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La grande domenica dello Iaaf Road Label

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Un eccezionale weekend attende gli appassionati della maratona internazionale: nell’arco di 24 ore si correranno ben sette prove sui 42,195 km valide per lo Iaaf Road Label, un assembramento clamoroso voluto dal calendario che in attesa dei grandi appuntamenti di Boston e Londra darà i primi responsi della primavera. Intanto però il bizzarro calendario internazionale propone per domani un antipasto interessantissimo, la Great Ireland Run, prova Silver sui 10 km che si disputerà al Phoenix Park di Dublino, una gara che assume particolare importanza per i colori italiani per il ritorno in gara di Valeria Straneo, finora assente dalle cronache nel 2015. Molti addetti ai lavori la danno per favorita, ma la piemontese ammette che sta ancora costruendo la sua stagione, senza proporsi sui 42,195 km in primavera per scegliere in estate fra i Mondiali di Pechino o un tentativo di record italiano a Berlino. Intanto a Dublino si confronterà con la campionessa di casa Fionnuala Britton, intenzionata ad essere la terza padrona di casa a vincere dopo Sonia O’Sullivan nel 2003 e Catherine McKiernan l’anno dopo. Adesione dell’ultim’ora è quella della campionessa europea di cross Gemma Steel,la britannica che due settimane fa aveva corso i Mondiali a Guiyang e che a Dublino ha già vinto nel 2012. In campo maschile il campo partenti è se possibile ancora più qualificato, con in prima fila due big kenyani come l’ex iridato di cross Yaphet Korir, in cerca di rivincite, e il primatista mondiale della distanza Leonard Komon, capace due settimane fa di scendere sotto l’ora nella mezza di Praga. Potrebbe però mettere tutti d’accordo il vincitore della Great South Run James Rungaru. Un gradino sotto si pongono il marocchino Othmane El Goumri e l’etiope Birhan Nebebew. Esordio con la nazionalità irlandese per l’ex moldavo Sergiu Ciobanu, in gara insieme al campione nazionale Mark Hanrahan.

Eccoci alle maratone domenicali e una di esse ha un particolare interesse per i nostri colori, è la NN Rotterdam Marathon che vedrà al via Andrea Lalli. L’ex campione europeo di cross ha preparato con cura l’appuntamento, a Roma ha svolto il suo ultimo test sui 30 km e sulle velocissime strade olandesi, dove per quattro volte è caduto il record mondiale, vuole dare una limata al suo record personale ma soprattutto dimostrare una volta per tutte che può avere un futuro sulla distanza. La gara è ideale per puntare al proprio record, ma dovrà trovare un treno utile fra i tanti africani in gara per la vittoria. La stella della corsa è il kenyano James Kwambai, che torna a sei anni dall’edizione thrilling del 209, quando lui e Duncan Kibet si gettarono sul traguardo in 2h04’27” con vittoria assegnata a quest’ultimo. A contendere il successo a Kwambai, atleta conosciuto in Italia per avere vinto a Brescia, è un altro kenyano giunto secondo a Rotterdam, Bernard Koech, battuto lo scorso anno pur avendo corso in 2h06’08” e quest’anno terzo alla mezza di Marugame.Puntano alla vittoria anche l’altro kenyano Jonathan Maiyo, terzo alla RAK Half Marathon di febbraio, il bronzo mondiale 2011 etiope Feyisa Lilesa con i suoi connazionali Abera Kuma e Megersa Bacha, il keniota vincitore ad Amsterdam 2011 Gilbert Yego e il campione africano 2012 dei 5000 Mark Kiptoo (Ken), tutta gente con tempo inferiori alle 2h06’20”. Molto starà quindi alle capacità tattiche di Lalli, alla giusta scelta del ritmo e amministrazione delle energie pensando sempre al cronometro, suo primo avversario in questa occasione.La gara femminile è notevolmente inferiore, con l’olandese Miranda Boonstra favorita in virtù del suo 2h27’32” corso a Rotterdam 2012, contro di lei la canadese Krista Duchene e la giapponese Asami Kato, uniche altre con tempi inferiori alle 2h30’.

