Marco Confortola rinuncia al Kangchenjunga

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Si è concluso ieri il tentativo dell’alpinista Marco Confortola di salire il Kangchenjunga, terza montagna più alta della terra con i suoi 8586m.

Marco si è scusato sui social con i suoi amici e fan: “Amici miei Scusate……. ieri sera alle 19 è partito il nostro tentativo x la vetta del Kance…. verso le 4,30 di questa mattina dopo aver raggiunto quota 8000 il mio buon senso ha detto BASTA. Erano già tre ore che i dieci fratelli belli “ come li chiamavo io” le ex dita dei miei piedi non li sentivo e visto che non vorrei tornare dal caro amico Gianfranco Picchi “ medico chirurgo vascolare ho mollato il colpo. La meteo è già tornata a fare la pazzerella e spero che i miei compagni di salita al Kance siano rientrati al C4. Come sempre non è assolutamente facile decidere di mollare ma sicuramente un altra rasata non va bene, come vedete dall’immagine non faceva caldo”.

Come si evince dalla comunicazione di Marco, le condizioni meterologiche erano estreme ed ha dovuto desistere dal continuare per il freddo ai piedi, con i quali aveva già avuto problemi in passato. Infatti, Confortola, aveva già subito l’amputazione delle dita dei piedi e ovviamente, non si sente di poter rischiare un ulteriore intervento. Una decisione più che rispettabile.

Adesso Marco si trova al Campo Base, in attesa che alcuni alpinisti che hanno deciso di tentare la vetta lo stesso rientrino sani e salvi.

Grazie Marco per questa lezione di vita” – sottolinea il suo partner tecnico Cébé, che tiene a sottolineare quanto sia importante sapere rinunciare nello sport in generale, consente spesso di potere ripartire più forti di prima!

“Buongiorno amici… Innanzi tutto grazie per i vostri innumerevoli messaggi e vi confermo che sto bene, fisicamente e mentalmente . Sono sereno per la scelta che ho preso.
Ho sentito che quello non era il mio momento.
In poco tempo , cambio di obiettivo: scendere e non più salire.
Avevo troppo freddo per poter continuare e la salita di una montagna la si deve gustare e oltre alla fatica , non devi smettere di provare attrazione per essa.
Quando invece la tue sensazioni ed emozioni sono altre e non sempre positive allora quello è il momento giusto per cambiare direzione agli scarponi.
E’ difficile a volte prendere delle decisioni drastiche ma se lo si fa’ con la chiarezza e la sicurezza che sia la cosa giusta, e’ pace sia per il cuore che per la testa.
Non ho vacillato, ero sereno  sono sereno.
Le montagne restano, le persone no.
A volte spingersi oltre il proprio limite può fare la differenza in positivo ma anche in negativo e ieri non era la giornata ideale per sperimentarlo .
E’ vero , mi sono allenato 1 anno intero, ma l’allenamento non è solo quello fisico ma e’ anche quello mentale e allenare la mente alla rinuncia ne fa parte perché devi essere veloce e pronto al cambiamento .
Chi ieri ha rinunciato non è ancora rientrato al CB e il vociferare, fa pensare che qualcuno voglia ritentare la cima . Siamo qui per questo motivo e se hanno energia sufficiente e le motivazioni giuste, facciamo il tifo per loro.”

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Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.

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