Livigno Outdoor Media Event

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La primavera nell’anima, l’inverno negli occhi

Testo di Eva Toschi

Foto di Fabio Borga

Nonostante a Livigno ci abbia vissuto per un inverno, questa volta decido di lasciare fuori dalla dogana tutto quello che penso di sapere su questo posto e indosso i panni di chi per un week-end, una settimana o – perché no – più tempo, s’immerge in tutto quello che questo angolo delle Alpi italiane ha da offrire. Così, lascio la mia esperienza a casa e mi apro a questa nuova avventura. 

È fine marzo e al Piccolo Tibet è la stagione ideale per praticare scialpinismo: le giornate si sono allungate e sono più calde ma la qualità della neve in quota è sopraffina. Si prospettano dei giorni ideali per sciare. 

    

DAY 0

Arrivo di pomeriggio e dopo essermi sistemata in albergo mi dirigo per cenare e conoscere gli altri giornalisti provenienti da tutta Europa e le guide alpine cono cui condividerò le prossime giornate. Mi incammino verso il Marcos Pub a piedi, apprezzando di potermi muovere lasciando la macchina parcheggiata. La serata, prima tranquilla di presentazioni e saluti, diventa presto più movimentata grazie alla musica dal vivo e il buon vino. Il Marcos, infatti, è il posto ideale se si vuole mangiare qualcosa e poi sentire un po’ di buona musica. Visto che la giornata di domani sarà impegnativa cerco di abbandonare presto il locale; ci riesco con non poche difficoltà.

DAY 1

Per il primo giorno di attività abbiamo in programma una gita di scialpinismo. Ci incontriamo con le guide all’Outdoor Center Livigno, dove ci si divide in gruppi e si ascolta attenti il “Dottor Neve” Fabiano che ci spiega le condizioni della neve e le motivazioni che ci sono dietro alla scelta degli itinerari da percorrere. Le guide alpine Livigno sono molto trasparenti con i loro clienti ed è facile instaurare subito un rapporto di reciproca fiducia. In fondo dietro a quelle facce abbronzate e sorridenti non può nascondersi niente di diverso da quello che trasmettono.

Il meteo fa cambiare la decisione iniziale delle guide e la destinazione per il mio gruppo sarà il Monte Vago, la montagna che si staglia in fondo alla valle di Livigno se si guarda verso sud. La salita è lunga, ma la discesa vale tutta la fatica: tracciamo delle linee su un pendio immacolato. La neve è polvere e l’aria si riempie d’ilarità collettiva, ma presto la scarica di adrenalina lascia spazio ad un grande buco nello stomaco. È ora di rifocillarsi. Ci rincontriamo con gli altri gruppi alla Latteria, un locale spazioso e assolato dove – come promesso dal nome – si mangiano bontà locali a base di latte, tutto proveniente dalle mucche livignasche e poi lavorato all’interno della stessa Latteria.

Dopo una goduriosa sciata e una sana mangiata non ci resta che sciogliere i muscoli e rilassarci alla wellness. E Livigno dispone di una signora wellness: l’Aquagranda. Qui ci teniamo lontani dalla palestra e dalla piscina per goderci al massimo l’area benessere, dove passiamo la serata tra idromassaggio, sauna con tanto di cerimonia svedese “Aufguss” e doveroso momento di relax sui materassi ad acqua della sala del fieno, dove il rischio di addormentarsi e rimanere lì è elevatissimo.

DAY 2

Oggi il menù outdoor prevede una mattinata di Ski Mountaineering che inizia con una risalita con la cabinovia di Carosello 3000. Una tra le cose incredibili di questo posto è che con l’aiuto degli impianti di risalita e un po’ di gamba si possono raggiungere delle cime e delle valli isolate e selvagge per vivere un’esperienza in montagna autentica. Per questo ci siamo allontanati dalle piste e abbiamo iniziato a salire il Monte Campaccio. La differenza tra il tipo di salita di ieri, più scialpinisitica, è che nell’uscita di oggi la parte di alpinismo è più dominante. Per questo, raggiunta la cresta mettiamo gli sci in spalla, e con l’aiuto delle guide arriviamo all’imbocco del canale che intendiamo scendere. L’imbocco del canale è ghiacciato e ripido e le guide attrezzano una calata che ci permette di venire calati da loro nella parte sciabile del canale. Ammetto che è strano lasciarsi calare con gli sci ai piedi, senza vedere alle spalle il pendio che stiamo per scendere. La neve nel canale è perfetta e dopo che tutti siamo arrivati in una zona sicura, scendiamo insieme nella valle dei Gessi.  Una breve ri-pellattina e grazie alla seggiovia di Val Federia torniamo a Carosello 3000. Oggi il momento di mangiare arriva un po’ prima e le porte del ristorante La Calcheira vengono aperte a questa banda di giornalisti affamati.

