Le Iene, il servizio su Nazarè e le polemiche

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Vi proponiamo in questo articolo l’approfondimento del nostro collega Michele Cicoria della redazione di 4SURF sulle polemiche nate a seguito del servizio delle Le Iene sull’onda di Nazaré. Durante l’ultima puntata del programma Le Iene, in onda martedì 28 aprile 2020 su Italia 1, avrete visto tutti il lungo servizio realizzato dalla iena CIZCO (surfista e reporter) sulle onde di Nazarè, intitolato “CIZCO: Le onde giganti di Nazaré e i surfisti a caccia della “Big mama“.

Nel servizio si parla del big wave riding a Nazarè e a far da portavoce c’è Alessandro Marcianò, primo italiano ad aver surfato quest’onda. Insieme a lui nel servizio troviamo Francisco Porcella, big wave rider che non ha bisogno di presentazioni e che, reduce da un infortunio al timpano, si è offerto di far da driver con la moto d’acqua alla iena Cizco.

Il post al video recita le seguenti parole: “Nazaré è una piccola città in Portogallo, affacciata sull’Atlantico. Qui condizioni particolari del fondale marino aiutano la nascita di onde davvero giganti: surfisti estremi da tutto il mondo si radunano a caccia della “Big mama”. Il nostro Cizco è andato là per raccontarci la caccia all’onda della vita”.
Il servizio è dunque realizzato non allo scopo di sottolineare il talento dei due Italiani, ma sul voler mostrare il mondo del big wave riding al pubblico.

A seguito del servizio, che ci è sembrato ben strutturato considerando il target di riferimento per un canale televisivo generalista, è nata una polemica che ha un po’ diviso la comunità surfistica italiana.
Non è nostro compito giudicare o prendere posizioni, ma la polemica ha fatto il giro dei social e abbiamo così deciso di raccogliere le due voci in questo articolo.
Si parte dal post di Pietro Porcella, padre di Francisco, che lancia una pubblica accusa nei confronti di Alessandro Marcianò, con un post sul suo profilo facebook il 29 aprile.
Sotto al lungo post troverete la risposta pubblicata sulla propria pagina facebook da Alessandro Marcianò, nella giornata di ieri 1 maggio, che racconta la sua verità riguardo al servizio.

PIETRO PORCELLA

L’opinione di Pietro Porcella

LE IENE & FRANCISCO
Marciano’? No, non marcia.

