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KV Chiavenna – Lagùnc e Val Bregaglia trail, le salite che raccontano un territorio

di - 01/10/2026

KV Chiavenna - Lagùnc e Val Bregaglia trail, le salite che raccontano un territorio, due giorni in Valchiavenna percorre come matti!
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Un chilometro verticale, in termini semplici, è una gara che misura “mille metri di dislivello positivo” in un percorso che non supera i cinque chilometri di sviluppo. Una gara pazzesca, per raggiungere nel minor tempo possibile un dislivello metrico che fa rabbrividire. È una specialità della corsa in montagna che vive di pendenza pura, di ritmo, di tecnica, di capacità di gestire una salita che non concede tregua e soprattutto di capacità fisiologiche non comuni.

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Si parte dal basso e si arriva in cima!

Non è una disciplina complicata da spiegare: si parte dal basso, si arriva in alto, e in mezzo c’è solo salita. Il respiro si fa corto già dai primi passi, la verticalità spaventa e allo stesso tempo ispira ed emoziona. Se la si vuole paragonare alle discipline dell’atletica leggera tradizionale, il VK sta alla corsa in montagna come i 100 metri piani stanno alle gare su pista. Chi vince è re o regina assoluti. Non si fanno sconti, non ci si può riposare, perché il VK non perdona. Ti regala magia, come solo lui sa fare, ma te la devi guadagnare!

Iscrizioni QUI👉 https://www.kilometroverticalelagunc.it/iscrizioni

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Chiavenna–Lagùnc, tutto è iniziato qui!

Il Chiavenna–Lagùnc, nato nel 1986 come cronoscalata Pianazzola–Lagùnc, è diventato nel tempo il primo Kilometro Verticale omologato FIDAL in Italia. È stato misurato, certificato, studiato con criteri tecnici precisi, e da quel momento ha assunto un ruolo particolare: non solo una gara, ma un riferimento per tutti, atleti e tifosi. Un luogo che ha contribuito a definire la disciplina nel nostro Paese, e che ancora oggi viene citato come uno dei tracciati più “puri” della verticalità italiana.

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Nella foto Henri Aymonod, vincitore di 5 edizioni del VK Chiavenna-Lagunc

Quando la gara si avvicina

L’abitato di Chiavenna, quando arriva l’autunno, sembra rallentare di un mezzo passo. Il mondo cambia colore lentamente per andare a testa bassa verso il freddo dell’inverno e regalare i colori unici del foliage. Non è una sensazione malinconica, anzi: è quel tipo di quiete che ti permette di guardare meglio e oltre lo sguardo scopri ciò che nei mesi estivi, quelli più caldi, non avevi visto. In paese le giornate si accorciano, la luce si insinua tra incastri di tetti con angolazioni inedite, regalando movimenti di luce e giochi di prospettiva. La valle assume un colore che non è ancora quello dell’inverno ma non è più quello dell’estate. È un momento di transizione che non si può che amare Forse è proprio per questo motivo che il Kilometro Verticale Ciavenna-Lagùnc si impadronisce con autorevolezza del territorio in un weekend di ottobre. Una gara che vive di passaggi estremi, di atleti e sostenitori, di sorrisi folli, cambi di ritmo e cruda verticalità.

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La mulattiera che racconta

La mulattiera che porta a Lagùnc è lì da molto prima della gara, tra sassi e gradini c’è tanto da raccontare. Testimone assoluta, ha raccolto anni di successi e sudore, regalando emozioni uniche. Il percorso di gara la gente del posto lo conosce bene e lo rispetta, perché parte integrante di una comunità che da sempre vive attivamente il proprio territorio. Un collegamento, un pezzo di storia, un modo di salire verso un borgo che sembra sospeso, lassù…in alto. Quando sei alla base e alzi la testa, non ti impressiona da subito. È una linea che si arrampica tra le case, tra i muretti, tra i castagni, tra la storia della Valchiavenna. Solo quando inizi a salirla capisci che ha una sua logica precisa: non è una salita “bella” nel senso estetico, è una salita che funziona. Ogni gradone, ogni curva, ogni tratto più ripido sembra messo lì per un motivo.

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La gara

La gara è nata così, quasi per sottrazione: prendendo qualcosa che esisteva già e dandogli una forma sportiva. E col tempo è diventata un simbolo del territorio. Non perché qualcuno abbia deciso di farla diventare tale, ma perché la comunità l’ha adottata. A Chiavenna, quando si parla di corsa in montagna, il pensiero va subito al verticale e quel sentiero lo conoscono tutti. È un riflesso naturale. La gara è entrata nell’immaginario collettivo, è diventata un riferimento, un modo di raccontare la valle senza usare troppe parole e se passi da Chiavenna, almeno una volta nella vita, quel percorso lo devi provare.

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Henri Aymonod, tra i principali protagonisti delle precedenti edizioni. Vincerà anche quest’anno?