Quando il sole tramonta, dopo esserci riposati da questa giornata piena di forti emozioni, arriva l’ora di rimettere gli sci ai piedi con tanto di pelli per risalire verso Trepalle seguendo la scia di luci delle frontali. Del resto, dovremo pure meritarci di mangiare le abbondanti prelibatezze che ci preparano al ristorante Alpino. Dopo cena scendiamo a Livigno con gli sci, ma sarà l’adrenalina di questa sciata in notturna, nessuno ha voglia di andare in albergo a dormire. Dove si può andare a quest’ora a far festa? È ovvio: al Micky’s, la cui pista invadiamo vestiti da sci. Vi assicuro che dopo un paio di birre ci si scorda di avere gli scarponi ai piedi…

 

DAY 3

Vista la stanchezza di gambe accumulata nelle giornate precedenti oggi ci meritiamo di sciare senza guadagnarci la discesa. La neve è sempre ottima e il programma della giornata e di fare un po’ di freeride sulle classiche discese della Calcheira, che si chiama così perché il versante che si scia si trova proprio sopra il ristorante che abbiamo visitato ieri. Sciamo qualche canale e ci divertiamo – soprattutto Giulia, con lo snowboard – a racchettare a fondo valle per tornare verso il ristorante, dal quale poi possiamo tornare verso gli impianti. Come pensavo ad inizio giornata le gambe sono dure e stanche e apprezzo la decisione comune di andare a mangiare a La Stuvetta, il ristorante sulle piste di Carosello 3000.

La giornata è dedicata tutta alla scoperta di questa montagna e dei suoi impianti, infatti al tramonto quando gli sciatori ormai sono alla base delle piste a ballare agli après-ski, noi risaliamo sulla cabinovia che è stata messa in moto ad hoc e torniamo in cima al Carosello, dove ci aspetta un tramonto mozzafiato che colora di rosso l’imbocco della Val Federia. Aspettiamo il calare del sole e si dà il via alla Starlight Experience, l’evento che ogni settimana permette ad alcuni sciatori di gustarsi le piste appena fresate in notturna. Così, alla luce delle nostre sole frontali, ci godiamo un po’ di curve giusto il tempo di far tornare l’appetito per l’ora di cena, che, sempre con gli scarponi ai piedi, gustiamo allo Stalet, proprio davanti alla partenza della cabinovia.

DAY 4

Oggi la sveglia suona prima del previsto perché dobbiamo raggiungere l’impianto della Sitas prima che sorga il sole. La cabinovia gialla apre prima dell’ora stabilita per farci salire ad ammirare le prime luci dell’alba sulle piste. Le nuvole coprono tutto il paese che si sta ancora svegliando e noi siamo sopra di esse, a sciare sulle piste tirate solo per noi. Per noi e per tutti quelli che ogni settimana vogliono partecipare alla Sunrise Emotion, ovviamente. Purtroppo l’alba di questo nuovo giorno segna la fine del nostro viaggio, che concludiamo con una colazione 5 stelle al Costaccia.

Lascio Livigno con la sensazione di aver capito il perché tante persone desiderano passare le proprie vacanze qui. Forse proprio per il contrasto tra un paese organizzato e in sviluppo con le alte montagne selvagge che lo contornano. Forse per la possibilità di vivere esperienze adrenaliniche ma poi potersi lasciare andare al relax e al divertimento quando cala il sole.

Forse perché qui a 1.850 m di altitudine, l’aria più fine cancella i brutti pensieri e le preoccupazioni.

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