Ieri stavo beatamente assorto al computer guardando “Di Martedi” sulla 7 quando una decina di sms di amici faceva trillare il mio cellulare, insistendo:
“c’e’ Francisco, c’e’ Francisco alle Iene , troppo figo, troppo forte”.
Ma candu mai ?
Quando ho cambiato distrattamente canale, ho visto gli ultimi tre minuti del servizio, giusto per farmi cadere le palle a terra, quando ho sùbito realizzato che fosse uno di quei soliti servizi self promoting commissionati e abilmente co-realizzati da Alessandro Marciano’.
Ora, per chi non lo conosce, chi non segue il mondo del surf, e ha visto solo ieri il servizio delle Iene, Alessandro Marciano’ e’ un grande surfista delle grandi onde. Forse il miglior italiano.
Per chi lo conosce e si occupa da anni di surf, Marciano’ e’ invece una mezza pippa. Almeno sulle grandi onde, dove millanta crediti e imprese mai dimostrati (ma quaili 18 metri, ah bello ?).
Non c’e’ bisogno di scomodare i capi storici del surf italiano Alessandro Dini da Viareggio e Maurizio Spinas (da Chia Sardegna) basta chiedere anche nella sua regione del Lazio ai vari Pacitto e Pietrangeli se sono a conoscenza del curriculum sportivo di Marciano’. Marcia chi ?
Marcia…no’.
Scherzo, Alessandro e’ un bravo ragazzo molto attivo, abile organizzatore di eventi di surf (per anni a Tarquinia) e ultimamente abilissimo nel concordare servizi televisivi (fotografici non se lo puo’ permettere) che promuovano la sua immagine e il suo business. Spacciandosi come grande surfista delle grandi onde. Quasi quasi sembrerebbe il piu’ grande italiano. Quando in realta’ basterebbe dire, sono Alessandro Marciano’ un appassionato surfista.
Francisco ? Mischineddu…. Lui si che e’ un campione vero, un puro, un timido, un modesto.
Disgraziatamente e’ mio figlio, e io sono tutto il contrario di cio’ che ho appena detto di lui.
Ma quanto all’uso della parola lo sovrasto e lui ne soffre e appena apro bocca si isola. Non vuole che parli o che intervenga su di lui, sulla sua carriera. Vuol fare da solo o con la sua manager. E’ ancora ingenuo e a volte non sa come difendersi da chi vuole avere un pezzo di lui e approfitta della sua disponibilita’.
Lui non e’ insistente nel promuoversi coi media o coi giudici o le federazioni, ma parla coi fatti. Coi record, con le vittorie con le foto spettacolari, coi video acrobatici d’alta classe su Instagram. Coi messaggi da ‘save the planet’ and Love Sardinia.
Su questo siamo molto uniti e al difuori dell’aspetto agonistico-sportivo, ci unisce la determinazione, l’onesta’ l’amore per la vita e per la gente. Abbiamo un bellissimo rapporto padre-figlio e col resto della famiglia.
Come atleta dieci anni come migliore italiano nelle onde del windsurf nel PWA World Tour e ora 10 anni da protagonista come unico italiano nelle onde giganti del surf della WSL (World Surf League) parlano da soli. Francisco parla con fatti eclatanti come l’onda di 22 metri a Nazare’ nel 2017 che gli ha fatto vincere il Big Surf Award della WSL o come le 5 nominations negli ultimi 10 anni negli ‘Oscar del surf’ . Sempre come unico e solo partecipante italiano nel WSL Big Surf World Tour. Traguardo che il volenteroso Alessandro non potrà mai vedere neanche col cannocchiale nel resto della sua vita. Anche se cambia pelle.
E invece ieri ?
A Francisco, nel servizio delle Iene sono state riservate solo due piccole apparizioni sminuite, quasi-quasi come spalla del semi-fake Marciano’ o come il gentile jet-sky driver del novello reporter Cizco. Accompagnandolo nell’indossare la muta e poi portandolo alla scoperta dell’ebrezza e del rischio nella gelida onda di Nazare’.
Non presentandolo come unico e solo campione italiano internazionale delle grandi onde.
Un danno d’immagine per Francisco che probabilmente,( ho pensato) se lui avesse visto prima come sarebbe uscito il servizio, non avrebbe mai dato il consenso. Conoscendo Francisco non avrebbe preferito apparire per niente. Bastano e avanzano i tanti bei servizi che l’hanno accompagnato in questo ultimo lustro, sia nelle televisioni che nei tabloids nazionali e internazionali.
Ero turbato a fine servizio. Pensando come noi media e promoters (mestiere che anch’io aihme’ faccio da quarant’anni) possiamo manipolare le notizie a nostro piacimento per dar da bere agli ascoltatori cio’ che vogliamo far credere. Usando, come fanno anche i nostri politici, solo una parte di verita’ e implementandola di altre news, piu’ o meno veritiere, ma sfacciatamente di parte.
Ho evitato una reazione immediata e sono andato a dormire.
Stamattina , quando mi son rialzato, ho rivisto con calma tutto il servizio, rivestendomi da giornalista del settore (non da padre di Francisco) per formulare piu’ obiettivamente il mio giudizio su questo servizio e confermo tutto cio’ che ho scritto sopra su Francisco anche se il servizio a cura del prode CIZCO di Genova e Matteo Keffer, di non so dove, era nel complesso ben fatto. Sopratutto la prima parte che ti faceva entrare nel mondo di Nazare’ e della piccola realta’ portoghese trasformata in surf city dall’amico Mc Namara nell’ultimo decennio, dopo aver surfato per la prima volta quell’onda anomala.
Il servizio di 27 minuti e 11 secondi era titolato “Le onde giganti di Nazare’ e i surfisti a caccia della “Big Mama”.
Bel titolo, ottimo spazio, per meta’ usato malissimo.