Storie di record

E poi c’è la storia sportiva, che ha aggiunto un altro strato. I record, le edizioni combattute, le giornate di pioggia che hanno reso la mulattiera più scivolosa e i suoi sassi nemici. Le giornate di sole che hanno portato tanta gente lungo il percorso. Ogni anno la gara ha aggiunto qualcosa in più alla propria fisionomia, e ogni anno la valle ha risposto con la propria gente. Eh sì, perché la Kilometro Verticale Chiavenna – Lagùnc o la corri o ti comporti da tifoso. Il giorno della gara stare a casa per la gente del posto è quasi un “sacrilegio”. La gente lo sa e si prepara per tempo, per rendere omaggio nel migliore dei modi a tutti gli atleti.

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Henri Aymonod, un pezzo di storia

Dentro questa storia, negli ultimi anni, c’è un nome che torna spesso: Henri Aymonod. Le cinque vittorie dell’atleta valdostano non sono solo un dato statistico, ma un pezzo di racconto autentico delle 26 edizioni passate. Aymonod ha trovato in questa salita una sintonia particolare. La gara per lui è sinonimo di casa, di tifo incondizionato e di performance a tutti i costi, senza però scordare mai la capacità di sorridere. Non è un atleta che vive di exploit isolati: è uno che costruisce, che conosce molto bene il percorso e che sa interpretare come nessun altro. La mulattiera di Lagùnc, con la sua geometria precisa, sembra davvero parlare la stessa lingua dell’atleta che ha già vinto qui ben cinque edizioni.

Il volto della gara

Di Aymonod le cronache raccontano delle cinque vittorie precedenti gestite con intelligenza, con cambi di ritmo nei punti giusti, con una capacità di leggere il terreno che non tutti hanno e una confidenza verso la fatica decisamente non comune. E’ indubbiamente un fuoriclasse e, ogni volta che torna in Valchiavenna, la gente del posto lo riconosce subito: non solo come atleta, ma come parte della storia recente della gara. Il suo rapporto con il verticale ha contribuito a rafforzare l’identità della competizione. Non perché servisse un volto, ma perché è naturale che una gara così abbia dei protagonisti. Aymonond ama la verticalità, il ripido estremo e il “lassù in cima” da raggiungere nel più breve tempo possibile. Con la sua continuità, è diventato uno di quei nomi che si associano immediatamente al percorso.

Val Bregaglia trail, non solo verticale!

Accanto al verticale, il weekend propone anche il Val Bregaglia Trail, un percorso che porta la corsa dentro un’altra storia: quella dei sentieri di confine, dei paesi che si affacciano sulla valle, dei tracciati che un tempo erano vie di passaggio e di scambio. Un percorso di 25 chilometri, con circa 1000 metri di dislivello positivo. Una gara più lunga, più narrativa, che permette di vedere la valle da prospettive diverse e soprattutto presenta il territorio lungo il quale si sviluppa in tutta la sua bellezza e chi la corre ne parla sempre con entusiasmo.

Iscrizioni QUI👉 https://www.kilometroverticalelagunc.it/iscrizioni

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L’edizione di quest’anno

L’edizione 2026 del Kilometro Verticale Lagùnc si correrà sabato 17 ottobre, mentre il Val Bregaglia Trail sarà protagonista domenica 18 ottobre. Due giorni che Chiavenna vive come un piccolo rito: la salita il sabato, l’orizzonte la domenica.

Iscrizioni QUI👉 https://www.kilometroverticalelagunc.it/iscrizioni

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2026, un anno in crescita

Quest’anno la gara arriva con la stessa naturalezza di sempre, ma con un’attenzione particolare: la crescita del movimento verticale, l’interesse degli appassionati, la voglia di tornare a vivere le gare in modo semplice. Le iscrizioni stanno andando bene, la comunità locale è già in movimento, e la mulattiera è stata sistemata nei punti più delicati dopo che le piogge estive avevano creato qualche problema.

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Livello tecnico assoluto

Ci saranno atleti di livello tecnico assoluto, certo, ma anche tanti amatori che hanno deciso di provarci almeno una volta. E ci saranno quelli che salgono solo per guardare, per incitare, per vivere la gara da bordo sentiero. E una delle caratteristiche più belle del Kilometro Verticale è proprio questa: non devi essere un atleta per sentirti parte della giornata, ma devi esserci comunque!

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4running c’è

Quest’anno noi saremo presenti, per seguire la gara da vicino e vivere l’emozione in diretta. Saremo sul percorso, a Chiavenna, a Lagùnc, lungo la mulattiera, per raccontare la gara con lo sguardo di chi la vive davvero. Non solo tempi e classifiche, ma sensazioni, volti, dettagli. Quello che succede attorno alla gara, che spesso è la parte più interessante.

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Chiavenna è già pronta

Quando ad ottobre si arriva a Chiavenna, si percepisce la quiete. Non c’è confusione, non c’è rumore. C’è un sentiero che sale, c’è un paese che aspetta, c’è un’atmosfera che non devi interpretare, ma devi vivere. Basta esserci. Basta salire un pezzo di mulattiera, fermarsi, guardare. Capire che questa gara non è solo una gara: è un modo di raccontare il territorio estremamente coinvolgente.

Provaci anche tu!

E se un giorno non avrai voglia di correre, potrai sempre salire per fare il tifo. Oppure per camminare. Oppure solo per vedere com’è. Il chilometro verticale è così: non ti chiede nulla, ma ti lascia qualcosa, che puoi conservare. E quando torni a casa, avrai portato con te un bel ricordo.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”