L’altro grande appuntamento è quello della Paris Marathon, prova Gold nella quale ci sono ben nove atleti con personali sotto le 2h07’. Torna il kenyano Vincent Kipruto,primo nel 2009 in 2h05’47” e poi argento mondiale due anni dopo. Più di lui sembra però accreditato l’etiope Deressa Chimsa, primo a Guangzhou in novembre. Con loro i kenyani Laban Korir e Gilbert Kirwa e gli etiopi Seboka Dibaba e Raji Assefa, tutti con tempi di grande rispetto e in grado di far saltare il banco. I francesi puntano su naturalizzati come Simon Munyutu e Abdellatif Meftah, pronti a scendere sotto le 2h10’. Di ottimo livello anche la gara femminile con la vincitrice di Dubai 2014 Mulu Seboka (Eth) che si fa preferire per il suo 2h21’56” di gennaio all’altra etiope Atsede Baysa,prima a Parigi nel 2009 e 2010. Punta al podio la loro connazionale Amane Gobena, settima due anni fa. In questo affare etiope proverà a inserirsi la kenyana Emily Ngetich.

Tempi importanti sono attesi anche dalla Vienna City Marathon dove torna il vincitore dello scorso anno,l’etiope Getu Feleke pronto a migliorare il suo primato del 2014 di 2h05’41”.L’allievo di Renato Canova ha corso la mezza in 1h00’45” a febbraio,ma la sua condizione dovrebbe essere ulteriormente migliorata. A stimolarlo saranno i connazionali Sisay Lemma e Siraj Gena, con personali molto superiori ma dati in grande forma. Parigi potrebbe rilanciare anche il kenyano Duncan Koech, quarto lo scorso anno in 2h09’17”. In campo femminile ci sarà la rivincita fra la tedesca Anna Hahner (nella foto con Feleke) e la kenyana Caroline Chepkwony, che venne superata nel finale lo scorso anno,ma l’etiope Fate Tola, prima nel 2011 e 2012, potrebbe metterle d’accordo.

La Brighton Marathon ripresenta il vincitore del 2013, il kenyano Dominic Kangor, sfidato dal connazionale Mutai Kipkemei che in autunno si è migliorato fino a 2h09’29”. Esordio in Europa per Duncan Kipkurui Maiyo, mentre l’etiope Musa Babo Ido vuole regalare all’Europa la prima vittoria nella gara britannica. Fra le donne la kenyana Eunice Kales, prima due anni fa, punta al bis contro Lishan Lula, atleta del Bahrain bronzo ai Giochi Asiatici dello scorso anno.

Nona edizione della Santiago de Chile Marathon, gara Bronze che ha il suo favorito nel kenyano Julius Keter, due volte vincitore sulle strade sudamericane ma che trova un ostacolo di non poco conto nel connazionale Luka Rotich, settimo alla mezza di Barcellona in 1h02’20”, e nell’etioppe Haile Gemeda, 2h08’35” di personale. L’etiope Ehetu Kiros ha il miglior tempo d’iscrizione fra le donne con 2h23’39”, ma ben più recente è il 2h23’51” di Biruktayit Eshetu in gennaio a Houston, con loro la connazionale Goitetom Haftu. Pericolosa la primatista sudamericana,la peruviana Ines Melchor che a Berlino 2014 ha corso in 2h26’48”.

Del circuito Iaaf è anche la Mangyongdae Prize Marathon di Pyongyang, in Nord Corea, che doveva essere una gara solo locale dopo la chiusura delle frontiere per il rischio Ebola. Il governo però è ritornato sulla sua decisione e a marzo la gara è stata rilanciata anche all’estero, ma pochi sono gli stranieri che hanno accettato l’invito.