Premetto che ero un fan delle Iene e assiduo loro frequentatore fin quando le presentava la divina Ilary Blasi, tutt’al piu’Alessia Marcuzzi.Sia alle Hawaii che a New York che qui in Florida non mi perdevo una puntata. Poi andata via Ilary li ho persi un po’ di vista e li ho riagganciati solo per gli speciali ‘blindati’ di Chico Forti, dove mi e’ stato impedito di intervenire pur essendo quello che lo conosce meglio di tutti.
Per il resto ho iniziato a vedere (anche con Chico) diverse fake news e li ho un po’ mollati.
Qui si sono sputtanati un po’ troppo e ho il dovere di intervenire per giustizia verso la comunita’ surfistica, anche se ‘Le Iene’ come programma in generale va ringraziato per lo spazio dato sia a Chico che a Nazare’ .
Ma torniamo a noi e alle cagate di questo servizio.
Dopo la buona introduzione sul paese di Nazare’, sulla dinamica della sua onda, sul rischio estremo documentato dall’ incidente ad Alex Bothelo, dopo la presentazione del recordman locale Rodrigo Cosha protagonista dell’onda piu’ grande di 25 metri….dadadadan …ecco che al minuto 3,25 entra in campo il prode Marciano’ che aveva commissionato o concordato il servizio con le Iene col compiacente e coraggioso Cizco in trasferta portoghese.
Da quel momento in poi, per i restanti 24 minuti Alessandro marcia spedito da protagonista affiancando o affiancandosi ad alcuni altri nomi importanti per sembrare anche lui importante.
Si spara la prima balla, pardon palla, dicendo che nel 2015 e’ stato il primo italiano
a surfare un onda di 18 metri (really ? Ma candu mai ?), quindi fa l’amico di Garrett Mc Namara, per arrivare al 9’ minuto ad arpionare Kai Lenny, il piu’ grande waterman del mondo.
Kay e’ un altro abile self-promoter e paraculo, ma potendoselo permettere. Lo feci esordire nello sport da bambino, a 10 anni, nel 2004 come ‘kid’ all’Aloha Classic che organizzai a Hookipa. Kai e’ uscito e ha imparato i primi anni sulle onde quando Francisco nel windsurf e Niccolo’ nel kite già ci sapevano andare e gareggiavano nell’Aloha Classic e nella seed Bulk King of the Air. Sa benissimo chi siamo. Ci siamo frequentati per vent’anni.
Non so’ come Ale sia riuscito a fargli dire, in quel minutino, che quella giornata era da
‘record breaking for the Italians’ a meno che il buon Kai non si riferisse a Francisco e ai suoi 22 metri del 2017 e non ad Alessandro come sembrava di capire. Fa niente, il reportage continua a scorrere con Marciano’ che continua a parlare empaticamente come un grande esperto big waverider finche’ finalmente al 14’ minuto (dopo il filmato di una vecchia caduta di mc Namara)
finalmente viene introdotto Francisco. Non per quello che e’ , che tutti in Italia e nel mondo del surf gia’ lo conoscono per il suo record a Nazare’ o per le sue performance a Ballando con le stelle o a Pechino Express. No, il novello Cizco presenta Francisco come ‘un ragazzo sardo, ma hawaiano d’adozione, anche lui tra i matti qui presenti….ho saputo che hai avuto un problemino ‘. Quasi fosse uno scappato di casa, inesperto in cerca di gloria e non l’unico italiano da anni ammesso alla gara di Big Surf Tour che li si svolgeva. Poi subito dopo
Riprende subito la scena Marciano’, col compare Cizco (giusto per confondersi) che gli chiede
“Chi e’ il piu’ forte tra i due ?”
“ Ma penso lui”.
Aaah, che generoso….
E qui casca l’asino.
Ridicoli, chissà quanti surfisti avranno riso da casa.
Francisco al massimo poteva essere nominato e affiancato al nome di Leonardo Fioravanti l’altro nostro grandissimo campione nel tradizionale WSL World Championship delle onde normali e se nominato o inserito nel servizio andava obbligatoriamente detto chi era o cosa aveva fatto li a Nazare’.
E invece no, il grande protagonista e’ Marciano’ con CIZCO che prende consigli da lui e lo tifa e incoraggia mentre dice (ma non si vede) di prendere onde giganti.
Il servizio continua col fiato sospeso e l’acqua in gola a seguire il ‘grande’ Marciano’ e la sua impresa. Marcia? No. Surfa ? no’ ,si prende due incartate prima di passare da eroe come soccorritore di un compagno bloccato con la moto d’acqua.
Sudiamo freddo col cuore stretto vedendo Cizco esausto, ma ci rinfranchiamo vedendo Alessandro dinuovo a terra, intatto e’ bello pimpante. E’ pronto a uscire il giorno dopo.
Niente male. Immaginiamo la notte di freddo e tormenti ma il nostro eroe e’ pronto a riaffrontare e vincere la battaglia. Francisco sempre bravo driver, zitto e sorridente al servizio di Cizco. Altri capitomboli dell’eroe tricolore, tanto ci sono altri due minuti di servizio.
E allora facciamo anche noi un po’ di tifo con Cizco per vedere Alessandro in azione. Marcia? No’. Ma Cizco dice di si e ….peccato che “La cresta si vaporizza” proprio sul piu’ bello.
Ma che ce frega, tanto a terra c’e’ Catarina, rilassata che si gode le prodezze del marito.
Alla fine anche il contentino per Francisco Porcella che non resiste e decide di uscire col timpano spaccato e si surfa (lui si vede, con stile) l’ultima onda della giornata.
Siamo ai titoli di coda dinuovo con a terra Alessandro accolto dalla sua grande fun.
C’e’ ancora tempo per una citazione. Francisco? Macche’, Jim Morrison
“Sii sempre come il mare che ti fa venire sempre la voglia di riprovarci”.
Ecco bravo CIZCO, riprovaci.
Non ti conosco, vorrei incontrarti, ma son sicuro che non mi vorrai vedere neanche dipinto dopo questo articolo. Eppure ti sbagli, posso essere anche molto simpatico.
Ascolta un consiglio da questo vecchio cronista criticone.

