Home Running Eventi Kiprop, un messaggio per Rio 2016

Kiprop, un messaggio per Rio 2016

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La Tokyo Marathon, gara dello Iaaf Gold Label, ha pienamente mantenuto le attese regalando verdetti importanti anche in ottica Rio 2016, perché i vincitori hanno messo una pesante ipoteca sulla convocazione per la gara olimpica. L’impresa principale è sicuramente quella della kenyana Helah Kiprop, già sul podio ai Mondiali 2015 e che con 2h21’27” ha stabilito il nuovo record della manifestazione. Una gara, quella delle ragazze, partita molto veloce tanto che a metà gara il passaggio è stato di 1h10’41”. Al 35° km, passato in 1h57’08”, davanti erano in 4: le kenyane Helah Kiprop e la due volte iridata Edna Kiplagat e le etiopi Amane Gobena e Aberu Kebede, mentre la campionessa uscente Birhane Dibaba aveva perso contatto. E’ stato lì che la Kiprop ha portato la sua offensiva con un parziale di 16’39” sui 5 km, chiudendo con quasi un minuto meno del vecchio record. Per la kenyana è il nuovo personale migliorato di oltre due minuti. PB anche per la Gobena, seconda in 2h21’51” mentre la Kiplagat ha chiuso terza in 2h22’36” davanti alla Kebede (2h23’01”) e alla Dibaba (2h23’16”).

Helah Kiprop, grande vittoria e tempo a Tokyo (foto organizzatori) Helah Kiprop, grande vittoria e tempo a Tokyo (foto organizzatori)

In campo maschile ritorno al successo dopo ben 6 anni fatti di tanti piazzamenti (tra cui il bronzo mondiale 2011) per l’etiope Felisa Lilesa che in 2h06’56” si candida per una maglia olimpica. Lilesa si è giocato la vittoria con il campione uscente, il kenyano Dickson Chumba, staccato a poco più di un km dal traguardo e che per lo sforzo ha ceduto anche la piazza d’onore al connazionale Bernard Kipyego, secondo in 2h07’33” con un solo secondo di vantaggio su Chumba. Quarta piazza ed ennesima occasione sprecata per vincere una classica per il campione olimpico e mondiale 2013 Stephen Kiprotich, l’ugandese che ha chiuso in 2h07’46” davanti al due volte iridato kenyano Abel Kirui, tornato nei quartieri alti di una grande maratona in 2h08’06”, a seguire altri due big kenyani, Eliud Kiptanui in 2h08’55” ed Emmanuel Mutai in 2h10’23”. Primo giapponese al traguardo (la prova era indicativa per Rio 2016) Yuki Takamiya, 11° in 2h10’57”. La prova ha concluso il World Marathon Majors con il premio di 500 mila dollari andato ai kenyani Eliud Kipchoge e Mary Keitany.

KAROKI E WACERA, VITTORIE PER CARDIFF

Come nel 2014. La World’s Best 10K di San Juan di Portorico, altra gara dello Iaaf Gold Label, ha premiato i kenyani Bedan Karoki e Mary Wacera, vincitori già due anni fa e che si proiettano come pretendenti al titolo ai prossimi Mondiali di mezza maratona a Cardiff del 26 marzo. Per la prima volta la gara è stata disputata di primo mattino per sfruttare le migliori condizioni atmosferiche e un largo gruppo di africani si è posto subito in testa transitando a metà gara in 13’55”. Dopo 20 minuti ha perso contatto il “re” della World’s Best, il kenyano Sammy Kitwara che puntava alla sesta vittoria. Negli ultimi 3 km la selezione è stata netta lasciando a giocarsi il successo nell’ultimo km Karoki e i suoi connazionali Leonard Barsoton, già battuto in occasione dei campionati nazionali di cross e Stephen Sambu, miglior tempo mondiale 2015. Barsoton ha provato l’attacco a 500 metri dal traguardo ma Karoki è rimasto incollato per superarlo allo sprint. 27’42” il tempo finale per entrambi con Sambu terzo in 27’48” davanti agli altri kenyani John Mwangangi e Julius Kogo, classificati nell’ordine in 28’00”.

La volata vincente di Karoki (foto organizzatori) La volata vincente di Karoki (foto organizzatori)

Fra le donne il duello è stato subito chiaro, fra le due ultime vincitrici, Mary Wacera e l’etiope Belaynesh Oljira. La Wacera ha messo al sicuro la vittoria a 500 metri dal traguardo chiudendo in 31’48” con 2” sulla rivale, terza l’altra kenyana Veronica Nyaurai in 31’55” davanti alla connazionale Linet Masai in 31’56”.

EX KENYANI PRIMI AGLI ASIATICI DI CROSS

Assegnati per il cross i titoli asiatici, in Bahrain, in un’edizione molto affollata grazie anche all’assenza dell’evento mondiale in questa stagione. La 13esima edizione della corsa ha visto il dominio dei corridori di casa grazie a una pletora di corridori kenyani naturalizzati. Il titolo maschile è andato ad Albert Rop, che ricordiamo 11° agli ultimi Mondiali di Guiyang, che ha dominato la gara chiudendo in 32’36” con 23” di vantaggio sul connazionale Isaac Korir, secondo come due anni fa in Giappone, terzo ancora il Bahrain con l’etiope naturalizzato Aweke Ayalew. Tripletta dei padroni di casa anche fra le donne con Eunice Chumba prima in 29’35” davanti a Ruth Jebet a 6” e Mimi Belete a 10”. Nelle prove juniores oro ancora al Bahrain con ABdi Ali in 26’17” e con Dalila Abdulkadir in 21’54”.

Il gruppo nazionale del Bahrain che ha dominato i Campionati Asiatici (foto organizzatori) Il gruppo nazionale del Bahrain che ha dominato i Campionati Asiatici (foto organizzatori)