ma era nei miei sogni dai 14 anni e non ho potuto resistere quando mi è stato regalato dal mio amico che fa il giudice. Per l’occasione particolare invece come tavola ho lasciato a malincuore in garage la mia WHIP 92 L preferendo un piccolo custom da vento forte 88 L, per cui ringrazio Luka Jures di Flikka, veramente radikale e performante per queste condizioni. Circa tutto il resto infine sia per il supporto che per l’ispirazione non posso che ringraziare come sempre anche DetourSURFandSNOW.

Riassumendo: ottima meta per allenarsi in serenità magari con la famiglia, vicina, calda, colorata, piena di vento e con vitto e alloggio di alta qualità a bassi prezzi; unico neo la mancanza di onde ma per quella vi rimando al prossimo report.

Buon vento a tutti.

Lele Allemand

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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