Per redimerti da questa mezza cagata di servizio pro-Marciano’ e mezza figata di servizio su Nazare’ o meglio, per rimediare allo sgarro che inconsciamente hai fatto a Francisco, hai due possibilita’:

1) Fare un servizio come si deve tutto incentrato su Francisco che racconti le sue vere qualita’, atletiche, fisiche, morali.
2) Fare una di quelle interviste doppie incrociate delle vostre. Con me (giornalista/promoter pioniere dello sport) e con Francisco ( real big wave rider) divisi a meta’ che ci amiamo e insultiamo mentre voi incalzate con le domande. Sarebbe piu’ divertente ma estremamente rischioso, perche’ io sono uno scomodo e pignolo e vi metterei in difficolta’ facendo il criticone.

O meglio ancora, forget about it all together. Fammi fare il paraculo a me questa volta. Vieni questo prossimo inverno a Maui,- Hawaii, la nostra prima surf home. Vieni durante il Peahi Challange sull’onda di Jaws, e io ti guido nel tempio delle onde giganti e del vero mondo che gira intorno ad esso. Usiamo Francisco come vero testimonial questa volta. Organizzo anche una serata da ‘Casanova’ a Makawao il Mercoledi sera che c’e’ ‘ladies night’. Vedi che bel reportage che togli fuori con Mc Porc. Faresti un figurone.
Aloha e a si biri

Alessandro Marcianò, con quest’onda ottiene la seconda nomination nella categoria “Biggest Waves of the year” – XXL WSL Big Wave Awards 2020

ALESSANDRO MARCIANO’

Ciao ragazzi. Mi dispiace essere qui ad affrontare una questione che non meriterebbe spazio. Ma in seguito al servizio andato in onda durante la trasmissione Le Iene ho ricevuto, da parte di una persona, una serie di insulti puerili, gratuiti e francamente incomprensibili. La persona è Pietro Porcella, il cui passato “bizzarro” è conosciuto a molti del mondo del windsurf. Pietro Porcella è il padre di Francisco Porcella. In tanti conoscono Francisco, un grande waterman formatosi alle Hawaii. Non sono di certo io a dover elogiare le sue doti tra le onde di tutto il mondo.

In realtà mi aveva già “attaccato” nel 2015, quella volta con messaggi privati, solo perché i Media all’epoca mi diedero risalto come il primo italiano ad aver surfato Nazare. E nella sua testa evidentemente è iniziato un processo di paura e invidia verso qualcuno che avrebbe potuto togliere la scena al suo figliolo. E quindi parte la macchina del fango.

Infatti questa volta, ovvero solo 2 gg fa, sono stato accusato addirittura di aver “manipolato” il servizio delle Iene che, come prima evidenza voglio sottoporvi, si conclude con una bella onda surfata da Francisco e commentata da Cizco (la Iena autore del servizio) così: “Nonostante abbia il timpano lesionato asseconda l’istinto di lanciarsi in acqua, lasciando tutti a bocca aperta mentre conquista l’ultima onda di questa elettrizzante giornata”.

Ora vi racconto come è nato il servizio. Tramite un altro surfista internazionale sono stato contattato dalla Iena Cizco che voleva realizzare un servizio sulle grandi onde di Nazaré. Come sapete nei mesi invernali ormai da 4 anni vivo qui affrontando questa nuova sfida della mia vita, un mondo nuovo dove sono stato catapultato grazie all’aiuto di Garret McNamara. Ricordo a tutti che io vengo da Roma centro (Borgo Pio) e non dalle Hawaii e soprattutto non avevo mai surfato le big waves fino a 44 anni…
L’idea di Cizco era chiaramente quella di utilizzare l’esperienza di noi italiani e raccontare quello che si vive dietro questo mondo delle onde giganti. Per questo ho dato il numero di telefono di Francisco al programma per farlo contattare direttamente.
Ho cercato anche di incontrarlo prima del programma ma, non per volere mio, non sono mai riuscito. Nelle settimane seguenti sono rimasto in costante contatto con Cizco per aggiornarlo sull’arrivo della swell giusta. E lui allo stesso modo si relazionava con Francisco. Avvisato Cizco e anche Francisco della swell in arrivo, la troupe è arrivata a Nazaré il venerdì sera. Cosi li incontro al ristorante per conoscerci e per organizzare la giornata successiva. Francisco non c’era (“verrà direttamente domani” ha detto la troupe) ed è arrivato la mattina seguente mentre noi eravamo già al lavoro.

La mia idea era quella di fare il servizio in coppia io e lui, surf insieme sulla mia moto, doppia intervista scherzosa pungente.. insomma nello stile classico delle Iene. Ma Francisco, che a sua detta non poteva surfare per il problema al timpano, ha “scelto” di condurre il jet ski con Cizco a bordo. Mentre la produzione filmava la mattina il suo atteggiamento si è rivelato tutt’altro che “coinvolgente” mostrando pretese piuttosto arroganti chiedendo di fare intervista e inquadrature a modo suo senza tenere conto della scaletta che l’autore aveva in mente. Come avete notato nel servizio tantissimi surfisti sono stati coinvolti, sia in acqua che fuori senza che nessuno di loro abbia mai mostrato pretese o richieste assurde. Tra questi Kai Lenny, il più grande waterman dei nostri tempi che secondo il padre di Porcella ha imparato a surfare grazie ai suoi figli… no comment!!!

Ma andiamo avanti, quando Cizco chiede a Francisco di seguire me sulle onde perché voleva fare le riprese e commentare dalla sua go-pro, in quel preciso momento il mio “amico Francisco” ha realizzato come per incanto di farmi un favore e quindi che ha fatto secondo voi ? Come mi è stato riferito dall’autore, gran parte delle clip girate in acqua a bordo della moto d’acqua guidato da Francisco sono state buttate. “Ma io l’avrei serfata meglio o questa era piccola quella non chiude bene”, commentava Francisco compromettendo l’audio. E peggio ancora guidando la moto in modo da rendere difficile, se non impossibile, le riprese con la go-pro. Il giorno dopo Francisco se n’è andato lasciandomi con la troupe, tra l’altro infastidita per la sua assenza, che ha proseguito il suo lavoro con me con le interviste programmate per i giorni seguenti come da scaletta e poi mostrate nel servizio.

Ci sarebbe molto altro da scrivere ma preferisco scusarmi verso la comunità dei surfisti che ancora una volta viene spaccata grazie a queste persone, sempre le stesse, che proseguono con questi atteggiamenti senza rendersi conto del danno che si infliggono a loro stessi, al movimento surf e, nel caso di Pietro Porcella, soprattutto a suo figlio di 34 anni. Forse Pietro Porcella, invece di distorcere la realtà, insultare me e accusarmi poteva informarsi su come si fosse comportato il figlio, oltretutto coinvolgendo persone del nostro mondo (ne avrà taggate un centinaio pur di dare risonanza al suo “sfogo di papà”). Guardate si capisce tutto benissimo alla fine del suo sfogo-post dopo aver insultato varie volte il giornalista lo invita addirittura alle Hawaii chiedendo, ed ecco dove cade l’asino, di fare un nuovo servizio sulle Iene con intervista doppia lui e il figlio… dai ma tutto questo è ridicolo!

La mia domanda è: il surf ha davvero bisogno di questo? Non penso, come non penso di essere io dover insegnare a Francisco come promuovere la sua immagine al di fuori del nostro mondo, e come rapportarsi con i Media. Mi sembra davvero strano che permetta ancora al padre di parlare in suo nome in questo modo avendo lui, ripeto, 34 anni.
Ognuno ha la sua vita e il suo percorso. Io nel mio piccolo ho dato il mio contributo per mostrare agli italiani una faccia del surf che non tutti conoscono: quella delle grandi onde di Nazaré.

Ma soprattutto seguo la mia passione e non ho mai provato invidia per chi riesce a realizzare qualcosa nella vita.. anzi ne sono contento perché se ce l’ha fatta lui posso farcela anche io…. 🤙🇮🇹

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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